Mick Schumacher sul padre: “E’ il mio idolo, non sarà mai un peso”

In una lunga intervista alla BBC, Mick Schumacher parta a viso aperto del padre, del suo esempio e del peso del suo cognome anche se, secondo il talento da quest’anno alla Haas, parlare di ‘peso’ è sbagliato

Mick Schumacher
Mick Schumacher, pronto all’esordio dopo i test di Abu Dhabi (Getty Images)

Mick Schumacher ha inevitabilmente gli occhi del mondo e di tutti gli appassionati di Formula 1 addosso. Intorno a lui c’è una grandissima aspettativa per la sua prima stagione da pilota assoluto. Mick lo sa bene e accetta di fare i conti con tutto questo in modo molto concreto.

Mick Schumacher, non solo figlio

Inevitabilmente la questione torna sul peso di un comune sicuramente impegnativo. Anche se Mick non la pensa così: “Nessun peso, metterla in questi termini non è completamente corretto – dice il 22enne, alla sua prima stagione in F1 – per me il mio cognome è solo significato di motivazione e di orgoglio. Sono felice di essere in Formula 1, sono felice di aver riportato il nome Schumacher al centro dell’attenzione. Per quanto mi riguarda, porto questo cognome da sempre, fin dalle mie prime esperienze. Ormai ho imparato a farci i conti. Ho già dimostrato di essere in grado di guidare una macchina da corsa. In questo senso non c’è alcuna pressione”.

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Mick Schumacher
La Haas di Mick Schumacher, alla sua prima stagione di Formula 1 (Getty Images)

Un cognome che non gli pesa

Se suo padre era MSC (per distinguerlo dal fratello Ralf) lui sarà SCH. Anche se durante i primi test anche lui era stato caratterizzato dal prefisso MSC. Mick Schumacher avrà la stessa età di quando suo padre esordì in Formula 1 sulla Jordan: “È stato molto emozionante per me vedere di nuovo quella scritta ‘MSC’ sulla schermata dei tempi – ha detto Mick – per me questo è un nuovo splendido inizio. Quando ho iniziato con i kart avevo nove anni, non sapevo che cosa volevo davvero. É  stato solo intorno ai 12-13 anni che ho capito che volevo davvero diventare un pilota professionista”.

Il padre non è un obiettivo da raggiungere, o qualcosa con cui confrontarsi a tutti i costi. Mick cerca di mantenere quelle che sono le sue caratteristiche: “I paragoni saranno inevitabili e non mi spaventano. Ma papà per me è un idolo, non un peso. Le analisi le lascio agli altri. É  un momento professionalmente straordinario, sto cercando di godermelo e di viverlo al massimo. Ho tante aspettative. In Haas siamo due piloti giovani e che hanno molta fame, abbiamo una squadra molto motivata e un bel gruppo di persone in grado di fare un ottimo lavoro e dobbiamo sfruttare le opportunità e spingere, davvero”.