Formula 1

Hamilton e Leclerc esaltano la Ferrari: mentalità cambiata e lavoro incredibile

Monoposto di Formula 1 rossa in garage, con meccanici al lavoro e un tecnico che controlla i dati su un laptop
Tecnici al lavoro su una monoposto rossa nel box, simbolo degli aggiornamenti e del cambio di mentalità citati da Hamilton e Leclerc.

Charles Leclerc e Lewis Hamilton, giovedì a Zandvoort, alla vigilia del rientro della Formula 1 dopo la pausa estiva, hanno indicato negli aggiornamenti e nel nuovo metodo di lavoro della Ferrari la ragione dei progressi mostrati dalla monoposto nel 2026, con l’obiettivo di restare nella lotta contro Mercedes e costruire già una base solida per il 2027.

Ferrari, Leclerc promuove gli aggiornamenti di Maranello

La sensazione, nel paddock olandese, è che a Maranello qualcosa sia cambiato davvero. Non solo nei pezzi portati in pista, ma nel modo di arrivarci: tempi più stretti, scelte più aggressive, meno prudenza. Charles Leclerc, parlando nel giovedì di Zandvoort, lo ha detto senza girarci troppo intorno: “Il lavoro fatto dal team con gli aggiornamenti è stato davvero impressionante quest’anno”.

Il monegasco ha insistito su un punto preciso, quello dell’atteggiamento. “Mi piace vedere questo approccio aggressivo da parte della squadra”, ha spiegato, collegando la crescita della Ferrari alla capacità di cercare soluzioni nuove dentro il perimetro dei regolamenti. Una frase non casuale, perché il 2026 — con le nuove norme tecniche — ha rimesso molte squadre davanti a una pagina quasi bianca.

La Rossa, nella prima metà del campionato, ha portato in pista una sequenza fitta di sviluppi. Alcuni hanno dato risposte immediate, altri hanno richiesto lavoro di correlazione tra simulatore, galleria del vento e asfalto. Però, secondo Leclerc, la direzione è chiara. E questo, in una stagione così compressa, pesa.

Produzione e pista, il piano Ferrari per restare nella lotta Mondiale

Il nodo non è soltanto progettare un aggiornamento, ma produrlo e montarlo in tempo utile. Su questo Leclerc ha voluto sottolineare il ruolo della fabbrica: “Penso che la produzione abbia fatto un lavoro incredibile nella prima metà della stagione, lavorando a pieno ritmo per permetterci di ricevere i componenti il prima possibile”. Una frase che racconta bene la pressione interna alla Ferrari, dove ogni settimana può spostare il confronto con Mercedes.

La sfida, in questo Mondiale, si gioca su dettagli piccoli e spesso poco visibili. Un fondo, una modifica alle pance, un’ala rivista, magari solo un diverso modo di far lavorare le gomme. “Fa una grande differenza in un anno come questo”, ha ammesso il pilota monegasco, ricordando che lo sviluppo è ancora in una fase iniziale e che ogni pacchetto può cambiare l’equilibrio della vettura.

A Zandvoort, tracciato stretto, ondulato e sensibile al carico aerodinamico, le risposte saranno osservate con attenzione. Non è una pista neutra, e la Ferrari lo sa. Ma il punto, in casa rossa, è un altro: arrivare alla seconda parte del 2026 con una macchina ancora viva nello sviluppo, non già al limite della propria curva di crescita. “Continueremo a spingere così”, ha confermato Leclerc.

Leclerc guarda al 2027: “Sappiamo dove vogliamo arrivare”

Il lavoro della Ferrari non si ferma al calendario immediato. Leclerc ha spiegato che il team ha già una linea definita anche verso il 2027, stagione che dovrà consolidare quanto imparato con le monoposto nate dai regolamenti 2026. “Sappiamo dove vogliamo arrivare e questa è una buona cosa”, ha detto il monegasco, lasciando intendere che la progettazione non procede per tentativi isolati, ma lungo una traiettoria condivisa.

Un aspetto rilevante riguarda la correlazione tra dati e pista. In passato, come ha ricordato lo stesso Leclerc, alcune generazioni di vetture soffrivano il contatto eccessivo con l’asfalto, rendendo difficile replicare in gara ciò che veniva visto in galleria del vento. Quest’anno, almeno nelle parole del pilota, quel problema non si è presentato con la stessa intensità. Meno sorprese. Più continuità.

“Non abbiamo avuto particolari brutte sorprese nella prima metà della stagione”, ha spiegato Leclerc, aggiungendo però di non poter entrare nei dettagli del lavoro in corso. Normale riserbo da paddock. La sostanza, comunque, è che a Maranello esiste un piano già impostato: sviluppare la macchina attuale, capire quali soluzioni avranno valore anche nel 2027, evitare vicoli ciechi tecnici.

Hamilton e la nuova mentalità Ferrari: “C’è molta fiducia”

Sulla stessa linea si è mosso Lewis Hamilton, che nel giovedì olandese ha parlato di una Ferrari più matura nei processi e nella gestione dello sviluppo. “Sono davvero orgoglioso dei passi avanti che abbiamo fatto con Ferrari all’inizio della stagione e durante il campionato”, ha ammesso il britannico, richiamando il confronto con la situazione dell’anno precedente. Un riferimento diretto, quasi una misura del percorso compiuto.

Hamilton ha riconosciuto che il cambio regolamentare ha rappresentato una sfida pesante per tutti. Nessuno, in griglia, ha potuto lavorare su certezze consolidate. “Vogliamo continuare a spingere”, ha detto, spiegando che dentro la squadra c’è un livello di fiducia alto. Poi l’aggiunta, più concreta: nella seconda metà della stagione servirà essere “più efficaci”.

Il sette volte campione del mondo ha parlato anche di modifiche ai processi interni, non solo alla monoposto. È un passaggio significativo, perché spesso la competitività nasce lontano dai riflettori: riunioni tecniche, tempi di reazione, qualità delle decisioni tra pista e fabbrica. “Ci è voluto un anno intero per entrare in sintonia”, ha confidato Hamilton. Ora, secondo lui, la Ferrari è in una posizione migliore. Non basta per vincere, ma è il punto da cui ripartire a Zandvoort.

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