Bugatti dice addio al turbo: una scelta che ha spiazzato l’intero settore delle hypercar e riaccende il dibattito sul futuro delle prestazioni estreme.
Bugatti è una delle aziende più importanti, rilevanti e apprezzate dell’intero panorama automobilistico mondiale. Da sempre sinonimo di lusso, potenza ed esclusività nel mondo delle quattro ruote, nel corso della sua lunga storia ha creato alcune delle vetture più iconiche e indimenticabili che siano mai apparse su strada. Il turbocompressore, in questo contesto, è stato per decenni uno dei simboli assoluti delle sue straordinarie prestazioni — da Veyron a Chiron, ogni motore W16 Bugatti ha fatto del turbo il proprio cuore pulsante.
Bugatti, che cambiamento (www.automotorinews.it – X Bugatti)
Eppure, proprio quel simbolo iconico sta per essere abbandonato. La notizia ha spiazzato appassionati e addetti ai lavori: Bugatti dice addio al turbo, e lo fa con una motivazione tecnica precisa che vale la pena analizzare nel dettaglio.
Bugatti, addio al simbolo delle sue prestazioni: la dichiarazione che ha spiazzato il settore
Mate Rimac, amministratore delegato di Bugatti, ha dichiarato in un’intervista a Top Gear che in un motore ibrido il turbo non ha alcuna logica. Si tratta di una presa di posizione dirompente, considerando che il turbocompressore fa parte del DNA ingegneristico di Bugatti da decenni. Tuttavia, secondo Rimac, abbinare il turbo a un powertrain ibrido non porta alcun vantaggio reale — anzi, introduce complessità inutile.
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Per illustrare il suo punto di vista, il CEO ha citato la Tourbillon, la nuova hypercar di Bugatti dotata di un motore V16 aspirato, privo di sovralimentazione, abbinato a tre motori elettrici per una potenza complessiva di 1.800 cavalli. Un’architettura radicalmente diversa rispetto al W16 biturbo (poi quadriturbo) che ha reso celebre la Casa di Molsheim.
Perché il turbo non serve più: la logica tecnica dietro la scelta
Bugatti Tourbillon e non solo: turbo sempre più in bilico (www.automotorinews.it)
La ragione è tanto semplice quanto rivoluzionaria: i motori elettrici erogano coppia istantanea a zero giri, eliminando di fatto il problema del turbo lag che il turbocompressore era stato progettato per mitigare. In un sistema ibrido ad alte prestazioni, il turbo diventerebbe un elemento ridondante — aggiungendo peso, calore e complessità meccanica senza un reale guadagno prestazionale.
Secondo Rimac, il motore termico aspirato dura di più e offre prestazioni migliori in assenza del turbo quando è supportato dall’elettrico. I numeri della Tourbillon sembrano dargli ragione: 0-100 km/h in circa 2 secondi e una velocità massima dichiarata di 430 km/h. Prestazioni che il turbo, da solo, non avrebbe potuto garantire con la stessa linearità ed efficienza.
Sempre nell’intervista a Top Gear, Rimac ha anche lasciato intendere che Bugatti sta esplorando configurazioni alternative, con una presenza ridotta dell’elettrico o senza motori sull’asse anteriore — a dimostrazione che la filosofia progettuale del marchio è in piena evoluzione.
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L’impatto sul settore: perché l’intera industria è spiazzata
La decisione di Bugatti di abbandonare il turbo non è solo una scelta tecnica interna: è un segnale che rimanda onde d’urto all’intero comparto delle supercar e hypercar. Marchi come Ferrari, Lamborghini e McLaren stanno percorrendo strade simili verso l’ibrido, e la posizione di Rimac potrebbe influenzare le scelte progettuali dei concorrenti nei prossimi anni.
Basta guardare come si sta muovendo il mercato: la Ferrari LaFerrari aveva già anticipato il concetto di ibrido aspirato ad alte prestazioni, ma nessun brand aveva mai dichiarato così esplicitamente che il turbo è incompatibile con la filosofia ibrida di nuova generazione. Bugatti, con il peso del suo blasone e la credibilità tecnica di Rimac — fondatore di Rimac Automobili, azienda leader nell’elettrificazione delle supercar — ha il potere di ridefinire gli standard del segmento.
Per gli appassionati più tradizionalisti, l’addio al turbo rappresenta la fine di un’era. Per gli ingegneri e gli analisti di settore, è invece la conferma che il futuro delle prestazioni estreme passa attraverso l’integrazione intelligente tra termico ed elettrico — senza necessità di sovralimentazione.
Bugatti tra tradizione e innovazione: un equilibrio necessario
Dopo tutti questi anni, è anche normale aspettarsi un cambiamento da Bugatti. Magari qualche appassionato storcerà il naso, ma il marchio di Molsheim è un’azienda prima di tutto, e proprio come altri brand iconici — basti pensare a Ferrari e Lamborghini — si deve adattare ai cambiamenti del tempo. Senza rivoluzionare troppo e mantenendo una certa identità, chiaramente, ma comunque evolvendo. Ed è proprio questo l’obiettivo dichiarato della nuova gestione Bugatti Rimac.
La Tourbillon rappresenta, in questo senso, il manifesto di una nuova era: prestazioni da record, tecnologia d’avanguardia e un’estetica che omaggia la tradizione. Il turbo, simbolo di potenza per generazioni di appassionati, lascia il palcoscenico. Al suo posto, un V16 che urla fino ai massimi regimi e tre motori elettrici pronti a colmare ogni vuoto di coppia. Un cambio di paradigma che, numeri alla mano, sembra difficile da contestare.
FAQ: Bugatti e l’addio al turbo
- Perché Bugatti ha deciso di eliminare il turbo?
- Secondo il CEO Mate Rimac, in un powertrain ibrido il turbocompressore è tecnicamente superfluo: i motori elettrici forniscono coppia istantanea, rendendo inutile la sovralimentazione. Il motore termico aspirato, in questo contesto, risulta più durevole e performante.
- Quale modello Bugatti ha per primo adottato il motore senza turbo?
- La Bugatti Tourbillon, hypercar ibrida con motore V16 aspirato e tre motori elettrici per 1.800 cavalli complessivi, è il primo modello del marchio a rinunciare completamente alla sovralimentazione.
- Le prestazioni della Tourbillon sono inferiori senza il turbo?
- No. La Tourbillon accelera da 0 a 100 km/h in circa 2 secondi e raggiunge una velocità massima di 430 km/h — numeri in linea o superiori rispetto ai predecessori turbocompressi.
- Questa scelta influenzerà altri costruttori di supercar?
- È probabile. Bugatti è un riferimento tecnico e di immagine per l’intero segmento delle hypercar. La posizione esplicita di Rimac sul turbo potrebbe orientare le scelte progettuali di Ferrari, Lamborghini e altri marchi nei prossimi anni.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.







