Seat, niente plastica: gli abitacoli del futuro saranno di riso

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:46

Scelta eco-sostenibile della Seat che progetta degli abitacoli realizzati non in plastica ma con gli scarti del riso

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Riso per gli abitacoli delle auto

Niente più plastica negli abitacoli delle auto. La lotta alla plastica accomuna diversi produttori di auto. Una novità arriva dalla Seat, marchio che fa parte del gruppo Wolkswagen, che sta lavorando alla realizzazionE di abitacoli con Il riso. In particolare la scelta è quella di utilizzare la lolla di riso, uno scarto che solitamente viene destinato alla spazzatura.

Il progetto Seat è quello di utilizzarlo al posto della plastica per le rifiniture degli interni delle auto. La lolla è già utilizzata nel settore automobilistico: la Goodyear la utilizza per la realizzazione di pneumatici. Ma come funzionerebbe il progetto della Seat?

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Seat, niente plastica: la lolla di riso per gli abitacoli

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L’Oryzite per gli abitacoli delle auto

La Seat si è orientata verso la lolla di riso anche per la grande quantità disponibile. Rappresenta, infatti, circa il 20% del totale del raccolto di riso: sulle 750 tonnellate raccolte ogni anno nel mondo, 150 sono rappresentate dalla lolla. Inoltre in Spagna, sono riusciti a creare un procedimento grazie al quale la lolla è trasformata in oryzite. Si tratta di un materiale che può essere modellato e anche unito ad altri.

Il progetto è stato già impiegato per la realizzazione di alcune parti della Leon. In particolare la lolla di riso è stata utilizzata per il rivestimento del portellone posteriore, per la tappezzeria superiore (il ‘cielo‘) e anche per il doppio pianale del bagaiaio. Rispetto ai normali materiali utilizzati, non si nota alcuna differenza visiva. Ora l’obiettivo è di estendere l’utilizzo su scala più vasta. Per farlo gli ingegneri Seat sono al lavoro per capire quanta oryzite può essere utilizzata per ogni componente dell’auto, anche perché le parti realizzate con questo materiale risultano meno pesanti. Peso a parte, da valutare anche altri fattori quali la resistenza al caldo o al freddo.

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