Charles Leclerc e la sua prima auto: il pilota Ferrari ha mosso i primi passi su strada non su una supercar, ma su una Fiat 500 d’epoca del 1969. Un aneddoto che racconta molto del carattere autentico del numero 16 del Cavallino Rampante.
Charles Leclerc è oggi uno dei piloti più iconici della Formula 1, il volto della Ferrari e uno dei protagonisti assoluti del Circus mondiale. Eppure, prima delle monoposto di Maranello, prima delle supercar e dei circuiti di mezzo mondo, il pilota monegasco ha dovuto fare i conti con una prima automobile tutt’altro che esotica. La storia della sua prima auto è diventata un piccolo cult tra i tifosi del Cavallino: umile, divertente e rivelatrice di un carattere genuino che va ben oltre i riflettori della F1.
Charles Leclerc (Ansa)
Charles Leclerc: dalla Fiat 500 d’epoca alle Ferrari da sogno
In un’intervista rilasciata a Vanity Fair, Leclerc ha svelato con grande spontaneità i retroscena dei suoi esordi automobilistici. La sua prima auto non era certo una supercar: si trattava di una Fiat 500 d’epoca, un esemplare del 1969, con tutto il fascino vintage e le insidie meccaniche del caso. «Era del 1969 e quasi bruciavo la frizione» ha ammesso il pilota monegasco, spiegando subito il motivo di quella difficoltà iniziale: «Con il cambio non ero abituato a fare la doppietta». Una tecnica di guida ormai quasi dimenticata, necessaria su vetture con cambi non sincronizzati come quello della piccola Fiat.
👉 Leggi anche: McLaren W1: l'hypercar selvaggia con 1.275 CV preserva l'eredità di F1 e P1
Un aneddoto che strappa un sorriso, ma che dice molto: anche il pilota più veloce del mondo ha dovuto imparare a fare la doppietta su una citycar italiana degli anni Sessanta prima di conquistare i circuiti di mezzo pianeta. La prima auto di Charles Leclerc, insomma, era tutto fuorché una supercar — e questo lo rende ancora più simpatico agli occhi dei tifosi.
Gli inizi nel karting: aggressività imparata sul campo
Charles Leclerc (Ansa)
Sempre nella stessa intervista, Leclerc ha ricordato un episodio significativo dei suoi anni nel karting, tappa fondamentale nella formazione di qualsiasi pilota di vertice. «Agli Internazionali di kart che si disputarono a Lonato del Garda ero in pista; alle prove si arrabbiarono sia mio padre che Jules Bianchi (entrambi scomparsi, ndr) per la mia mancanza di aggressività. Tornato in gara, mandai nell’erba un avversario, fuori pista. Avevo esagerato» ha ammesso il pilota, con quella franchezza che lo contraddistingue. Un episodio che rivela come la grinta da campione non sia sempre innata, ma si costruisca con il tempo, gli errori e i giusti mentori.
Leclerc ha anche svelato di aver imparato l’italiano proprio grazie alle tante gare disputate nel nostro Paese, un legame con l’Italia che si è poi consolidato naturalmente con l’approdo in Ferrari.
Leclerc oggi: Ferrari in garage e un’amicizia reale
Lontana la Fiat 500 d’epoca, oggi Charles Leclerc possiede una Ferrari, decisamente più consona al suo ruolo di pilota ufficiale del Cavallino Rampante. Eppure, con la sua consueta ironia, ha confessato: «Invidio la collezione di auto di Alberto II, il principe». Un’ammissione che racconta di un rapporto di vera amicizia con il sovrano del Principato di Monaco: «Gli ho donato i miei caschi. Siamo amici e sempre mi ha sostenuto; parliamo di sostenibilità ambientale» ha spiegato Leclerc, aggiungendo che i due si ritrovano anche a giocare a padel insieme. Un’immagine lontanissima dai paddock e dalle supercar, che restituisce la dimensione umana di un campione cresciuto con i piedi per terra — e con la frizione quasi bruciata su una Fiat 500 del 1969.
👉 Leggi anche: Ferrari 12Cilindri Manuale: il cambio by-wire che trasforma leva e frizione in segnali elettronici
Il percorso di Leclerc in Ferrari: talento e continuità
Ripercorrere la storia della prima auto di Charles Leclerc è anche un modo per apprezzare meglio la traiettoria straordinaria di un pilota che, partito da origini umili nel Principato di Monaco, è diventato uno dei punti di riferimento della Formula 1 contemporanea. Il suo legame con la Ferrari va ben oltre il contratto sportivo: Leclerc rappresenta per Maranello un investimento generazionale, un pilota costruito per vincere e per incarnare i valori del Cavallino Rampante sul lungo periodo. La sua carriera, ancora in pieno sviluppo, continua ad alimentare l’entusiasmo dei tifosi di tutto il mondo — Italia in testa.
FAQ — Le domande più frequenti su Charles Leclerc e la sua prima auto
Qual è stata la prima auto di Charles Leclerc?
La prima auto guidata da Charles Leclerc è stata una Fiat 500 d’epoca del 1969, tutt’altro che una supercar. Il pilota ha raccontato di aver quasi bruciato la frizione perché non era abituato a eseguire la doppietta, tecnica necessaria con i cambi non sincronizzati dell’epoca.
Dove ha raccontato questo aneddoto Leclerc?
Charles Leclerc ha condiviso il ricordo della sua prima auto in un’intervista rilasciata a Vanity Fair, nella quale ha parlato anche dei suoi esordi nel karting e del rapporto con il Principato di Monaco.
Che auto possiede oggi Charles Leclerc?
Oggi il pilota monegasco possiede una Ferrari, in linea con il suo ruolo di pilota ufficiale della Scuderia di Maranello. Ha però ammesso di invidiare la collezione di auto del Principe Alberto II di Monaco, con cui è legato da una solida amicizia.
Leclerc ha un legame particolare con l’Italia?
Sì. Leclerc ha imparato l’italiano proprio grazie alle numerose gare di karting disputate in Italia, tra cui gli Internazionali di Lonato del Garda. Il suo approdo in Ferrari ha poi consolidato ulteriormente questo legame con il nostro Paese.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.







