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Una Bugatti ritrovata dopo cinquant’anni: chi l’ha dimenticata non crederà a quanto vale adesso

Una Bugatti Type 57S ritrovata dopo cinquant'anni in un'officina inglese: la storia del ritrovamento, la rarità del telaio da competizione e un valore che supera i 7 milioni di euro. Tutti i dettagli.

Bugatti Type 57S
Bugatti Type 57S (Ansa Foto)

Una Bugatti ritrovata dopo cinquant’anni: chi l’ha dimenticata non crederà a quanto vale adesso. La storia della Bugatti Type 57S riemersa da un’officina inglese dopo mezzo secolo di oblio è una di quelle vicende che fanno tremare i polsi a qualsiasi appassionato di auto storiche.

Basta entrare in una concessionaria di auto d’epoca per capire quanto il mercato del vintage sia in fermento: vetture dimenticate in garage, capannoni o officine vengono riscoperte ogni anno, spesso con valutazioni da capogiro. Ma il caso di questa Bugatti è qualcosa di straordinario anche per gli standard più elevati del settore. Supercar, vetture di lusso, modelli rarissimi: in giro può capitare davvero di imbattersi in un gioiello dimenticato chissà da quanti anni. Questa storia, però, batte tutte le altre.

Bugatti Type 57S

Bugatti Type 57S (Ansa Foto)

La storia: una Bugatti dimenticata per cinquant’anni in un’officina inglese

È ciò che è accaduto a una Bugatti storica, un modello realmente rarissimo, rimasto praticamente dimenticato per circa 50 anni. Il ritrovamento è avvenuto in un’officina nella contea di Staffordshire, nelle Midlands Occidentali in Inghilterra. La vettura in questione è una Bugatti Type 57S, appartenuta a Bill Turnbull fino alla sua morte.

L’uomo era un ingegnere con una grande passione per i motori. Decise di acquistare la Bugatti nel 1969 con l’obiettivo di restaurarla un po’ alla volta. Di tempo ne è passato: la vettura del signor Turnbull è stata praticamente dimenticata e quando l’uomo è venuto a mancare, ecco che la Bugatti è tornata alla luce quasi completamente restaurata. Una storia che oggi, a distanza di anni, continua a fare il giro del mondo degli appassionati e degli investitori del settore automotive d’epoca.

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Perché questa Bugatti ritrovata dopo cinquant’anni vale milioni: la particolarità che la rende unica

Logo Bugatti

Logo Bugatti © Ansa

La Bugatti Type 57S ritrovata dopo cinquant’anni in un’officina nel Regno Unito non può essere sicuramente definita un’auto qualunque. Il direttore della casa di aste Bonhams, Sholto Gilbertson, l’ha eletta “auto definitiva dei suoi tempi” parlando alla CNN. Una definizione che non lascia spazio a interpretazioni.

Ma c’è di più: questa vettura presenta una particolarità tecnica che la rende assolutamente unica al mondo. Oltre al fatto che la macchina è stata ritrovata in condizioni praticamente perfette, gli esperti di Bonhams hanno confermato che questa Bugatti monta il telaio da competizione Type 57G “Tank”. Si tratta di uno degli appena tre modelli mai costruiti con questo specifico telaio, del cui destino si erano perse completamente le tracce. Uno è ora tornato alla luce e questo dettaglio, da solo, fa schizzare il valore della vettura in una fascia di mercato accessibile solo a pochissimi collezionisti al mondo.

Il valore della Bugatti Type 57S: quanto vale oggi una rarità del genere

Tenendo in considerazione le ottime condizioni di ritrovamento e la rarità assoluta di questo esemplare, la Bugatti Type 57S con telaio da competizione Type 57G “Tank” ha una valutazione che può superare i sette milioni di euro. Una cifra astronomica, certo, ma perfettamente giustificata nel contesto del mercato attuale delle auto storiche d’élite, dove la provenienza certificata, la rarità del telaio e le condizioni di conservazione determinano valutazioni che sfidano qualsiasi logica convenzionale.

Per dare un termine di paragone: nel mercato delle aste internazionali di auto storiche, le Bugatti pre-guerra con pedigree da competizione documentato raggiungono regolarmente cifre a otto zeri. Il fatto che questa Type 57S sia rimasta nascosta per mezzo secolo, preservata quasi intatta, la rende ancora più preziosa agli occhi dei grandi collezionisti. Chi l’ha dimenticata in quell’officina dello Staffordshire probabilmente non avrebbe mai immaginato di lasciare in eredità un tesoro da oltre sette milioni di euro.

Il mercato delle Bugatti storiche: perché i ritrovamenti eccezionali continuano ad accadere

Storie come quella della Bugatti Type 57S ritrovata dopo cinquant’anni non sono isolate, ma restano comunque rarissime. Il mercato globale delle auto d’epoca di fascia alta è in costante crescita: secondo le analisi degli esperti del settore, le vetture pre-guerra di marchi iconici come Bugatti, Alfa Romeo e Mercedes-Benz hanno registrato rivalutazioni medie superiori al 15% negli ultimi anni, con picchi ben più elevati per gli esemplari unici o con storia da competizione documentata.

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Il fenomeno dei “barn find” — termine anglosassone che indica il ritrovamento di auto dimenticate in fienili, garage o officine — alimenta ogni anno l’immaginario degli appassionati e il portafoglio dei collezionisti più attenti. Basta seguire le principali aste internazionali, da Bonhams a RM Sotheby’s, per rendersi conto di quanto questi ritrovamenti muovano cifre straordinarie. La Bugatti dello Staffordshire rimane, ad oggi, uno degli esempi più clamorosi di questo fenomeno.

FAQ: tutto quello che vuoi sapere sulla Bugatti ritrovata dopo cinquant’anni

Che modello è la Bugatti ritrovata in Inghilterra?

Si tratta di una Bugatti Type 57S, un’auto da competizione degli anni Trenta del Novecento, dotata del rarissimo telaio Type 57G “Tank”. Solo tre esemplari con questo telaio furono mai costruiti.

Dove è stata ritrovata la Bugatti dimenticata?

La vettura è stata scoperta in un’officina nella contea di Staffordshire, nelle Midlands Occidentali, in Inghilterra. Era rimasta lì per circa 50 anni, acquistata nel 1969 dall’ingegnere Bill Turnbull con l’intenzione di restaurarla.

Quanto vale la Bugatti Type 57S ritrovata dopo cinquant’anni?

Secondo gli esperti della casa d’aste Bonhams, il valore della vettura può superare i 7 milioni di euro, grazie alle condizioni di conservazione eccezionali e alla rarità assoluta del telaio da competizione.

Chi era il proprietario della Bugatti dimenticata?

Il proprietario era Bill Turnbull, un ingegnere appassionato di motori che acquistò la Bugatti nel 1969. La vettura è rimasta nell’officina fino alla sua morte, quando è stata riscoperta quasi completamente restaurata.

Perché questa Bugatti è così speciale rispetto ad altre auto storiche?

La combinazione di tre fattori la rende unica: la rarità del telaio Type 57G “Tank” (uno dei soli tre mai prodotti), le condizioni di conservazione praticamente perfette e la storia di provenienza documentata. Nel mercato delle auto storiche d’élite, questi elementi insieme producono valutazioni fuori scala.

Roberto Torcolacci
Roberto Torcolacci

Roberto Torcolacci, romano classe 1979, vive nel cuore della Capitale. Dopo gli studi in Giurisprudenza presso l’Università di Roma Tor Vergata, ha intrapreso fin da giovanissimo un percorso imprenditoriale che lo ha portato a confrontarsi con diversi settori, sviluppando una forte esperienza nel mondo della comunicazione, della pubblicità e del marketing. Da sempre appassionato di media e informazione, considera la comunicazione uno strumento fondamentale per creare connessioni e raggiungere un pubblico sempre più ampio. Negli anni ha coltivato numerosi interessi legati allo sport, ai motori e al motorsport professionistico, con esperienze anche nel mondo del cinema e della produzione. Dal 2020 ha riscoperto e approfondito la passione per la scrittura, trasformandola in una parte centrale della propria attività editoriale. Oggi si occupa principalmente di temi legati al territorio, alla mobilità, alla politica locale, agli eventi, allo sport e al mondo dei motori, con particolare attenzione a Roma e al Lazio. Sposato e padre di due figli adolescenti, ama raccontare la contemporaneità con uno sguardo diretto, curioso e concreto, cercando sempre di unire informazione, passione e attenzione ai dettagli. Anche se, come gli ricordano spesso i figli, con qualche inevitabile sfumatura da “boomer”.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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