Ecologiche

Polvere dei freni, rivelazione auto elettriche: il risultato spiazza

Polvere dei freni, rivelazione auto elettriche: il risultato spiazza. La ricerca EIT Urban Mobility rivela una riduzione fino all'83% grazie alla frenata rigenerativa. Tutti i dati e le implicazioni per la qualità dell'aria urbana.

Polvere dei freni
Meno polvere, ambiente pulito - www.AutoMotoriNews.it

Polvere dei freni, rivelazione auto elettriche: il risultato spiazza anche gli esperti più scettici sulla transizione ecologica. Una ricerca condotta in tre grandi metropoli europee ha quantificato con precisione il vantaggio, e i numeri sono difficili da ignorare.

In un mondo in cui sono in realtà le grandi industrie a produrre la grande maggioranza dell’inquinamento che minaccia di compromettere per sempre l’ecosistema del nostro pianeta, a molti cittadini europei dà fastidio pensare di dover cambiare radicalmente le proprie abitudini di guida per una presunta transizione ecologica che lascia tanti punti interrogativi. Eppure i dati continuano ad accumularsi, e uno degli argomenti più sorprendenti riguarda un aspetto che quasi nessuno considera quando valuta l’impatto ambientale della propria auto: la polvere generata dai freni.

Anche se non è la soluzione a tutti i mali e anche se il problema va affrontato anche sotto gli altri punti di vista, è innegabile che se tutti, in un sistema utopico dove le infrastrutture sono perfette, i costi sono più bassi e i problemi di queste vetture sono stati già risolti, guidassimo una vettura a zero emissioni potremmo sicuramente fare qualcosa di molto positivo per il clima del nostro pianeta.

Tra l’altro, una recente ricerca pubblicata dall’EIT Urban Mobility e da Transport for London in Inghilterra ha svelato qualcosa di molto importante. L’inquinamento ambientale si riduce anche tramite un dettaglio che, quando le automobili elettriche hanno iniziato ad essere molto diffuse, non tutti hanno notato subito. Ora vi spieghiamo nel dettaglio di cosa si tratta e perché il risultato spiazza.

Cos’è la polvere dei freni e perché è pericolosa

Prima di procedere è bene spiegare che cosa sia la polvere dei freni e perché viene considerata un problema: quando freniamo in auto, usuriamo i dischi dei freni. Di conseguenza l’usura delle pastiglie a contatto con i dischi dà vita a una polvere formata di particelle metalliche, resine, composti organici e — sulle auto più vecchie — anche di amianto. Tutte sostanze pericolose che inaliamo e che finiscono nell’atmosfera. Immaginate la dimensione del problema moltiplicando la produzione di questo composto per milioni di automobili circolanti in tutti i paesi.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, le particelle fini (PM2.5 e PM10) prodotte dall’usura dei freni e degli pneumatici rappresentano oggi una quota crescente dell’inquinamento urbano da particolato, soprattutto nelle città dove le emissioni allo scarico sono già state ridotte grazie ai motori Euro 6 e ai veicoli elettrici. In altre parole: eliminare le emissioni dal tubo di scappamento non basta, se i freni continuano a rilasciare microparticelle nocive a ogni stop al semaforo.

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Polvere dei freni: solo un brutto ricordo con le auto elettriche

Freni dell'auto

Freni auto, la grande notizia – www.AutoMotoriNews.it

Ebbene, la ricerca dell’EIT svela che le auto elettriche arrivano a produrre in media anche l’83% in meno di polvere dei freni rispetto alle vetture termiche tradizionali, riuscendo quindi a prevenire l’inquinamento ambientale anche sotto questo punto di vista e a proteggere le vie respiratorie di chi entra in contatto con il traffico cittadino ogni giorno da sostanze molto pericolose ritenute responsabili di una vasta serie di malattie che riguardano i polmoni, il sistema cardiovascolare e — secondo studi più recenti — anche il sistema nervoso centrale.

La ricerca è stata condotta a Milano, Barcellona e ovviamente a Londra ed ha dimostrato che c’è un comune denominatore dietro la riduzione. La frenata rigenerativa — che consente alle auto di usare molto meno la classica frenata con attrito tra pastiglie e disco — riduce drasticamente la produzione di questi materiali. Ciò significa che anche le ibride plug-in (PHEV) hanno una ridotta capacità di generare sostanze nocive quando freniamo: ogni tanto, una buona notizia.

Come funziona la frenata rigenerativa e perché fa la differenza

Per capire perché il risultato spiazza, è utile comprendere il meccanismo alla base. Nelle auto elettriche e ibride plug-in, quando il guidatore solleva il piede dall’acceleratore o preme leggermente il pedale del freno, il motore elettrico si comporta da generatore: converte l’energia cinetica del veicolo in energia elettrica, che viene immagazzinata nella batteria. Questo processo rallenta l’auto senza che le pastiglie tocchino i dischi, eliminando di fatto la principale fonte di polvere dei freni nel traffico urbano.

Basta guidare un’elettrica per qualche giorno in città per accorgersi della differenza: i cerchi restano puliti molto più a lungo rispetto a quelli di un’auto a benzina o diesel, segno evidente che le pastiglie vengono usate con parsimonia. In molte situazioni di guida urbana — stop and go, code, rallentamenti progressivi — la frenata rigenerativa gestisce l’intera decelerazione senza mai attivare i freni tradizionali.

Il vantaggio si estende anche alle ibride PHEV

Un dato spesso sottovalutato emerso dalla ricerca è che il beneficio non riguarda solo le auto completamente elettriche. Anche le ibride plug-in, grazie alla frenata rigenerativa, producono significativamente meno polvere dei freni rispetto alle vetture con solo motore termico. Questo è un elemento importante per chi non è ancora pronto a fare il salto verso il full electric: anche una PHEV, usata prevalentemente in modalità elettrica in città, contribuisce a ridurre questo tipo di inquinamento.

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Perché questo dato è rilevante oggi

La questione della polvere dei freni sta diventando sempre più centrale nel dibattito sulla qualità dell’aria urbana. Con le normative Euro 7 — entrate in vigore per le nuove omologazioni — l’Unione Europea ha introdotto per la prima volta limiti specifici alle emissioni di particolato da freni e pneumatici, riconoscendo ufficialmente che le emissioni allo scarico non sono più l’unico problema da affrontare. In questo contesto, il vantaggio strutturale delle auto elettriche sulla polvere dei freni acquisisce un peso normativo e commerciale crescente.

Per i consumatori che valutano oggi l’acquisto di un veicolo, questo significa che scegliere un’elettrica o una PHEV non è solo una questione di risparmio sul carburante o di accesso alle ZTL: è anche una scelta che incide concretamente sulla qualità dell’aria che respirano ogni giorno, in città come Milano, Roma o Torino, dove i livelli di PM10 superano regolarmente i limiti raccomandati dall’OMS.

FAQ: polvere dei freni e auto elettriche

Le auto elettriche producono zero polvere dei freni?

No, ma la producono in quantità drasticamente inferiore. La ricerca EIT Urban Mobility indica una riduzione media dell’83% rispetto alle auto termiche. I freni tradizionali vengono comunque utilizzati in caso di frenate di emergenza o decelerazioni molto brusche, ma nel traffico urbano ordinario la frenata rigenerativa li rende quasi superflui.

Anche le auto ibride beneficiano di questo vantaggio?

Sì. Le ibride plug-in (PHEV) e le ibride full (HEV) dotate di frenata rigenerativa producono meno polvere dei freni rispetto alle auto puramente termiche, anche se il vantaggio è generalmente inferiore rispetto a quello di un’auto completamente elettrica.

La polvere dei freni è davvero pericolosa per la salute?

Sì. Le particelle metalliche e i composti organici rilasciati dall’usura delle pastiglie sono classificati come inquinanti pericolosi. L’esposizione prolungata è associata a malattie respiratorie, cardiovascolari e, secondo ricerche più recenti, a effetti negativi sul sistema nervoso. Nelle aree urbane ad alto traffico, questa fonte di inquinamento è oggi considerata comparabile — in alcuni contesti — alle emissioni allo scarico.

Le normative europee affrontano il problema?

Sì. Con il regolamento Euro 7, l’UE ha introdotto limiti specifici alle emissioni di particolato da freni per i nuovi veicoli omologati, riconoscendo ufficialmente l’importanza di questa fonte di inquinamento. Le auto elettriche, grazie alla frenata rigenerativa, sono strutturalmente avvantaggiate nel rispettare questi limiti.

Roberto Torcolacci
Roberto Torcolacci

Roberto Torcolacci, romano classe 1979, vive nel cuore della Capitale. Dopo gli studi in Giurisprudenza presso l’Università di Roma Tor Vergata, ha intrapreso fin da giovanissimo un percorso imprenditoriale che lo ha portato a confrontarsi con diversi settori, sviluppando una forte esperienza nel mondo della comunicazione, della pubblicità e del marketing. Da sempre appassionato di media e informazione, considera la comunicazione uno strumento fondamentale per creare connessioni e raggiungere un pubblico sempre più ampio. Negli anni ha coltivato numerosi interessi legati allo sport, ai motori e al motorsport professionistico, con esperienze anche nel mondo del cinema e della produzione. Dal 2020 ha riscoperto e approfondito la passione per la scrittura, trasformandola in una parte centrale della propria attività editoriale. Oggi si occupa principalmente di temi legati al territorio, alla mobilità, alla politica locale, agli eventi, allo sport e al mondo dei motori, con particolare attenzione a Roma e al Lazio. Sposato e padre di due figli adolescenti, ama raccontare la contemporaneità con uno sguardo diretto, curioso e concreto, cercando sempre di unire informazione, passione e attenzione ai dettagli. Anche se, come gli ricordano spesso i figli, con qualche inevitabile sfumatura da “boomer”.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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