Laurent Rossi, CEO dell’Alpine, torna a parlare dell’addio di Alonso alla scuderia: il mancato rinnovo ha ragioni precise, e il manager non nasconde le perplessità sul futuro dello spagnolo.
Fernando Alonso e l’addio all’Alpine restano uno degli episodi più discussi del recente panorama della Formula 1. Il pilota spagnolo ha scelto di chiudere il suo capitolo con la scuderia di Enstone per abbracciare il progetto Aston Martin, firmando un contratto biennale con la squadra di Lawrence Stroll. Una decisione che ha sorpreso molti addetti ai lavori, e che il CEO dell’Alpine, Laurent Rossi, ha commentato con parole che suonano quasi come un avvertimento.
Fernando Alonso (Ansa Foto)
Alonso e l’addio all’Alpine: perché il rinnovo non si è fatto
La scelta del due volte campione del mondo di Formula 1 non è stata dettata dai soldi: le offerte economiche in campo erano sostanzialmente equivalenti. Il nodo centrale è stata la durata del contratto. L’Aston Martin ha garantito ad Alonso un biennale secco, mentre l’Alpine si è fermata a un annuale con opzione per una seconda stagione — una differenza che, agli occhi dello spagnolo, ha fatto tutta la differenza.
Dietro questa posizione dell’Alpine c’è una logica precisa, legata alla gestione interna dei piloti. La scuderia di Enstone aveva già in casa Oscar Piastri, con un’opzione triennale sul giovane australiano. Il piano originario prevedeva di piazzare Piastri in Williams per farlo maturare, tenendo Alonso come riferimento. Ma i piani sono stati stravolti dalla decisione dello spagnolo di non aspettare.
Il manager mette in guardia Alonso: le parole di Rossi
Laurent Rossi, in un’intervista rilasciata ad Auto Motor und Sport, ha ricostruito la vicenda con trasparenza, confermando le motivazioni del mancato accordo: «Volevamo tenerlo, ma non potevamo impegnarci per più di due anni perché con Piastri avevamo un’opzione di tre. Siamo stati sempre chiari sulla volontà di concentrarci sul futuro e il nostro futuro era Oscar».
Fernando Alonso (Ansa Foto)
Il CEO ha poi aggiunto dettagli sull’offerta concreta presentata allo spagnolo: «Abbiamo offerto a Fernando il massimo che potevamo. Era un contratto di una stagione più un’altra. Avrebbe potuto continuare a correre con noi in endurance dopo».
Il fattore anagrafico: Rossi non lo nasconde
È qui che arriva il passaggio più significativo — e più diretto — delle dichiarazioni di Rossi. Il manager ha grande rispetto nei confronti del due volte iridato, ma non può ignorare l’elemento anagrafico: «Ha 41 anni, tra due stagioni ne avrà 43. A quell’età un calo delle prestazioni può arrivare da un anno all’altro, non potevamo impegnarci così a lungo».
In sostanza, il manager dell’Alpine ha messo in guardia Alonso — indirettamente ma chiaramente — sul rischio che un contratto pluriennale rappresenta per un pilota nella fase finale della carriera. L’opzione per la stagione successiva sarebbe stata esercitata solo a fronte di un rendimento positivo: una clausola di garanzia per la squadra, ma percepita da Alonso come un’incertezza inaccettabile.
Il rischio sportivo della scelta Aston Martin
Rossi non si è limitato a spiegare le ragioni dell’Alpine: ha anche espresso perplessità sulla scelta di Alonso dal punto di vista puramente sportivo. «Va in una squadra che è nona in campionato — afferma Rossi — e dovrà fare tutto il lavoro che con noi ha già svolto. L’Alpine sarebbe stata un’opzione con minore rischio a livello sportivo».
Un’analisi condivisa da praticamente tutti gli osservatori del paddock. La AMR22 è una monoposto poco competitiva rispetto a quella che Alonso guida oggi, che gli consente quantomeno di battagliare alle spalle dei tre top team. Scegliere l’Aston Martin significa ricominciare da capo un percorso di sviluppo, con l’incognita di quanto tempo ci vorrà prima che la squadra di Silverstone diventi davvero competitiva.
Alonso ha preferito le garanzie contrattuali offerte da Stroll alle certezze sportive garantite dall’Alpine. Rossi chiude con fair play: «Gli hanno offerto condizioni migliori e ha deciso di partire. Siamo dispiaciuti, ma non risentiti, sappiamo che darà il massimo fino alla fine».
FAQ: Alonso, l’addio all’Alpine e il passaggio all’Aston Martin
- Perché Alonso ha lasciato l’Alpine?
- La ragione principale è stata la durata del contratto: l’Alpine ha offerto un annuale con opzione, mentre l’Aston Martin ha garantito un biennale. Alonso ha scelto la certezza del pluriennale.
- Cosa ha detto il manager dell’Alpine su Alonso?
- Laurent Rossi, CEO dell’Alpine, ha spiegato che la scuderia non poteva offrire un contratto lungo a causa degli impegni già presi con Oscar Piastri, e ha sottolineato il rischio legato all’età di Alonso — 41 anni — come fattore determinante nella valutazione.
- L’Aston Martin era davvero la scelta giusta per Alonso?
- Dal punto di vista sportivo, molti esperti — incluso Rossi — ritengono che l’Alpine rappresentasse un’opzione meno rischiosa. L’Aston Martin era nona nel Costruttori al momento della firma, e Alonso dovrà contribuire a costruire la competitività della squadra da zero.
- Oscar Piastri che ruolo ha avuto nella vicenda?
- L’Alpine aveva un’opzione triennale su Piastri e puntava su di lui come pilota del futuro. Questo ha limitato la disponibilità della scuderia a offrire ad Alonso un contratto pluriennale.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








