Formula 1

F1 GP Bahrain, le possibili strategie dei Team: pit stop e non solo

F1 GP Bahrain, le possibili strategie dei Team: pit stop, scelta delle mescole, undercut e overcut. Analisi completa delle tre strategie principali sul circuito di Sakhir e tutto ciò che può cambiare l'esito della gara.

F1 GP Bahrain pit stop
Un pit stop (Ansa)

F1 GP Bahrain, le possibili strategie dei Team: pit stop e non solo. Tutto quello che c’è da sapere sulle scelte tattiche delle scuderie sul circuito di Sakhir.

Il GP del Bahrain sul circuito di Sakhir, nella capitale Manama, rappresenta tradizionalmente il banco di prova per eccellenza dell’intera stagione di Formula 1. Non è solo una questione di velocità pura: le strategie ai box, i pit stop e la gestione delle mescole Pirelli possono ribaltare qualsiasi pronostico della vigilia. In questo approfondimento analizziamo nel dettaglio le possibili strategie dei team, dalla scelta delle gomme alla finestra ideale per il cambio, passando per le variabili che ogni muretto box deve tenere sotto controllo.

F1 GP Bahrain pit stop

Un pit stop (Ansa)

Perché la strategia è decisiva al GP del Bahrain

Il tracciato di Sakhir è notoriamente duro sulle gomme: le alte temperature dell’asfalto, le frenate violente e la natura abrasiva del manto stradale accelerano il degrado degli pneumatici in modo significativo. Questo rende il GP del Bahrain uno dei gran premi in cui la strategia di gara pesa quanto — se non più — del passo sul giro secco. Ogni dettaglio, dalla finestra del pit stop alla mescola scelta per il rilancio, può valere posizioni preziose o addirittura la vittoria.

La Ferrari è storicamente competitiva su questa pista, con la pole position di Charles Leclerc e il terzo posto di Carlos Sainz a testimoniare la bontà del pacchetto tecnico della Rossa. Ma in gara, come sempre, il muretto box avrà un ruolo determinante.

Vale la pena ricordare che la FIA ha abolito la norma in vigore dal 2014 che obbligava i piloti qualificati per la Q3 a partire con la mescola utilizzata in Q2. Una scelta che amplia ulteriormente le opzioni strategiche a disposizione dei team, aumentando lo spettacolo in gara.

F1 GP Bahrain: le tre strategie possibili per i pit stop

Ferrari F1

Ferrari F1 (Ansa foto)

Secondo gli analisti, al GP del Bahrain emergono tre scenari strategici principali per i team, ciascuno con vantaggi e compromessi ben definiti. Vediamoli nel dettaglio.

Strategia 1 (la più veloce): soft-medium-soft con due pit stop

La strategia più performante prevede una partenza con le gomme soft, sfruttando il grip massimo nei giri iniziali per guadagnare posizioni o costruire un vantaggio. Il primo pit stop è consigliato in una finestra compresa tra il 14° e il 24° giro, con montaggio delle gomme medium per uno stint di media durata. Il secondo pit stop, invece, è ottimale tra il 35° e il 45° giro, con ritorno alla mescola soft per chiudere la gara in attacco. Questa sequenza garantisce il tempo sul giro più basso complessivo, ma richiede una gestione attenta del degrado nella fase centrale della corsa.

Strategia 2 (alternativa valida): soft-hard-soft con due pit stop

Una strategia altrettanto valida, seppur leggermente meno performante in termini di tempo puro, punta sulla durabilità della mescola hard per allungare lo stint centrale. La partenza avviene con le soft, il primo pit stop è previsto tra il 13° e il 23° giro con montaggio delle gomme hard. Grazie alla maggiore resistenza di questa mescola, il secondo cambio gomme può essere posticipato tra il 37° e il 47° giro, con ritorno alle soft per il finale. Questa opzione è particolarmente interessante per i team che vogliono coprirsi da eventuali safety car tardive.

Strategia 3 (la meno performante): soft-hard-medium con tre mescole diverse

La strategia meno performante in termini cronometrici prevede l’utilizzo di tutte e tre le mescole disponibili. Si parte con le soft, si effettua il primo pit stop in una finestra tra l’11° e il 21° giro montando le hard, e poi si passa alle medium tra il 33° e il 43° giro per concludere la gara. Questa soluzione può risultare utile in caso di degrado anomalo o di situazioni di gara particolari, ma difficilmente permette di lottare per le posizioni di vertice contro chi adotta le prime due opzioni.

Pit lane, safety car e condizioni meteo: le variabili da tenere d’occhio

Il tempo per attraversare la pit lane a Sakhir è di 20 secondi in condizioni normali, che scendono a 16 secondi in regime di safety car o virtual safety car. Questo dato è fondamentale per i team nel calcolare la finestra ottimale del pit stop: un ingresso ai box nei giri sbagliati può costare la posizione in pista, mentre un pit stop tempestivo sotto safety car può regalare un vantaggio enorme senza perdere tempo reale.

Le condizioni meteorologiche a Sakhir sono tipicamente stabili e asciutte, il che esclude nella quasi totalità dei casi l’utilizzo degli pneumatici intermedi o da pioggia. I team possono quindi pianificare la strategia con margini di incertezza ridotti rispetto ad altri circuiti del calendario.

Undercut, overcut e copertura: le mosse tattiche oltre il pit stop

Le strategie al GP del Bahrain non si esauriscono nella scelta delle mescole e nella finestra del pit stop. I team dispongono di ulteriori leve tattiche che possono cambiare l’esito della gara:

  • Undercut: entrare ai box un giro prima dell’avversario per montare gomme fresche e guadagnare tempo sul giro, costringendo il rivale a fermarsi a sua volta. Funziona particolarmente bene a Sakhir, dove le gomme nuove garantiscono un vantaggio significativo nei primi giri dopo il pit.
  • Overcut: restare in pista più a lungo dell’avversario, sfruttando la pista libera per fare giri veloci e rientrare davanti dopo il pit stop. Richiede gomme in buone condizioni e un ritmo sostenuto.
  • Copertura strategica: copiare la strategia del diretto avversario per neutralizzare qualsiasi vantaggio tattico. Tipica delle battaglie tra compagni di squadra o tra i top team.

Ogni muretto box monitora in tempo reale i dati di degrado, il traffico in pista e le mosse degli avversari per decidere quale leva azionare nel momento giusto. Al GP del Bahrain, dove i sorpassi in pista sono possibili ma non scontati, la strategia diventa spesso l’arma più affilata a disposizione dei team.

FAQ: domande frequenti sulle strategie al GP del Bahrain

Quanti pit stop sono previsti al GP del Bahrain?
La strategia ottimale prevede generalmente due pit stop. Una sosta sola è teoricamente possibile ma molto difficile da gestire data l’usura elevata delle gomme sul circuito di Sakhir. Tre soste sono rare ma non escluse in caso di safety car o degrado anomalo.
Quale mescola è più usata al GP del Bahrain?
La mescola soft è la più utilizzata per la partenza e per il finale di gara, grazie al grip elevato. Le medium e le hard vengono impiegate negli stint centrali per garantire maggiore durata e stabilità.
Quanto dura un pit stop in F1 al GP del Bahrain?
Il tempo di percorrenza della pit lane a Sakhir è di circa 20 secondi in condizioni normali. In regime di safety car o virtual safety car il limite di velocità riduce questo tempo a circa 16 secondi.
La pioggia può influenzare la strategia al GP del Bahrain?
Quasi mai. Il clima a Sakhir è tipicamente caldo e secco, rendendo l’utilizzo di gomme intermedie o da pioggia estremamente raro. I team pianificano la strategia esclusivamente sulle mescole slick.
Cosa cambia con l’abolizione della regola sulle gomme Q2?
Con la norma abolita dalla FIA, i piloti qualificati per la Q3 non sono più obbligati a partire con la mescola utilizzata in Q2. Questo amplia le opzioni strategiche, permettendo a tutti i piloti di scegliere liberamente la gomma di partenza e aumentando le variabili tattiche in gara.
Roberto Torcolacci
Roberto Torcolacci

Roberto Torcolacci, romano classe 1979, vive nel cuore della Capitale. Dopo gli studi in Giurisprudenza presso l’Università di Roma Tor Vergata, ha intrapreso fin da giovanissimo un percorso imprenditoriale che lo ha portato a confrontarsi con diversi settori, sviluppando una forte esperienza nel mondo della comunicazione, della pubblicità e del marketing. Da sempre appassionato di media e informazione, considera la comunicazione uno strumento fondamentale per creare connessioni e raggiungere un pubblico sempre più ampio. Negli anni ha coltivato numerosi interessi legati allo sport, ai motori e al motorsport professionistico, con esperienze anche nel mondo del cinema e della produzione. Dal 2020 ha riscoperto e approfondito la passione per la scrittura, trasformandola in una parte centrale della propria attività editoriale. Oggi si occupa principalmente di temi legati al territorio, alla mobilità, alla politica locale, agli eventi, allo sport e al mondo dei motori, con particolare attenzione a Roma e al Lazio. Sposato e padre di due figli adolescenti, ama raccontare la contemporaneità con uno sguardo diretto, curioso e concreto, cercando sempre di unire informazione, passione e attenzione ai dettagli. Anche se, come gli ricordano spesso i figli, con qualche inevitabile sfumatura da “boomer”.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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