Il numero si fa notare, soprattutto per chi, negli ultimi mesi, ha rimandato l’acquisto dell’auto aspettando sconti, incentivi o semplicemente un quadro meno confuso. Ad aprile 2026 in Italia sono state immatricolate 155.210 vetture, l’11,6% in più rispetto allo stesso mese del 2025.
È un rimbalzo vero, certificato dai dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ma dentro quel segno più ci sono anche calendario, domanda privata, auto elettriche in crescita e un usato che continua a pesare moltissimo.
Immatricolazioni a quota 155.210: aprile torna a correre
Ad aprile sono state immatricolate 155.210 autovetture, contro le 139.106 registrate nello stesso mese del 2025. La crescita è dell’11,58% e riporta il mercato italiano dell’auto su un passo a doppia cifra, dopo mesi in cui famiglie e imprese hanno spesso preferito aspettare. Il dato arriva dall’Archivio Nazionale dei Veicoli, aggiornato al 30 aprile 2026, e racconta un mese più vivace del previsto. Da solo, però, non basta a dire che il settore sia ormai fuori dalle incertezze. La domanda riparte, ma resta prudente: chi entra oggi in concessionaria guarda al prezzo finale, ai tempi di consegna, agli incentivi disponibili e al valore futuro dell’auto, soprattutto mentre il mercato si divide tra motori tradizionali, ibride ed elettriche.
Un giorno lavorativo in più pesa sul +11,6%
Nel leggere il +11,6% c’è un dettaglio da non perdere: aprile 2026 ha avuto 21 giorni lavorativi, uno in più rispetto ai 20 di aprile 2025. Lo ha ricordato anche Roberto Vavassori, presidente di ANFIA, commentando il dato positivo del mese. Il calendario, insomma, ha dato una mano. Resta comunque un primo quadrimestre migliore delle attese, tanto che ANFIA ha rivisto al rialzo le stime di fine anno: il mercato potrebbe avvicinarsi a un aumento dei volumi di circa il 10% rispetto al 2025. Sullo sfondo, però, rimane il nodo delle regole. Roberto Pietrantonio, presidente di UNRAE, ha parlato di un mercato che “si muove”, ma ancora frenato da una fiducia fragile: incentivi a intermittenza, fiscalità da aggiornare e costi di gestione difficili da prevedere spingono molte famiglie e imprese a rimandare la scelta.
Privati in accelerazione: sono loro a spingere il mercato
A sostenere aprile sono stati soprattutto i privati, indicati da ANFIA come l’unico canale in crescita a doppia cifra. Sono arrivati a rappresentare quasi il 50% delle immatricolazioni del mese. È un segnale importante, perché dietro i numeri non ci sono solo flotte e noleggio, ma automobilisti che tornano a valutare l’acquisto per esigenze concrete: sostituire un’auto troppo vecchia, tagliare i costi di manutenzione, affrontare spostamenti quotidiani con un mezzo più affidabile. Intanto continuano a salire le vetture ricaricabili. Le elettriche pure, le BEV, hanno raggiunto una quota dell’8,5% ad aprile, contro il 4,8% dello stesso mese del 2025, anche se restano appena sotto l’8,6% di marzo.
Le ibride plug-in sono salite al 9,1%, dal 5,7% di aprile 2025, spinte da un’offerta più ampia e dalle regole sulle auto aziendali in fringe benefit. Nel complesso, le auto ricaricabili hanno toccato il 17,6% del mercato mensile. Va però detto che una parte della crescita elettrica risente ancora degli incentivi e degli ordini raccolti nel 2025, concentrati anche su un modello particolarmente competitivo, reso più accessibile da uno sconto fino a 11.000 euro.
Usato dominante: tre vendite su quattro sono auto già circolanti
Il dato che riporta tutto con i piedi per terra arriva dall’usato. Ad aprile i trasferimenti di proprietà sono stati 480.976, contro i 475.733 di aprile 2025, con una crescita dell’1,10%. Nel totale delle vendite mensili, pari a 636.186 operazioni, le auto nuove hanno pesato per il 24,40%, mentre l’usato ha rappresentato il 75,60%. In pratica, tre passaggi su quattro riguardano vetture già circolanti. È qui che si vede la prudenza di molti consumatori.
Con prezzi ancora alti, incentivi incerti e dubbi sul valore futuro delle diverse alimentazioni, l’usato resta la scelta più immediata. Per molte famiglie non è una questione teorica, ma un conto fatto in casa: rata, assicurazione, bollo, manutenzione, eventuale colonnina sotto casa o assente nel quartiere. La crescita del nuovo è una buona notizia, certo, ma non cancella la fotografia più ampia: l’Italia cambia auto con cautela. Il 2026 dirà se aprile è l’inizio di una ripartenza più solida o solo un mese favorevole, aiutato da calendario, incentivi e ordini accumulati.








