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Rottamazione e fermo amministrativo: novità sulle radiazioni dei veicoli da fine febbraio

La realtà normativa è ben più complessa e articolata rispetto a quanto spesso si sente nei media e sui social network.Nuova legge sulla radiazione: tra novità e restrizioni entrate (www.automotorinews.it)

Con l’entrata in vigore della Legge 14 del 26 gennaio 2026, si è acceso un dibattito sulla rottamazione di veicoli con fermo amministrativo.

La realtà normativa è ben più complessa e articolata rispetto a quanto spesso si sente nei media e sui social network. Ecco una disamina dettagliata delle novità e delle limitazioni che interessano il processo di radiazione dal Pubblico Registro Automobilistico (PRA) di un’auto gravata da fermo amministrativo.

La legge in questione modifica il decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 209, introducendo disposizioni specifiche in materia di cancellazione dal PRA di veicoli fuori uso sottoposti a fermo amministrativo e fiscale. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la normativa non consente un’autocertificazione rapida e gratuita in modalità telematica per ottenere la radiazione, né un iter semplificato che permetta di effettuare l’operazione con un semplice clic online.

Un elemento di rilievo è che la nuova normativa si sovrappone alla precedente senza sostituirla integralmente, lasciando in vigore alcune disposizioni che comportano ancora iter burocratici complessi. L’attuazione pratica di questa legge attende probabilmente una circolare ministeriale che chiarisca i dettagli applicativi.

I limiti della radiazione e il ruolo delle autorità competenti

La radiazione prevista dalla legge è consentita esclusivamente per demolizione o rottamazione del veicolo; non è ammessa in alcun caso la radiazione per esportazione, nemmeno se il mezzo è fuori uso. Inoltre, non è possibile procedere alla cancellazione d’ufficio dal PRA.

Un passaggio fondamentale riguarda il rilascio del nullaosta, indispensabile per la radiazione. Non esiste un’autocertificazione online valida per attestare la demolizione: è necessario l’intervento delle autorità competenti. Attualmente, tale autorizzazione può essere rilasciata dai Vigili del Fuoco, ma con la nuova legge questa competenza sarà affidata all’ufficio della Polizia Locale o a quello designato dall’ente proprietario della strada.

Ciò implica che un agente della Polizia Locale, su richiesta del Comune, dovrà effettuare un sopralluogo presso il domicilio del proprietario dell’auto per accertare l’inutilizzabilità del veicolo ai fini della rottamazione e rilasciare la relativa attestazione. Questo passaggio rende più restrittivo il processo rispetto al passato, poiché limita le autorità coinvolte e richiede un controllo diretto.

La realtà normativa è ben più complessa e articolata rispetto a quanto spesso si sente nei media e sui social network.

Costi e procedure: nessuna operazione gratuita(www.automotorinews.it)

L’attestazione di inutilizzabilità non sarà un servizio gratuito. La legge definisce questo documento come un servizio a domanda individuale, lasciando ai Comuni il compito di determinare costi e tariffe. Al momento non sono ancora stati comunicati gli importi, ma è certo che si tratterà di una spesa a carico del proprietario del veicolo.

Dopo aver ottenuto l’attestazione, il proprietario dovrà rivolgersi a un demolitore autorizzato. Sarà quest’ultimo, tramite un’agenzia di pratiche auto, a procedere con la radiazione dal PRA. Anche questa fase comporterà un ulteriore esborso economico, dato che la demolizione e la cancellazione non sono operazioni gratuite.

Un aspetto importante riguarda i diritti del proprietario: se il veicolo è gravato da un fermo amministrativo, non sarà possibile ottenere agevolazioni, contributi o incentivi pubblici per l’acquisto di un nuovo veicolo, né direttamente né tramite terzi.

Implicazioni fiscali e recupero crediti

Una volta che il veicolo è stato radiato, viene meno l’obbligo di pagare il bollo auto, la tassa di proprietà regionale. Tuttavia, in caso di bolli arretrati non versati, la Regione ha il diritto di recuperare i crediti pregressi anche tramite un ente riscossore.

Le procedure di recupero coattivo possono includere il fermo amministrativo di altri veicoli di proprietà del debitore o il pignoramento presso terzi, che può colpire conti correnti, stipendi e altri beni mobili.

Questa norma sottolinea come la radiazione di un veicolo non estingua automaticamente eventuali debiti fiscali pregressi, che potranno essere perseguiti con tutte le misure previste dalla legge.

Nonostante le speranze di un sistema più snello, la nuova legge non introduce una sanatoria gratuita né un canale telematico rapido per liberarsi di un’auto soggetta a fermo amministrativo. Piuttosto, consente – in casi limitati e sotto stretto controllo delle autorità pubbliche – di procedere alla demolizione di veicoli ormai inutilizzabili.

L’intervento della Polizia Locale appare centrale in questa nuova fase, con compiti di verifica sul territorio e rilascio delle attestazioni necessarie. Questo ruolo è in linea con le attività che la Polizia Locale svolge nel contesto urbano, come confermato dalle recenti operazioni di controllo e sicurezza stradale registrate in varie città italiane.

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