Multe a Moto e Scooter che passano tra le Auto in fila: proteste in Francia

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Francia: cortei e proteste di moto e scooter contro il nuovo divieto di passaggio tra le auto incolonnate nel traffico

Multe a moto e scooter che passano tra le Auto in fila: proteste in Francia
Multe per le due ruote che passano tra le Auto in fila: proteste in Francia (Getty)

In Francia scatta il divieto per moto e scooter di passare tra le auto in fila nel traffico, e scatta la protesta. Sabato manifestazioni in tutto il paese per la nuova regola del codice della strada, che prevede sanzioni di 135 euro e il ritiro di 3 punti sulla patente per le moto e gli scooter che passano tra le fila di auto incolonnate nel traffico. Una pratica assolutamente normale, per chi guida le due ruote, ma che in Francia è diventata fuori legge.

Per questo ieri sono scattate cortei di protesta con centinaia di veicoli per le strade: moto di grande e media cilindrata, scooter di ogni tipo e anche piccoli ciclomotori elettrici. Tutti hanno protestato per un divieto considerato assurdo, in quanto il vantaggio delle due ruote è proprio quello di passare tra le auto incolonnate nel traffico. Eppure, per il legislatore francese, questa pratica è rischiosa.

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Non è una vicenda nuova, perché da anni si parla di questo problema: in alcune zone del paese già c’erano sanzioni per un’abitudine considerata a rischio, che ora è diventata una violazione del codice della strada. Le manifestazioni avevano l’obiettivo di chiedere l’annullamento delle sanzioni e di rendere legale la circolazione tra le fila di auto. Lunghissimi cortei, con conseguenti difficoltà per il traffico, a partire da Porte Dauphine a Parigi e per tutta la “peripherique” della capitale: la tangenziale cittadina.

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Ingorghi e suoni di clacson da parte delle due ruote, ma anche adesivi affissi fuori il Ministero dell’Interno, con messaggi del tipo “Più moto= meno traffico”. La nuova legge è entrata in vigore lo scorso 1 febbraio: scooter e moto devono rimanere dietro le auto incolonnate nel traffico, anche se ferme. La sperimentazione era partita cinque anni fa, ma solo nell’Ile-de-France (sempre a Parigi) e in alcuni quartieri di Lione e Bordeaux, ma ora il divieto è stato esteso a tutto il paese.