Codice della Strada

Non paga il Telepass con un assurdo stratagemma: la sanzione è esemplare

Non paga il Telepass con un assurdo stratagemma: 145 pedaggi elusi in 5 mesi e una sanzione esemplare da oltre 6.600 euro. Ecco come funziona il sistema di controllo e cosa rischia chi tenta di aggirare i caselli autostradali.

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Non paga il Telepass con un assurdo stratagemma: la sanzione è esemplare (Ansa)

Non paga il Telepass con un assurdo stratagemma per 145 pedaggi: la sanzione è esemplare. La donna, accusata di truffa, si è vista recapitare un conto salatissimo da oltre 6.600 euro.

Eludere il pagamento del Telepass con un trucco pericoloso e spregiudicato: è quello che ha tentato di fare una donna residente nella provincia di Milano, riuscendo — almeno per un certo periodo — a non pagare ben 145 pedaggi autostradali. Un caso che dimostra quanto i sistemi di sorveglianza sulle autostrade italiane siano oggi capillari e infallibili, e quanto le conseguenze per chi tenta di aggirare i caselli siano tutt’altro che simboliche.

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Non paga il Telepass con un assurdo stratagemma: la sanzione è esemplare (Ansa)

Lo stratagemma: agganciarsi all’auto davanti per passare col Telepass senza pagare

Il metodo era tanto azzardato quanto pericoloso: la donna si attaccava con la sua vettura a pochi centimetri dall’auto che la precedeva, puntando a eludere il controllo elettronico del casello. Non appena la sbarra del Telepass si alzava per far passare il veicolo regolare, lei accelerava bruscamente, infilandosi nel varco prima che la barra si richiudesse. Un comportamento ad alto rischio, sia per sé stessa sia per gli altri automobilisti presenti in corsia.

Il conteggio finale dei passaggi omessi ha raggiunto quota 145, accumulati nell’arco di soli 5 mesi. La Peugeot guidata dalla donna ha percorso chilometri su chilometri in autostrada senza versare un centesimo di pedaggio, entrando e uscendo anche più volte al giorno dai caselli. Autostrade per l’Italia ha quindi contestato alla conducente una somma molto elevata: la sanzione complessiva ammonta a 6.632,56 euro. L’accusa formulata nei suoi confronti è pesante: truffa.

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Non paga il Telepass eludendo i pedaggi: l’accusa è molto pesante

La portata del fenomeno emerge chiaramente dai dettagli operativi: in una sola giornata, la donna avrebbe eluso il pagamento del Telepass in cinque stazioni diverse, spostandosi dalla Lombardia fino alla Toscana. Il “trucco” era sempre identico: agganciarsi letteralmente al camion o all’automobile che la precedeva e filare dritto con la barra alzata. Le attività illecite si sono concentrate soprattutto in Toscana, ma i passaggi non pagati sono stati registrati anche a Milano, Bologna, Bergamo e in altri nodi della rete autostradale del Nord e Centro Italia.

Telepass Casello Autostrada

Un casello autostradale con i passaggi per i clienti Telepass (Ansa Foto)

Tra i pedaggi elusi figurano anche importi tutt’altro che trascurabili: singoli passaggi da 60 e 70 euro, corrispondenti a tratte autostradali lunghe centinaia di chilometri. La donna non potrà sottrarsi al pagamento dell’intera somma contestata, comprensiva della sanzione amministrativa e delle morosità accumulate nei mesi di transiti “a scrocco”. Va ricordato che le telecamere installate ai caselli monitorano ogni singolo passaggio con precisione millimetrica: per questo motivo è oggi praticamente impossibile eludere i controlli senza incorrere in conseguenze legali e pecuniarie.

Perché il sistema Telepass è quasi impossibile da aggirare

Questo caso è emblematico di una realtà che molti automobilisti sottovalutano: la rete di sorveglianza sulle autostrade italiane è tra le più avanzate d’Europa. Ogni casello è dotato di telecamere ad alta risoluzione che registrano targa, orario e modalità di transito di ogni veicolo. I dati vengono incrociati automaticamente con quelli del transponder Telepass: qualsiasi anomalia — come un passaggio senza addebito registrato — genera un alert immediato nel sistema di Autostrade per l’Italia.

Tentare di non pagare il Telepass con stratagemmi come quello descritto non solo è pericoloso per l’incolumità propria e altrui, ma espone il trasgressore a:

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  • Sanzioni amministrative che si sommano al valore dei pedaggi non corrisposti;
  • Procedimento penale per truffa, con le relative conseguenze sul casellario giudiziale;
  • Risarcimento danni in caso di incidenti provocati dalla manovra pericolosa in corsia Telepass.

Il messaggio che emerge da questa vicenda è chiaro: nessun stratagemma, per quanto creativo, regge di fronte alla tecnologia di controllo attuale. La sanzione esemplare inflitta alla donna milanese ne è la dimostrazione più concreta.

FAQ: Non pagare il Telepass, cosa rischia chi tenta di eluderlo?

È possibile passare al casello Telepass senza pagare sfruttando l’auto davanti?

Tecnicamente la manovra è stata eseguita per 145 volte in questo caso, ma le telecamere registrano ogni transito. Il sistema incrocia automaticamente i dati e individua le anomalie: prima o poi il trasgressore viene identificato e sanzionato.

Quali sono le sanzioni per chi non paga il pedaggio autostradale?

Chi viene scoperto a eludere il pagamento del pedaggio rischia una sanzione amministrativa che si aggiunge all’importo dovuto, oltre alla possibile denuncia penale per truffa. Nel caso analizzato, il conto totale ha superato i 6.600 euro.

Le telecamere ai caselli Telepass riprendono sempre?

Sì. Le telecamere installate ai caselli autostradali sono attive 24 ore su 24 e registrano targa e modalità di transito di ogni veicolo. I filmati vengono conservati e possono essere utilizzati come prova in sede giudiziaria.

Cosa succede se il transponder Telepass non funziona correttamente?

In caso di malfunzionamento del dispositivo, il conducente è tenuto a fermarsi e regolarizzare il pagamento presso la cassa manuale o a contattare il servizio clienti Telepass. Passare comunque senza pagare, anche involontariamente, può generare un addebito posticipato o una contestazione formale.

Roberto Torcolacci
Roberto Torcolacci

Roberto Torcolacci, romano classe 1979, vive nel cuore della Capitale. Dopo gli studi in Giurisprudenza presso l’Università di Roma Tor Vergata, ha intrapreso fin da giovanissimo un percorso imprenditoriale che lo ha portato a confrontarsi con diversi settori, sviluppando una forte esperienza nel mondo della comunicazione, della pubblicità e del marketing. Da sempre appassionato di media e informazione, considera la comunicazione uno strumento fondamentale per creare connessioni e raggiungere un pubblico sempre più ampio. Negli anni ha coltivato numerosi interessi legati allo sport, ai motori e al motorsport professionistico, con esperienze anche nel mondo del cinema e della produzione. Dal 2020 ha riscoperto e approfondito la passione per la scrittura, trasformandola in una parte centrale della propria attività editoriale. Oggi si occupa principalmente di temi legati al territorio, alla mobilità, alla politica locale, agli eventi, allo sport e al mondo dei motori, con particolare attenzione a Roma e al Lazio. Sposato e padre di due figli adolescenti, ama raccontare la contemporaneità con uno sguardo diretto, curioso e concreto, cercando sempre di unire informazione, passione e attenzione ai dettagli. Anche se, come gli ricordano spesso i figli, con qualche inevitabile sfumatura da “boomer”.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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