Un uomo di 64 anni è stato assolto dopo essere stato “beccato” nel circolare con la targa modificata con il nastro adesivo della propria auto. Un caso che fa discutere e che rischia di creare un precedente pericoloso.
La normativa vigente nel nostro Paese impone l’obbligo a tutti i possessori dei mezzi di non poter mai modificare la targa dell’auto, della moto o di qualsiasi altro mezzo motorizzato. Si tratta di un vero e proprio illecito. La modifica dei dati identificativi della targa con lo scotch o il nastro adesivo si configura come un vero e proprio reato di falsità materiale, ai sensi degli articoli 477 e 482 del codice penale. Eppure, un tribunale lombardo ha recentemente assolto un automobilista sorpreso in flagrante: una sentenza che oggi, nel 2026, continua ad alimentare polemiche tra giuristi, forze dell’ordine e automobilisti.
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Targa modificata con il nastro adesivo: cosa dice la legge e quali sono le sanzioni
Prima di entrare nel merito della vicenda giudiziaria, è utile ricordare il quadro normativo. Chi viene sorpreso a circolare con una targa poco leggibile o del tutto contraffatta può andare incontro a multe pesantissime. Le sanzioni variano da poche decine di euro in caso di targa sporca o scarsamente leggibile, fino a 8.186 euro in caso di targa falsa o contraffatta. Alle sanzioni pecuniarie si aggiungono potenziali conseguenze penali, con la possibilità di procedimenti ai sensi degli articoli 477 e 482 del codice penale.
Il cambio della targa è legalmente ammesso solo in caso di furto o di danni gravi conseguenti a un incidente. In questi casi, l’automobilista deve procedere a una nuova immatricolazione del veicolo. Non è in alcun modo consentito modificare la targa senza una giusta causa riconosciuta dalla legge.
Il caso del 64enne: targa modificata con lo scotch, ma il Tribunale lo assolve
Chi altera la targa con lo scotch o il nastro adesivo, come detto, va incontro a conseguenze molto gravi. Non è stato questo, però, il caso di un uomo di 64 anni di Novate Milanese. Il Tribunale, infatti, lo ha assolto nonostante circolasse con lo scotch applicato per modificare una lettera della propria targa.
L’automobilista era stato fermato alla guida della propria Fiat Panda con una targa palesemente alterata. Nello specifico, la lettera «D» presente sulla targa era stata trasformata in una «B» per mezzo del nastro adesivo. L’uomo si è sempre dichiarato non colpevole e non autore della modifica. Dopo circa due anni di iter giudiziario, il Tribunale ha assolto l’automobilista.
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La tesi difensiva: «È stato uno scherzo di ignoti»
Il Tribunale di Milano ha accolto la difesa dell’uomo. Stando alla tesi difensiva, l’automobilista sarebbe stato vittima di uno scherzo operato da ignoti. In pratica, il 64enne non aveva voluto modificare la targa per sfuggire a multe o controlli delle telecamere, bensì era del tutto ignaro di quanto accaduto sulla propria vettura.
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Il giudice ha ritenuto plausibile la ricostruzione difensiva, scagionando l’uomo sia dal pagamento della multa sia dalle conseguenze penali. Una decisione che ha immediatamente scatenato un acceso dibattito nel mondo giuridico e tra gli addetti ai lavori.
Perché il precedente della targa modificata con nastro adesivo rischia di pesare
È qui che la vicenda assume una rilevanza che va ben oltre il singolo caso. La sentenza di assoluzione del 64enne potrebbe essere invocata come precedente da altri automobilisti sorpresi in situazioni analoghe. Basta immaginare lo scenario: un conducente fermato con la targa alterata potrebbe sostenere di non essere a conoscenza della manomissione, scaricando la responsabilità su terzi non identificati.
Secondo diversi esperti di diritto penale, il rischio concreto è che la «difesa dello scherzo di ignoti» diventi una scappatoia sistematica, difficile da smontare in assenza di prove dirette sull’autore della modifica. Le forze dell’ordine, dal canto loro, esprimono preoccupazione: se l’onere della prova ricade interamente sull’accusa, dimostrare la consapevolezza del conducente diventa un’impresa ardua.
Un episodio che potrebbe dunque far scuola e, in prospettiva, ribaltare l’esito di procedimenti simili. D’ora in avanti, per evitare altri casi analoghi, sarà necessario introdurre metodi più rigidi per prevenire possibili manomissioni. La presenza di tecnologie avanzate — materiali antimanomissione, sigilli olografici, sistemi di rilevamento ottico integrati nelle targhe — potrebbe rendere molto più difficile alterare i dati identificativi senza lasciare tracce evidenti, riducendo così il margine di ambiguità in sede processuale.
Cosa rischiano oggi gli automobilisti sorpresi con la targa alterata
Nonostante la sentenza faccia discutere, il quadro sanzionatorio rimane invariato e severo. Chiunque venga fermato con una targa modificata — indipendentemente dalla modalità, che si tratti di nastro adesivo, vernice o qualsiasi altro mezzo — è soggetto a:
- Sanzione amministrativa fino a 8.186 euro per targa falsa o contraffatta;
- Procedimento penale ai sensi degli articoli 477 e 482 c.p. (falsità materiale commessa dal privato);
- Fermo o sequestro del veicolo nelle ipotesi più gravi;
- Decurtazione di punti dalla patente in caso di infrazioni connesse.
Il consiglio pratico per ogni automobilista è semplice: controllare regolarmente le proprie targhe, soprattutto dopo che il veicolo è rimasto parcheggiato in luoghi pubblici per lunghi periodi. In caso di manomissione accertata da parte di terzi, è fondamentale sporgere immediatamente denuncia alle autorità competenti, documentando lo stato della targa con fotografie geolocalizzate e con data e ora certa: una precauzione che, come dimostra il caso di Novate Milanese, può fare la differenza in sede processuale.
FAQ: targa modificata con nastro adesivo, le domande più frequenti
È reato circolare con la targa modificata con lo scotch?
Sì. Modificare i dati identificativi di una targa — anche con un semplice pezzo di nastro adesivo — configura il reato di falsità materiale ai sensi degli articoli 477 e 482 del codice penale, oltre a comportare pesanti sanzioni amministrative fino a 8.186 euro.
Come ha fatto il 64enne a essere assolto?
Il Tribunale di Milano ha ritenuto credibile la tesi difensiva secondo cui l’uomo era ignaro della modifica, attribuita a uno scherzo di ignoti. In assenza di prove che dimostrassero la sua consapevolezza, il giudice ha applicato il principio del ragionevole dubbio.
Questa sentenza crea davvero un precedente pericoloso?
Molti esperti ritengono di sì. Se la «difesa dell’ignaro» venisse accolta sistematicamente, potrebbe diventare uno strumento per eludere le responsabilità penali in casi di targa contraffatta. Per questo si discute di introdurre tecnologie antimanomissione più avanzate sulle targhe stesse.
Cosa fare se si scopre che la propria targa è stata manomessa da terzi?
È fondamentale sporgere denuncia immediatamente, documentare la manomissione con foto geolocalizzate e recarsi presso la Motorizzazione Civile per la sostituzione della targa. Questi passaggi sono essenziali per tutelarsi sia sul piano amministrativo sia su quello penale.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.







