Formula 1, GP Sudafrica e non solo: le possibili novità in calendario

Stefano Domenicali, presidente e CEO dalla Formula 1, non esclude di correre in Cina nel 2021 e in Africa in futuro.

F1 Kyalami
F1 Kyalami 1992 (Getty Images)

L’emergenza Covid-19 ha creato problemi anche al mondo dello sport, Formula 1 inclusa. La pandemia ha reso impossibile correre in certi Paesi e per garantire un certo numero di gare si è andati in correre su piste che non erano inizialmente in calendario.

Nel 2020 abbiamo rivisto i piloti in azione su circuiti storici come Nurburgring e Imola, ma anche a Istanbul. E ci sono state le novità Mugello e Portimao, con la seconda confermata anche per il 2021 così come Imola. E attenzione a possibili sorprese sia per il presente che per il futuro.

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Domenicali sul calendario della F1

Stefano Domenicali
Stefano Domenicali (Getty Images)

Stefano Domenicali in un’intervista concessa a ‘FIA Auto’, rivista della Federazione Internazionale dell’Automobile, ha aperto alla possibilità di rivedere più avanti un gran premio in Africa nel calendario della Formula 1: «Importante correre in tutto il mondo. Le discussioni sono in atto, ma siamo ancora nelle fasi iniziali».

Un Paese candidato a ospitare un evento della F1 è certamente il Sudafrica, dove il campionato ha già corso in passato. Precisamente tra il 1962 e il 1993, con alcune interruzioni in mezzo. Si è gareggiato prima nel circuito di East London e dal 1967 in quello di Kyalami. Proprio quest’ultimo potrebbe tornare a ospitare il Mondiale, le discussioni sono in corso.

Il presidente e CEO della Formula 1 ha anche aperto all’opzione di di gareggiare in Cina nel 2021, nonostante il GP sia stato messo fuori dal calendario come nel 2020 a causa dell’emergenza Covid-19: «Cina e Stati Uniti sono mercati importanti per noi. In Cina siamo solamente a Shanghai e dobbiamo proseguire la nostra strategia, perché è un mercato con potenziale. Un peccato non aver potuto andarci per il Covid. Chissà, se trovassimo uno slot libero potremmo farlo. Dobbiamo essere flessibili».

Dalle parole di Domenicali si intuisce anche che la Cina in futuro potrebbe ospitare anche due gare invece di una sola, considerando quanto il mercato cinese sia ritenuto vitale. Stessa