Accessori auto

Questo liquido distrugge silenziosamente il motore: chiunque se ne dimentichi ne pagherà le conseguenze

Guasti in auto
Come funziona davvero il liquido di raffreddamento - www.AutoMotoriNews.it

C’è un elemento sotto il cofano che raramente finisce al centro dell’attenzione degli automobilisti, eppure lavora senza sosta ogni volta che il motore è acceso.

Non è l’olio, che molti controllano con regolarità, ma il liquido di raffreddamento, spesso ignorato fino a quando qualcosa smette di funzionare come dovrebbe.

Eppure, proprio questa sostanza apparentemente “secondaria” svolge un ruolo decisivo per la salute del motore. Il problema è che, a differenza dell’olio, non dà segnali immediati: può restare lì per anni senza essere sostituito, degradandosi lentamente fino a diventare una minaccia concreta.

Il suo compito è tanto semplice quanto delicato: assorbire il calore del motore e disperderlo. Il liquido circola attraverso un sistema di tubazioni, attraversa il motore, lo scambiatore di calore e il radiatore, mantenendo la temperatura entro limiti accettabili.

Ma ridurlo a “semplice acqua colorata” è un errore. Il liquido refrigerante è progettato per resistere a condizioni estreme: non congela in inverno e non bolle facilmente in estate, anche quando supera i 100 °C. Soprattutto, contiene additivi che proteggono i componenti metallici dalla corrosione e impediscono la formazione di depositi.

Se al suo posto si utilizzasse acqua, il sistema si riempirebbe rapidamente di ruggine, incrostazioni e impurità, con conseguenze potenzialmente gravi.

Il tempo lo trasforma in un rischio nascosto

Il punto critico è la durata. Molti liquidi di raffreddamento garantiscono prestazioni ottimali per circa cinque anni, alcuni anche meno. Dopo questo periodo, gli additivi anticorrosione si esauriscono e il liquido perde progressivamente le sue proprietà.

Il risultato non è immediatamente evidente. All’inizio si tratta di un processo silenzioso: ossidazione interna, formazione di residui, riduzione dell’efficienza dello scambio termico. Poi arrivano i primi segnali: il liquido cambia colore, diventa marrone, assume un odore sgradevole.

È il segnale che qualcosa non sta più funzionando.

All’interno del sistema di raffreddamento, la corrosione può rivestire radiatore e scambiatori con uno strato di materiale ossidato.

Quando il danno è già iniziato (www.automotorinews.it)

All’interno del sistema di raffreddamento, la corrosione può rivestire radiatore e scambiatori con uno strato di materiale ossidato. Questo comporta due effetti concreti: da una parte l’abitacolo si riscalda più lentamente, dall’altra il motore fatica sempre di più a raffreddarsi.

Con temperature esterne elevate, il rischio di surriscaldamento aumenta sensibilmente.

Non solo. I residui presenti nel liquido degradato possono agire come abrasivi, danneggiando componenti delicati come la pompa dell’acqua o i sistemi di gestione termica più moderni, spesso basati su elettrovalvole di precisione.

Il conto può essere molto salato

Un liquido di raffreddamento vecchio non è solo inefficiente: può diventare la causa diretta di guasti seri. La corrosione può provocare perdite, l’ingresso di aria nel circuito e, nei casi peggiori, il surriscaldamento del motore.

Anche un solo episodio di surriscaldamento può portare alla rottura della guarnizione della testata, una delle riparazioni più costose per un’auto. Si parla facilmente di cifre nell’ordine delle migliaia di euro, anche su motori non particolarmente complessi.

E spesso tutto parte da una manutenzione rimandata.

Il colore non dice la verità

Uno degli errori più comuni riguarda il colore del liquido. Verde, rosa, giallo: molti pensano che indichi il tipo o la qualità del prodotto. In realtà non è così.

Il colore ha una funzione principalmente estetica e non identifica la classe del liquido. Esistono diversi standard – come G11, G12 o G12+ – e mescolarli può causare reazioni indesiderate, annullando le proprietà protettive.

Questo significa che aggiungere un liquido “dello stesso colore” non è affatto una garanzia di compatibilità.

Segnali da non ignorare

Ci sono situazioni che richiedono attenzione immediata. Un liquido marrone, con odore di ruggine o presenza di residui, è già un campanello d’allarme. Ancora più preoccupante è la presenza di un’emulsione oleosa: potrebbe indicare un passaggio di olio nel circuito di raffreddamento.

In questi casi, continuare a guidare è rischioso. Il problema potrebbe essere legato a componenti come l’intercooler, ma anche a danni più seri come quelli alla testata o al blocco motore.

Una manutenzione semplice che fa la differenza

Controllare e sostituire il liquido di raffreddamento è un’operazione relativamente semplice, ma spesso sottovalutata. Eppure, proprio qui si gioca una parte importante dell’affidabilità dell’auto nel tempo.

Ignorarlo non provoca effetti immediati, ed è forse questo il motivo per cui molti lo fanno. Ma quando i problemi emergono, spesso è troppo tardi per rimediare con poco.

E sotto il cofano, nel silenzio di un circuito che lavora sempre, si accumulano le conseguenze di una disattenzione che poteva essere evitata.

Change privacy settings
×