Ecologiche

“Molte sono spazzatura”: uno dei padri di Tesla svela l’errore più comune nelle auto elettriche

«Molte sono spazzatura»: Peter Rawlinson, uno dei padri della Tesla Model S e fondatore di Lucid, svela l'errore più comune nelle auto elettriche. Batterie scadenti, autonomia reale deludente e produttori che tagliano i costi: tutto quello che c'è da sapere.

Auto elettrica errore
Grosso errore, se guidi un'elettrica! - www.AutoMotoriNews.it

«Molte sono spazzatura»: uno dei padri di Tesla svela l’errore più comune nelle auto elettriche, puntando il dito contro batterie scadenti e produttori che tagliano i costi a scapito della qualità. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Il mondo delle automobili sta affrontando una transizione molto complicata, forse con il senno di poi la più grande e complessa che il settore dei motori abbia mai visto. Il passaggio ai motori elettrici o ibridi sta offrendo delle sfide assurde a cui i costruttori devono far fronte se vogliono continuare ad operare in Unione Europea e, soprattutto, non perdere clienti in un futuro prossimo. Eppure, secondo uno degli ingegneri che ha contribuito a scrivere la storia dell’auto elettrica, molti produttori stanno già commettendo un errore fondamentale — e le conseguenze si vedono ogni giorno sulle strade.

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Grosso errore, se guidi un’elettrica! – www.AutoMotoriNews.it

In questo senso un dirigente che ha contribuito alla creazione dell’auto elettrica più famosa del mondo, la Tesla Model S, sostiene che alcune case produttrici non abbiano ancora compreso a pieno quale sarà la sfida più importante e come affrontarla correttamente: producendo delle batterie che siano all’altezza del livello di tecnologia che le auto hanno raggiunto al giorno d’oggi, per migliorare notevolmente autonomia e durata.

Negli ultimi mesi, un uomo che è anche una delle menti dietro la Tesla Model S — nonché dirigente di alto livello di una realtà che da sempre ambisce alla corona del mercato elettrico a discapito del marchio di Musk — si è espresso in merito, e quello che ha detto potrebbe suonare come una provocazione nei confronti di quei marchi che non sono ancora arrivati a tanto.

Chi è Peter Rawlinson: il padre della Tesla Model S che ora sfida il settore

Peter Rawlinson non è un nome nuovo agli appassionati di motori elettrici. L’uomo d’affari britannico, già CEO di Lucid Motors ed ex Chief Vehicle Engineer del progetto Tesla Model S, ha un ruolo di primo piano nel campo delle auto a batteria. È stato tra i principali artefici di quella che molti considerano ancora oggi una delle berline elettriche più rivoluzionarie mai prodotte. Dopo l’esperienza in Tesla, Rawlinson ha fondato e guidato Lucid Motors con l’obiettivo dichiarato di superare i limiti tecnologici che lui stesso aveva contribuito a stabilire.

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La sua autorevolezza nel giudicare lo stato attuale del mercato elettrico è quindi tutt’altro che campata in aria: parla da insider, da ingegnere e da imprenditore che conosce i numeri reali dietro ogni chilowattora.

«Molte sono spazzatura»: la stoccata al mondo delle auto elettriche

La sua intervista, ribattuta da Xataca.com, spiega bene come Rawlinson veda la concorrenza e il fatto che ormai le case mirino ad abbassare il più possibile le spese per produrre auto elettriche — specie per quanto riguarda le batterie — senza però aumentare la qualità di questo tipo di vetture. Una scelta che si ripercuote negativamente sulle prestazioni e sul range: «Molte auto? Sono spazzatura, senza la giusta tecnologia anche le prestazioni e il range risentono di questo», le sue parole, che suonano come una frecciatina anche a Tesla.

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Molti commettono questo errore con un’elettrica – www.AutoMotoriNews.it

Qual è l’errore più comune nelle auto elettriche secondo Rawlinson

Il punto centrale della critica di Rawlinson è preciso e tecnico: l’errore più comune nelle auto elettriche è sacrificare la qualità delle batterie per contenere i costi di produzione. Basta entrare in una concessionaria e confrontare i prezzi di listino con le schede tecniche reali per rendersi conto di quanto spesso il dato di autonomia dichiarato si discosti dall’uso quotidiano. Secondo l’ex ingegnere Tesla, questo approccio è miope: un’auto elettrica con una batteria scadente non solo offre meno chilometri per carica, ma degrada più rapidamente nel tempo, penalizzando il valore residuo e la soddisfazione del cliente.

Il problema, spiega Rawlinson, non è solo la chimica delle celle, ma l’intera architettura elettrica del veicolo: efficienza del motore, gestione termica della batteria, ottimizzazione del software di bordo. Tagliare su uno qualsiasi di questi elementi significa compromettere l’intero sistema. Ed è esattamente quello che, a suo avviso, troppi costruttori stanno facendo oggi per inseguire prezzi competitivi a breve termine.

La risposta di Lucid: efficienza come vantaggio competitivo

Chiaramente, la soluzione è già stata trovata — almeno secondo il CEO dell’azienda: «La Lucid Air Pure è l’auto con la migliore efficienza in questo campo, grazie al lavoro che c’è dietro». Effettivamente, stando ai numeri, possiamo riconoscere un bel primato alla berlina prodotta dal brand di Rawlinson: con i suoi 747 chilometri di range omologato, la Pure è una delle automobili dall’autonomia migliore attualmente disponibili sul mercato tra le sole elettriche.

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Non si tratta di marketing: il risultato è frutto di un’architettura elettrica proprietaria che Lucid ha sviluppato per anni, puntando su motori ad altissima densità di potenza e su una gestione termica avanzata della batteria. Un approccio diametralmente opposto a quello che Rawlinson critica nei competitor: investire in tecnologia oggi per offrire un prodotto superiore domani, invece di inseguire il prezzo più basso possibile a scapito della qualità.

Il messaggio, in definitiva, è chiaro: nel mercato delle auto elettriche del 2026 e degli anni a venire, la corsa al ribasso sui costi delle batterie rischia di produrre una generazione di veicoli deludenti, danneggiando la fiducia dei consumatori nell’intera categoria. E a dirlo non è un analista esterno, ma uno degli ingegneri che quella categoria l’ha contribuita a creare.

FAQ: le domande più frequenti sulle auto elettriche e le batterie

Perché molte auto elettriche hanno un’autonomia reale inferiore a quella dichiarata?

Perché i test di omologazione (ciclo WLTP) vengono effettuati in condizioni ideali che raramente si replicano nell’uso quotidiano. Temperatura esterna, velocità in autostrada, uso del climatizzatore e qualità della batteria incidono sensibilmente sull’autonomia reale. Rawlinson sostiene che batterie di qualità inferiore amplificano ulteriormente questo divario.

Chi è Peter Rawlinson e perché le sue opinioni contano?

Peter Rawlinson è un ingegnere automobilistico britannico che ha ricoperto il ruolo di Chief Vehicle Engineer per la Tesla Model S, uno dei progetti più influenti nella storia dell’auto elettrica. Successivamente ha fondato e guidato Lucid Motors, azienda nota per aver prodotto la berlina elettrica con la maggiore autonomia omologata al mondo.

Qual è l’auto elettrica con la maggiore autonomia disponibile oggi?

Tra le auto elettriche attualmente in commercio, la Lucid Air Pure detiene uno dei primati di autonomia con circa 747 chilometri nel ciclo EPA. Anche altri modelli premium come alcune varianti di Tesla Model S si avvicinano a queste cifre, ma rimangono generalmente al di sotto.

L’errore nelle batterie delle auto elettriche riguarda anche i marchi premium?

Secondo Rawlinson, il problema è diffuso e non risparmia nemmeno alcuni brand considerati di riferimento. La critica si estende implicitamente anche a Tesla, suo ex datore di lavoro, suggerendo che la corsa alla riduzione dei costi stia diventando una tendenza di settore trasversale.

Roberto Torcolacci
Roberto Torcolacci

Roberto Torcolacci, romano classe 1979, vive nel cuore della Capitale. Dopo gli studi in Giurisprudenza presso l’Università di Roma Tor Vergata, ha intrapreso fin da giovanissimo un percorso imprenditoriale che lo ha portato a confrontarsi con diversi settori, sviluppando una forte esperienza nel mondo della comunicazione, della pubblicità e del marketing. Da sempre appassionato di media e informazione, considera la comunicazione uno strumento fondamentale per creare connessioni e raggiungere un pubblico sempre più ampio. Negli anni ha coltivato numerosi interessi legati allo sport, ai motori e al motorsport professionistico, con esperienze anche nel mondo del cinema e della produzione. Dal 2020 ha riscoperto e approfondito la passione per la scrittura, trasformandola in una parte centrale della propria attività editoriale. Oggi si occupa principalmente di temi legati al territorio, alla mobilità, alla politica locale, agli eventi, allo sport e al mondo dei motori, con particolare attenzione a Roma e al Lazio. Sposato e padre di due figli adolescenti, ama raccontare la contemporaneità con uno sguardo diretto, curioso e concreto, cercando sempre di unire informazione, passione e attenzione ai dettagli. Anche se, come gli ricordano spesso i figli, con qualche inevitabile sfumatura da “boomer”.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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