I “tailgaters” sono tra i protagonisti più fastidiosi e pericolosi del traffico quotidiano: guidano incollati al paraurti di chi li precede, ignorando le più elementari norme di sicurezza stradale. È capitato a tutti, almeno una volta, di sentirsi “inseguiti” da un veicolo che non mantiene la distanza minima di sicurezza. Ma cosa si può fare, concretamente, per reagire senza aggravare la situazione?
Navigare nel traffico può rivelarsi un’esperienza stressante per molti conducenti, specialmente quando ci troviamo di fronte a situazioni in cui un altro veicolo ci segue troppo da vicino, riducendo drasticamente i margini di reazione in caso di frenata improvvisa o ostacolo inatteso.
Attenzione al tailgating: di cosa si tratta (www.automotorinews.it)
Questo fenomeno, conosciuto in inglese come “tailgating”, è un comportamento comune tra i conducenti che, per vari motivi, sembrano ignorare le regole fondamentali della sicurezza stradale. Secondo i dati elaborati dall’Osservatorio ASAPS, il mancato rispetto delle distanze di sicurezza figura stabilmente tra le prime cause di incidente sulle strade italiane. Ma come dovremmo reagire quando ci troviamo in questa situazione? Quali sono le strategie migliori per gestire il nervosismo e garantire la nostra incolumità? Scopriamolo.
Cosa sono i tailgaters e perché il fenomeno è così diffuso
Il termine tailgater indica letteralmente chi “aggancia” il veicolo che lo precede, riducendo la distanza di sicurezza a pochi metri — talvolta addirittura a pochi decimetri — indipendentemente dalla velocità di percorrenza. Il comportamento è diffuso tanto in autostrada quanto nei centri urbani, e colpisce conducenti di ogni fascia d’età e tipologia di veicolo.
Le ragioni psicologiche alla base del tailgating sono molteplici:
- Frustrazione per il traffico o per la velocità ritenuta insufficiente del veicolo che precede;
- Mancanza di pazienza e scarsa tolleranza alla guida altrui;
- Ansia di arrivare a destinazione in tempo, che porta a sottovalutare i rischi;
- Aggressività stradale (road rage), spesso amplificata da stress lavorativo o personale;
- Distrazione: alcuni conducenti non si accorgono nemmeno di essere troppo vicini.
Qualunque sia la causa, il risultato non cambia: il tailgating è pericoloso per tutti gli utenti della strada.
Comprendere il comportamento dei tailgaters: cosa fare
Il tailgating è più di un semplice fastidio: rappresenta un rischio reale per la sicurezza. Conducendo a una distanza insicura, il tailgater non solo mette in pericolo se stesso, ma anche gli altri veicoli sulla strada. La percezione del rischio è fondamentale in queste situazioni; chi guida troppo vicino spesso sottovaluta le conseguenze di un’improvvisa frenata o di un ostacolo inatteso.
Come “difendersi” dai tailgaters (www.automotorinews.it)
Quando ci troviamo in una situazione in cui un veicolo è incollato dietro di noi, la prima cosa da fare è mantenere la calma. Gli istruttori di scuola guida suggeriscono di adottare una strategia semplice ma efficace: aumentare la distanza di sicurezza dal veicolo che ci precede. Questa distanza dovrebbe essere maggiore di quella normalmente raccomandata, portandola a oltre due secondi. Se stiamo viaggiando a 120 km/h, ciò significa mantenere una distanza di almeno 68 metri dal veicolo davanti. Questo ci darà il tempo necessario per reagire in caso di un’improvvisa frenata del veicolo che ci precede.
Le mosse giuste per gestire un tailgater in sicurezza
Se non possiamo cambiare corsia e ci troviamo in una situazione di tailgating, possiamo anche utilizzare alcune tecniche per migliorare la nostra sicurezza. Ad esempio:
- Utilizzare gli indicatori di direzione per segnalare un cambiamento di corsia quando la situazione lo consente, lasciando passare il veicolo aggressivo;
- Rimanere concentrati sulla strada e sugli altri veicoli intorno a noi, evitando di fissare ossessivamente lo specchietto retrovisore;
- Utilizzare gli specchietti laterali e retrovisori per monitorare la situazione alle nostre spalle senza distogliere lo sguardo dalla carreggiata;
- Non frenare bruscamente per “dare una lezione” al tailgater: questa reazione, oltre a essere pericolosa, può configurare una responsabilità condivisa in caso di incidente;
- Non accelerare per creare distanza a tutti i costi: superare i limiti di velocità non è mai la soluzione.
La tecnologia ADAS come alleata contro il tailgating
Molte auto moderne sono dotate di sistemi avanzati di assistenza alla guida (ADAS) che possono aiutarci a gestire situazioni di tailgating. Questi sistemi possono rilevare veicoli che ci seguono troppo da vicino e, in alcuni casi, possono attivare automaticamente i freni per evitare un possibile impatto. Essere a conoscenza delle funzionalità della propria auto — dalla frenata d’emergenza automatica al monitoraggio dell’angolo cieco — e utilizzare la tecnologia a proprio favore è oggi più che mai fondamentale. I costruttori stanno progressivamente rendendo obbligatori questi sistemi su tutti i nuovi modelli, in linea con le direttive europee in vigore.
Cosa dice il Codice della Strada sul mancato rispetto delle distanze
Dal punto di vista normativo, il comportamento dei tailgaters è sanzionato dall’articolo 149 del Codice della Strada italiano, che impone al conducente di mantenere una distanza di sicurezza adeguata rispetto al veicolo che precede. Le sanzioni previste vanno da una multa pecuniaria fino alla decurtazione di punti dalla patente, con possibilità di sospensione nei casi più gravi o in presenza di recidiva. In caso di incidente causato dal mancato rispetto delle distanze, la responsabilità civile e penale ricade in via principale sul conducente che seguiva troppo da vicino.
Basta percorrere qualche chilometro in autostrada nelle ore di punta per rendersi conto di quanto questo fenomeno sia ancora sottovalutato, nonostante le norme esistenti. La consapevolezza delle conseguenze legali può rappresentare un deterrente aggiuntivo.
Come reagire psicologicamente: gestire lo stress da tailgating
Essere seguiti da un tailgater genera inevitabilmente tensione. La risposta istintiva — accelerare, frenare di colpo, gesticolare — è quasi sempre controproducente e può degenerare in episodi di road rage. Gli esperti di psicologia del traffico consigliano invece di:
- Respirare profondamente e ricordare che la situazione è temporanea;
- Non interpretare il comportamento altrui come un attacco personale: spesso il tailgater è semplicemente distratto o in ritardo;
- Concentrarsi sulla propria guida, non su quella degli altri;
- Segnalare il comportamento pericoloso alle autorità competenti, se la situazione lo consente (ad esempio tramite le app dedicate o al primo posto di polizia stradale).
Affrontare un tailgater richiede una combinazione di pazienza, conoscenza e rispetto per gli altri utenti della strada. Mantenere una distanza di sicurezza, rimanere calmi e utilizzare la tecnologia disponibile sono solo alcuni dei modi in cui possiamo gestire queste situazioni in modo efficace e sicuro. La strada è un luogo di condivisione, e ogni conducente ha la responsabilità di contribuire a un ambiente più sicuro per tutti.
FAQ: domande frequenti sui tailgaters
- Cosa significa esattamente “tailgating”?
- Il tailgating è il comportamento di chi guida mantenendo una distanza insufficiente rispetto al veicolo che precede, aumentando il rischio di tamponamento in caso di frenata improvvisa.
- È illegale seguire troppo da vicino un altro veicolo?
- Sì. L’articolo 149 del Codice della Strada italiano sanziona il mancato rispetto delle distanze di sicurezza con multa e decurtazione di punti dalla patente.
- Qual è la distanza di sicurezza corretta in autostrada?
- A 120 km/h la distanza minima raccomandata è di almeno 68 metri, corrispondente a circa 2 secondi di tempo di reazione. In presenza di un tailgater alle spalle, è consigliabile aumentare ulteriormente la distanza dal veicolo che precede.
- Posso frenare bruscamente per “avvisare” un tailgater?
- No. Frenare di colpo è pericoloso e può configurare una responsabilità condivisa in caso di incidente. La strategia corretta è aumentare la distanza dal veicolo davanti e, appena possibile, lasciare passare il veicolo aggressivo.
- I sistemi ADAS possono aiutare in caso di tailgating?
- Sì. Molti veicoli moderni dispongono di sistemi di frenata d’emergenza automatica e monitoraggio dell’angolo cieco che riducono il rischio di tamponamento, sia per chi è vittima di tailgating sia per chi lo pratica inconsapevolmente.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.







