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Bugatti, tutte le curiosità da sapere sul badge Macaron

Tutte le curiosità sull’ovale rosso in argento sul radiatore di ogni Bugatti dalle origini ad oggi. Il Macaron non ha più segreti

Bugatti, tutte le curiosità da sapere sul badge Macaron (foto Wheelsage)

Un ovale rosso in argento 970. E’ il simbolo che caratterizza tutte le Bugatti fin dall’inizio della sua storia. “La sua qualità, l’attenzione al dettaglio e il suo peso dimostrano l’importanza che ha ancora oggi” ha detto il presidente Stephan Winkelmann, “l’ovale racchiude il potere simbolico del mito del nostro brand”.

Lo disegnò direttamente Ettore Bugatti. Voleva un logo semplice ma di alta qualità. Agli inizi del Novecento andavano di moda creazioni più stravaganti, basti pensare alla Rolls Royce. L’ha realizzato con istruzioni molto specifiche per quanto riguarda la forma e le dimensioni.

Negli anni è cambiata la grandezza del badge, ma il design è rimasto in tutto fedele alla versione originale.

Bugatti ha scelto anche i colori, come si legge in una dettagliata nota pubblicata dalla casa sul suo sito ufficiale proprio per raccontare la genesi e la storia del logo. Il rosso deve trasmettere passione e grandi prestazioni, le lettere del nome Bugatti sono bianche per significare eleganza e nobiltà. Le iniziali del fondatore compaiono invece in nero, colore che sintetizza eccellenza e coraggio.

Il profilo del logo è segnato da sessanta punti, come sessanta perle per le quali non c’è una spiegazione chiara. Una delle più accreditate versioni parla di un omaggio all’Art Nouveau. Secondo altre interpretazione starebbero a simboleggiare le connessioni fra tutte le componenti, anche meccaniche dell’auto.

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Bugatti, 20 lavoratori realizzano ogni Macaron

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Oggi i badge, sempre in argento .970, pesano 159 grammi. Li realizza per la casa la storica Poellath GmbH & Co. KG Münz- und Prägewerk. Si tratta di un’azienda tedesca fondata in Baviera, a Schrobenhausen, nel 1778.

Riconosciuta come un punto di riferimento nella lavorazione del metallo, ha iniziato a creare i badge per la Veyron nei primi anni Duemila. Il CEO della Poellath, Thomas Demel, ha spiegato che per ogni badge, realizzato a mano, vengono coinvolti fino a venti lavoratori.

Il processo di creazione di ogni singolo esemplare richiede dieci ore spalmate in più giorni. Il processo prevede anche che i badge vengano pressati con pesi fino a mille tonnellate.

Particolare anche la realizzazione della scritta, considerato che le lettere non sono incise, ma in rilievo di 2,1 millimetri.

Lo smalto, prosegue la nota, è fuso con l’argento e contiene composti inorganici senza sostanze tossiche. Il processo di smaltatura consente al badge di assumere la particolare curvatura convessa.

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Alessandro Mastroluca

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