Gran Bretagna, carenza di benzina: la causa degli assalti ai distributori

Caos in Inghilterra: manca la benzina, assalto alle pompe, La crisi dei trasporti colpisce il Regno Unito, code infinite ai distributori

Benzina, carenza in Inghilterra: assalti e file alle pompe. Il motivo
Benzina, carenza in Inghilterra: assalti e file alle pompe. Il motivo (Getty)

In Inghilterra scoppia il caos benzina: nel Regno Unito si sta verificando una preoccupante carenza di carburante, e nel week end l’emergenza è esplosa: file ai distributori, dove si sono contati decine e decine di veicoli con centinaia di persone in attesa di fare rifornimento. Quello che accade è dovuto alla crisi dei trasporti nel paese: a mancare non è la materia prima, infatti, ma chi la trasporta.

Moltissimi dei camion preposti al rifornimento delle pompe sono fermi, e le scorte si sono abbassate in maniera repentina nel giro di poche ore. Il colosso “BP“, uno dei maggiori fornitori, ha diminuito l’erogazione per ciascun veicolo. Alcune stazioni di servizio, invece, sono state chiuse. Il diffondersi di queste notizie ha scatenato un vero e proprio panico tra gli automobilisti, che hanno preso d’assalto le pompe. Tra le città più colpite ci sono Londra e in generale la parte meridionale dell’Inghilterra.

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prezzo benzina
Rifornimento auto (Foto: Getty Images)

Benzina, carenza in Inghilterra: assalti e file alle pompe. Il motivo

Il Governo ha rassicurato la popolazione, ma questo non ha rallentato il caos alle stazioni di rifornimento. Il ministro dei trasporti Grant Shapps sta lanciando vari appelli per mettere fine all’allarmismo, spiegando che nonostante le difficoltà c’è carburante in abbondanza per tutti. L’esponente del governo non ha escluso l’impiego dell’esercito per tenere sotto controllo le file ai distributori e anche per guidare i camion per rifornirli.

Il motivo della crisi va ricercato nella Brexit, con una penuria sempre maggiore di autisti, già fiaccata dall’emergenza Covid. Pare che all’appello manchino addirittura 100mila camionisti rispetto al 2018. La penuria di lavoratori è coincisa con la Brexit: molti di essi erano stranieri e hanno avuto problemi con il visto di lavoro, o più semplicemente, hanno preferito andare a lavorare in paesi comunitari senza le enormi complicazioni burocratiche causate dalla Brexit.