Al Attiyah, principe e fuoriclasse: tra Dakar e sogni olimpici

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:16

La vita è stata particolarmente fortunata con Nasser Al Attiyah: nobile, ricchissimo, ma anche dotato di tanto talento. Un purosangue vincente

Nasser Al Attiyah
Nasser Al Attiyah, straordinario protagonista della Dakar anche per quest’anno (Getty Images)

Sei vittorie di tappa, più di chiunque altro. Eppure Nasser Al Attiyah – tre vittorie assolute alla nel rally raid più famoso – è solo secondo in una edizione nella quale ha dominato. É  nato nobile, ricco. Protagonista di un’esistenza di primordine tra lusso, scuole esclusive e grandi ambizioni.

Al Attiyah, il fuoriclasse purosangue

Ma c’è anche chi queste qualità le ha sprecate tutte. Perché ci vuole grande talento per mettere a frutto le opportunità che si hanno; a volte è quasi più difficile avere successo quando si è un predestinato che sperperare le proprie attitudini.

Anche per questo Al Attiyah è stato definito il fuoriclasse purosangue: 50 anni appena compiuti, il principe del Qatar è erede di una fortuna praticamente inestimabile. E anche per questo ha sempre sentito sulla propria pelle la necessità di non tradire le aspettative della sua famiglia. Un’educazione di primordine: tra scuole svizzere, college americani e inglesi. Ma alla fine il principe Nasser tornava sempre a casa. Alle attività della famiglia (costruzioni, attività finanziarie e molto petrolio) e alle sue passioni: cavalli, sport – in particolare il tiro a segno – e le auto da corsa.

LEGGI ANCHE > Dakar 2021 terza tappa: Al Attiyah e Price rimontano, cambia la classifica

Nasser Al Attiyah
Una bella immagine di Al Attiyah con Valentino Rossi, durante una sfida di tiro (Getty Images)

Uno sportivo totale

Al Attiyah è uno splendido automobilista, un discreto motociclista. Un grande esperto di cavalli con i quali corre, salta e che – come dice lui – “sono la perfetta estensione di un essere umano”. Li alleva, li educa e si rifiuta categoricamente di venderli. I suoi allevamenti sono ormai una decina. Li ha creati lui su un modello di business che ha ideato personalmente e che ha l’unico scopo di garantire il successo e il benessere di ogni purosangue: che galoppi o che salti.

Al Attiyah ama le barche, è un ottimo pilota di moto d’acqua: fa surf, kite, scia. Ha il fisico di un maratoneta e il sistema nervoso di asceta. Probabilmente non ci sono sport che non sa affrontare in modo agonistico: da vincente. Quando iniziò a tirare con pistole e fucili, una passione che gli era stata trasmessa dal padre e da uno zio, si era posto un obiettivo ambizioso: andare almeno una volta alle Olimpiadi. Ne ha fatte sei, ottenendo una storica medaglia di bronzo per il suo paese nel 2012, fossa olimpica, specialità skeet (125 bersagli).

LEGGI ANCHE > Dakar 2021, primi colpi di scena: Al Attiyah vince, Price precipita

Nasser Al Attiyah
Al-Attiyah con la medaglia di bronzo conquistata alle Olimpiadi di Londra 2012 (GettyImages)

Tra Dakar e Olimpiadi

Le auto da corsa, in particolare i fuoristrada, sono la sua vera grande passione: tredici titoli mediorientali, tre Dakar oltre a un gran numero di vittorie tra WRC, ERC, PWRC e molto altro in corse assortite in tutto il mondo. Al Attiyah ha vinto ovunque e comunque. Ma la sua più grande vittoria è stata quella di non dovere pagare le sue vittorie perché molto presto gli sponsor hanno fatto la coda per finanziarlo e brillare del suo successo. Un uomo elegante, di successo, brillante e di grande cultura. Che forte di sei vittorie di tappa punta a vincere la sua quarta Dakar progettando contemporaneamente la sua settima Olimpiade, a Tokyo, in estate.