I Commissari della FIA hanno dichiarato inammissibile la protesta della Haas dopo il GP di Austin: presentata fuori tempo massimo, la contestazione è stata respinta e la classifica originale è stata integralmente ripristinata. Per Fernando Alonso niente penalità: torna settimo.
La vicenda che ha tenuto con il fiato sospeso appassionati e addetti ai lavori si è conclusa con un verdetto netto: Alonso, niente penalità — ripristinata la classifica del GP di Austin. Il pilota spagnolo, all’epoca in forza all’Alpine, aveva tagliato il traguardo in settima posizione sul circuito del Circuit of the Americas in Texas, salvo poi essere retrocesso al 15° posto a causa di una penalità di 30 secondi inflitta a seguito del ricorso presentato dalla Haas. Otto posizioni perse in un colpo solo, con pesanti ripercussioni sulla classifica costruttori.
GP Austin, Alonso è salvo: penalità annullata. Cambia ancora il suo piazzamento (Ansa)
Perché la protesta della Haas è stata respinta
Il regolamento sportivo della Formula 1 è categorico sui tempi di presentazione dei reclami: qualsiasi protesta deve essere depositata entro 30 minuti dall’esposizione della bandiera a scacchi. La Haas ha mancato questa finestra temporale di ben 24 minuti, rendendo di fatto il proprio ricorso tardivo e, quindi, giuridicamente inammissibile.
Lo stesso Fernando Alonso aveva anticipato l’esito già in conferenza stampa, con una lucidità che non lasciava spazio a interpretazioni: «Il motivo è semplice, questa protesta non è legale perché è stata presentata fuori tempo massimo». Parole che si sono rivelate profetiche. I Commissari della FIA, dopo aver analizzato nel dettaglio la documentazione, hanno confermato l’irregolarità procedurale e dichiarato il reclamo della scuderia di Günther Steiner privo di validità.
In un documento ufficiale, la FIA ha stabilito che «il reclamo della scuderia guidata da Gunther Steiner non doveva essere preso in considerazione», sancendo definitivamente l’annullamento della penalità e il ripristino dell’ordine d’arrivo originale.
GP Austin, Alonso è salvo: penalità annullata. Cambia ancora il suo piazzamento
Fernando Alonso a bordo della sua Alpine con cui si è piazzato settimo nell’ultimo GP (Foto: LaPresse)
Con la penalità definitivamente cancellata e la classifica del GP di Austin ripristinata nella sua versione originale, l’ordine d’arrivo finale vede:
- 7° Fernando Alonso (Alpine)
- 8° Sebastian Vettel (Aston Martin)
- 9° Kevin Magnussen (Haas)
- 10° Yuki Tsunoda (AlphaTauri)
Esteban Ocon, compagno di squadra di Alonso, resta fuori dalla zona punti. Sul fronte costruttori, le conseguenze sono tutt’altro che marginali: l’Alpine recupera 6 punti e allunga a +11 sulla McLaren, mentre l’Aston Martin torna a -3 dall’Alfa Romeo. La Haas, paradossalmente penalizzata dal rigetto del proprio stesso ricorso, mantiene un solo punto di vantaggio sulla AlphaTauri.
Il nodo della bandiera arancione e nera: cosa contestava la Haas
Al centro della protesta originaria della Haas c’era un’accusa precisa: secondo la scuderia americana, ad Alonso non era stata mostrata la bandiera arancione e nera — il segnale che impone al pilota di rientrare ai box per un problema tecnico sulla vettura — nonostante la stessa segnalazione fosse stata invece esibita ai propri piloti. Una disparità di trattamento che, nelle intenzioni della Haas, avrebbe giustificato la penalità inflitta allo spagnolo.
I Commissari, tuttavia, non hanno mai avuto modo di entrare nel merito della questione sostanziale: il vizio procedurale — la presentazione del reclamo oltre i termini regolamentari — ha chiuso la porta a qualsiasi valutazione nel merito. Un dettaglio burocratico che ha avuto conseguenze concrete sulla classifica di un intero Gran Premio.
Le implicazioni regolamentari: cosa insegna il caso Austin
Il caso Alonso-Haas ad Austin rappresenta un promemoria importante per tutte le scuderie: in Formula 1, il rispetto delle procedure è tanto cruciale quanto la correttezza tecnica delle contestazioni. Presentare un reclamo — anche fondato nel merito — oltre la finestra temporale prevista dal Codice Sportivo Internazionale equivale a non presentarlo affatto.
La FIA non dispone di margini discrezionali in questi casi: il regolamento non prevede eccezioni per ritardi, indipendentemente dalla gravità dell’infrazione contestata. Un principio che tutela la certezza del diritto sportivo ma che, come dimostra questa vicenda, può ribaltare risultati già modificati in sede di protesta.
FAQ — Domande frequenti sul caso Alonso al GP di Austin
Perché Alonso era stato penalizzato al GP di Austin?
La Haas aveva presentato una protesta sostenendo che ad Alonso non fosse stata mostrata la bandiera arancione e nera, a differenza di quanto accaduto con i propri piloti. I commissari avevano inizialmente accolto il reclamo, infliggendo allo spagnolo una penalità di 30 secondi che lo aveva fatto scivolare dal 7° al 15° posto.
Perché la penalità di Alonso è stata annullata?
Perché la protesta della Haas è stata presentata 24 minuti oltre il termine massimo consentito dal regolamento, fissato in 30 minuti dall’esposizione della bandiera a scacchi. I Commissari della FIA l’hanno dichiarata inammissibile e hanno ripristinato la classifica originale.
Qual è la classifica definitiva del GP di Austin dopo il ripristino?
Con la penalità annullata, Alonso è classificato 7°, Vettel 8°, Magnussen 9° e Tsunoda 10°. L’Alpine recupera 6 punti nella classifica costruttori.
Cosa prevede il regolamento FIA sui tempi di protesta?
Il Codice Sportivo Internazionale stabilisce che qualsiasi reclamo deve essere depositato entro 30 minuti dall’esposizione della bandiera a scacchi. Oltre tale termine, la protesta è automaticamente inammissibile, indipendentemente dal suo contenuto.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.







