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Leapmotor quadruplica le vendite dal 2023: come il marchio cinese è diventato l’arma segreta di Stellantis

Quando Stellantis ha annunciato nell'ottobre 2023 un investimento da 1,5 miliardi di euro per diventare azionista strategico di Leapmotor , in molti si son

Leapmotor quadruplica le vendite dal 2023: come il marchio cinese è diventato l'arma segreta di Stellantis

Quando Stellantis ha annunciato nell’ottobre 2023 un investimento da 1,5 miliardi di euro per diventare azionista strategico di Leapmotor, in molti si sono chiesti se il gruppo franco-italiano stesse davvero puntando su un marchio cinese poco conosciuto al grande pubblico europeo. A distanza di quasi tre anni, i numeri danno una risposta chiara: la Leapmotor vendite crescita ha raggiunto proporzioni difficilmente prevedibili, con un quasi quadruplicamento dei volumi globali dal 2023 al 2026 e una progressione del 442% che posiziona il brand come la principale startup nel segmento NEV (New Energy Vehicle) per volumi di vendita mondiali.

Da startup cinese a primo azionista: come Stellantis ha costruito l’alleanza

L’operazione ha radici precise. Nell’autunno del 2023, Stellantis ha formalizzato l’ingresso nel capitale di Leapmotor, diventandone il singolo azionista di maggioranza relativa con un esborso di 1,5 miliardi di euro. Non si è trattato di un acquisto opportunistico: il gruppo guidato all’epoca da Carlos Tavares aveva bisogno di una soluzione rapida e scalabile per competere nel segmento dei veicoli elettrici a prezzi accessibili, un’area in cui i produttori cinesi avevano già accumulato anni di vantaggio tecnologico e di costo.

Leapmotor, fondata a Hangzhou, era già tra le realtà più dinamiche dell’industria elettrica cinese, con un modello di sviluppo verticalmente integrato che comprende software, hardware e powertrain prodotti internamente. Questa architettura ha convinto Stellantis che la partnership non fosse solo un accordo commerciale, ma un trasferimento di competenze difficilmente replicabile in tempi brevi con risorse interne.

Il risultato operativo dell’alleanza è Leapmotor International, la joint venture creata per gestire le operazioni fuori dalla Cina. L’entità ha avviato le proprie attività nel settembre 2024, portando i modelli del brand in nove paesi europei simultaneamente, sfruttando la rete di distribuzione già esistente di Stellantis — concessionarie, infrastrutture logistiche, assistenza post-vendita — per accelerare la penetrazione di mercato senza costruire da zero una presenza commerciale.

Una crescita del 442%: cosa significano davvero questi numeri

Il dato del 442% di crescita delle vendite internazionali di Leapmotor non è un numero isolato: va letto nel contesto di un mercato europeo dell’auto elettrica ancora frammentato, dove i costruttori tradizionali faticano a offrire prodotti competitivi nelle fasce di prezzo più basse. È proprio qui che il brand cinese ha trovato spazio.

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Con quasi 1.000 punti vendita all’estero, Leapmotor ha costruito in poco più di un anno una rete commerciale che molti marchi impiegano un decennio a sviluppare. Il merito, in larga parte, va alla struttura di Stellantis: basta entrare in una concessionaria Citroën o Opel in diversi mercati europei per trovare già oggi i modelli Leapmotor affiancati alle vetture dei brand storici del gruppo.

Il quasi quadruplicamento dei volumi globali dal 2023 al 2026 conferma che la Leapmotor vendite crescita non è un fenomeno limitato all’Europa. Il brand mantiene una base solida in Cina, dove la competizione tra produttori NEV è feroce, e usa il mercato domestico come laboratorio per affinare prodotti e tecnologie prima di esportarli. Questo approccio — testare in Cina, scalare a livello globale — è lo stesso che ha permesso a BYD di imporsi a livello internazionale, e Leapmotor sembra seguire una traiettoria analoga, con il vantaggio aggiuntivo di avere Stellantis come partner industriale e distributivo.

La produzione europea: Zaragoza e il progetto Opel

Il capitolo più recente della partnership riguarda la produzione locale. Nel maggio 2026, Stellantis e Leapmotor hanno annunciato piani concreti per la manifattura europea, con due modelli da costruire in Spagna. Il progetto più avanzato prevede lo sviluppo congiunto di un SUV elettrico sotto il marchio Opel, con produzione nello stabilimento di Zaragoza.

Si tratta di una scelta industriale rilevante per almeno due ragioni. La prima è politica: produrre in Europa riduce l’esposizione ai dazi sulle importazioni di veicoli elettrici cinesi, una variabile diventata sempre più critica dopo le misure adottate dall’Unione Europea nel corso del 2024 e 2025. La seconda è strategica: localizzare la produzione significa poter rispondere più rapidamente alla domanda europea, ridurre i tempi di consegna e rafforzare la percezione del brand come realtà radicata nel mercato locale, non solo come importatore.

Il CEO Antonio Filosa ha dichiarato che l’obiettivo della partnership è sostenere la produzione e avanzare la localizzazione in Europa di veicoli elettrici a prezzi accessibili. Un messaggio che si traduce in un impegno preciso: Leapmotor non deve essere percepito come un’alternativa economica di ripiego, ma come una scelta razionale per chi vuole un’auto elettrica senza rinunciare a tecnologia e dotazione.

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La produzione di un modello destinato al mercato europeo è attesa per il 2028, un orizzonte temporale che consente di pianificare investimenti e forza lavoro con la necessaria gradualità, ma che richiede anche che la rete commerciale continui a crescere nei prossimi due anni per mantenere la pressione competitiva sul mercato.

Perché Leapmotor è diventata l’arma segreta di Stellantis in Europa

La domanda che molti analisti si pongono è: perché Stellantis non ha semplicemente sviluppato internamente un’offerta elettrica più competitiva, invece di affidarsi a un marchio cinese? La risposta sta nei tempi e nei costi. Sviluppare una piattaforma elettrica da zero richiede anni e miliardi di euro; acquisire una quota in un’azienda già matura, con prodotti pronti e tecnologia validata, consente di bruciare le tappe.

Leapmotor porta in dote un’architettura full-domain sviluppata internamente, che integra sistemi di guida assistita, gestione della batteria e powertrain in un’unica piattaforma scalabile. Questo significa che Stellantis può adattare i prodotti Leapmotor ai propri brand — Citroën, Opel, Fiat — senza dover riprogettare l’intero veicolo, ma lavorando su carrozzeria, interni e posizionamento commerciale.

Il risultato è un modello di business ibrido: cinese nella tecnologia di base, europeo nella distribuzione e progressivamente nella produzione. Per Stellantis, che deve affrontare la transizione elettrica con un portafoglio di brand molto ampio e margini sotto pressione, Leapmotor rappresenta una leva di efficienza che nessun altro nel settore possiede nella stessa forma.

La traiettoria di Leapmotor vendite crescita nei prossimi anni dipenderà da quanto rapidamente la rete europea riuscirà a consolidarsi, da come evolverà il quadro normativo sui dazi e da quanto il mercato continentale assorbirà veicoli elettrici di fascia media. Ma i fondamentali della partnership — investimento significativo, distribuzione capillare, produzione locale in arrivo — suggeriscono che questa non è una scommessa speculativa. È una scelta industriale con una logica precisa, costruita per durare oltre i cicli di mercato a breve termine. Per Stellantis, Leapmotor non è un esperimento: è parte integrante della strategia elettrica del gruppo per il decennio in corso.

Roberto Torcolacci
Roberto Torcolacci

Roberto Torcolacci, romano classe 1979, vive nel cuore della Capitale. Dopo gli studi in Giurisprudenza presso l’Università di Roma Tor Vergata, ha intrapreso fin da giovanissimo un percorso imprenditoriale che lo ha portato a confrontarsi con diversi settori, sviluppando una forte esperienza nel mondo della comunicazione, della pubblicità e del marketing. Da sempre appassionato di media e informazione, considera la comunicazione uno strumento fondamentale per creare connessioni e raggiungere un pubblico sempre più ampio. Negli anni ha coltivato numerosi interessi legati allo sport, ai motori e al motorsport professionistico, con esperienze anche nel mondo del cinema e della produzione. Dal 2020 ha riscoperto e approfondito la passione per la scrittura, trasformandola in una parte centrale della propria attività editoriale. Oggi si occupa principalmente di temi legati al territorio, alla mobilità, alla politica locale, agli eventi, allo sport e al mondo dei motori, con particolare attenzione a Roma e al Lazio. Sposato e padre di due figli adolescenti, ama raccontare la contemporaneità con uno sguardo diretto, curioso e concreto, cercando sempre di unire informazione, passione e attenzione ai dettagli. Anche se, come gli ricordano spesso i figli, con qualche inevitabile sfumatura da “boomer”.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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