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Plenitude lancia tre abbonamenti per la ricarica: Smart Road, Fast Road e Open Road

Plenitude lancia tre abbonamenti per la ricarica auto elettrica da 45 a 150 euro al mese. Scopri Smart Road, Fast Road e Open Road con kWh inclusi e accesso a reti pubbli

Plenitude lancia tre abbonamenti per la ricarica: Smart Road, Fast Road e Open Road

Dal 1° ottobre 2026, chi possiede un’auto elettrica e ricarica regolarmente sulla rete pubblica ha a disposizione una nuova opzione concreta: Plenitude, la società di energia controllata da Eni, ha lanciato tre piani di abbonamento mensile per la ricarica — Smart Road, Fast Road e Open Road — pensati per coprire profili di utilizzo molto diversi. Gli abbonamenti ricarica auto elettrica proposti da Plenitude partono da 45 euro al mese e introducono una logica a consumo incluso che si affianca, senza sostituire, alle tariffe pay-per-use già esistenti sulla rete Plenitude On The Road.

Tre piani distinti per tre abitudini di guida diverse

La struttura dei nuovi abbonamenti ricarica auto elettrica segue una logica semplice: più si percorrono chilometri e più si ha bisogno di accedere a infrastrutture potenti e diffuse, più alto è il canone mensile — ma anche il volume di energia inclusa e la flessibilità della rete accessibile.

Smart Road è il piano entry-level, a 45 euro al mese, e include 100 kWh di ricarica. È pensato per chi si muove prevalentemente in città o nell’area metropolitana, con percorrenze giornaliere contenute. L’accesso è limitato alla rete Quick di Plenitude On The Road, con ricarica in corrente alternata fino a 22 kW. Per un’utente urbano con un’auto compatta — diciamo un’autonomia WLTP di 350-400 km — 100 kWh mensili corrispondono a circa 2-3 cicli di ricarica completa, sufficienti per chi integra la ricarica domestica con quella pubblica.

Fast Road sale a 83 euro al mese e porta i kWh inclusi a 150. Il salto qualitativo più importante rispetto a Smart Road è nell’accesso alla rete: Fast Road funziona su tutte le colonnine Plenitude On The Road, da quelle da 22 kW fino alle stazioni Ultrafast con potenza superiore a 150 kW. È il piano ideale per chi usa l’auto elettrica anche per spostamenti extraurbani regolari — pendolari su tratte medio-lunghe, professionisti in mobilità — e ha bisogno di ricaricare rapidamente senza programmare con eccessiva precisione la sosta.

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Open Road è il piano più completo: 150 euro al mese, 200 kWh inclusi e, soprattutto, la possibilità di ricaricare non solo sulla rete Plenitude On The Road ma anche su stazioni di terze parti in interoperabilità. Questo è il dettaglio che lo distingue davvero dagli altri due: chi percorre molti chilometri, anche su tratte dove la rete Plenitude non è capillare, può appoggiarsi ad altri operatori senza uscire dal proprio piano abbonamento. È una soluzione pensata per chi usa l’auto elettrica come mezzo principale anche per i lunghi viaggi.

Quanto costano davvero i kWh inclusi in ciascun abbonamento

Un modo per valutare la convenienza degli abbonamenti ricarica auto elettrica di Plenitude è calcolare il costo implicito per kWh in ciascun piano.

  • Smart Road: 45 € ÷ 100 kWh = 0,45 €/kWh
  • Fast Road: 83 € ÷ 150 kWh = circa 0,55 €/kWh
  • Open Road: 150 € ÷ 200 kWh = 0,75 €/kWh

Il costo unitario per kWh cresce al crescere del piano, il che riflette il valore aggiunto in termini di accesso alla rete: stazioni più potenti e operatori terzi hanno costi infrastrutturali più elevati. Chi non esaurisce i kWh inclusi ogni mese paga di più per kWh effettivo; chi li utilizza tutti, invece, può trovare una tariffa competitiva rispetto al pay-per-use standard, specialmente sulle colonnine Ultrafast dove il costo a sessione singola può essere significativamente più alto.

Va sottolineato che i tre piani non sostituiscono le tariffe a consumo già disponibili: chi preferisce pagare solo le sessioni effettuate può continuare a farlo. Gli abbonamenti sono una scelta aggiuntiva per chi ha una frequenza di ricarica pubblica abbastanza prevedibile da ammortizzare il canone mensile fisso.

Il mercato degli abbonamenti ricarica auto elettrica in Italia nel 2026

La mossa di Plenitude si inserisce in un mercato italiano della ricarica pubblica che nel corso del 2026 ha visto diversi operatori muoversi verso formule in abbonamento, cercando di fidelizzare una base utenti in crescita. La logica è analoga a quella delle subscription nel settore dello streaming o della telefonia: prevedibilità di spesa per l’utente, ricavo ricorrente e stabile per l’operatore.

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Per Plenitude, che opera come e-mobility provider attraverso la piattaforma On The Road, differenziare l’offerta su tre livelli serve anche a coprire segmenti di mercato distinti: dall’automobilista urbano che ricarica lentamente di notte o durante la giornata lavorativa, fino al grande viaggiatore che ha bisogno di accesso garantito alle colonnine più potenti e alla massima copertura geografica possibile. Maggiori informazioni sui piani sono disponibili sul sito ufficiale di Eni Plenitude.

Chi conviene davvero scegliere un abbonamento e quale

La risposta dipende da tre variabili: quanti kWh si ricaricano in pubblico ogni mese, quale potenza di ricarica si usa abitualmente e se si hanno esigenze di mobilità interregionale.

Chi ricarica quasi tutto a casa e usa la colonnina pubblica solo occasionalmente probabilmente non recupera il canone fisso di nessuno dei tre piani: il pay-per-use resta più conveniente. Chi invece ricarica regolarmente fuori casa — perché non ha un box, perché lavora fuori città o perché usa l’auto per lavoro — può trovare in Smart Road o Fast Road una soluzione che semplifica la gestione della spesa mensile.

Open Road ha senso soprattutto per chi percorre molti chilometri su reti diverse e non vuole gestire più app o più contratti. L’interoperabilità con operatori terzi è il suo punto di forza principale, ma anche quello che fa salire il canone a 150 euro: una cifra che va valutata con attenzione rispetto al proprio reale profilo di utilizzo.

In definitiva, i tre abbonamenti di Plenitude rappresentano un’evoluzione matura dell’offerta di ricarica pubblica in Italia: non una proposta rivoluzionaria, ma uno strumento concreto che risponde a esigenze reali di pianificazione e prevedibilità della spesa. La sfida, per Plenitude come per tutti gli operatori del settore, è convincere un numero sufficiente di utenti che il canone mensile fisso vale la certezza di avere accesso garantito alla rete — e che quella certezza ha un prezzo misurabile, non solo promesso.

Roberto Torcolacci
Roberto Torcolacci

Roberto Torcolacci, romano classe 1979, vive nel cuore della Capitale. Dopo gli studi in Giurisprudenza presso l’Università di Roma Tor Vergata, ha intrapreso fin da giovanissimo un percorso imprenditoriale che lo ha portato a confrontarsi con diversi settori, sviluppando una forte esperienza nel mondo della comunicazione, della pubblicità e del marketing. Da sempre appassionato di media e informazione, considera la comunicazione uno strumento fondamentale per creare connessioni e raggiungere un pubblico sempre più ampio. Negli anni ha coltivato numerosi interessi legati allo sport, ai motori e al motorsport professionistico, con esperienze anche nel mondo del cinema e della produzione. Dal 2020 ha riscoperto e approfondito la passione per la scrittura, trasformandola in una parte centrale della propria attività editoriale. Oggi si occupa principalmente di temi legati al territorio, alla mobilità, alla politica locale, agli eventi, allo sport e al mondo dei motori, con particolare attenzione a Roma e al Lazio. Sposato e padre di due figli adolescenti, ama raccontare la contemporaneità con uno sguardo diretto, curioso e concreto, cercando sempre di unire informazione, passione e attenzione ai dettagli. Anche se, come gli ricordano spesso i figli, con qualche inevitabile sfumatura da “boomer”.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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