GP Portimao, Verstappen e Stroll sotto investigazione: cosa rischiano

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:02

L’incidente fra Max Verstappen e Lance Stroll causa la seconda bandiera rossa nella FP2 del GP Portimao. Cosa rischiano i due piloti

GP Portimao, Verstappen e Stroll sotto investigazione: cosa rischiano
GP Portimao, Verstappen e Stroll sotto investigazione: cosa rischiano

Max Verstappen e Lance Stroll risultano sotto investigazione al termine della seconda sessione delle prove libere del GP Portogallo a Portimao. La decisione matura dopo l’incidente che ha portato all’esposizione della seconda bandiera rossa durante le FP2. La prima infatti era stata necessaria per consentire di spegnere l’incendio sull’Alpha Tauri di Pierre Gasly e riportare poi la monoposto all’interno del box.

Alla prima curva, l’olandese ha tentato di superare Stroll che l’aveva superato all’ultima frenata nel giro precedente. Entrambi avevano l’ala mobile aperta, il canadese ha tentato di buttarsi all’interno ma vista l’elevata velocità ha finit la sua corsa nella ghiaia con otto minuti ancora alla conclusione naturale della sessione.

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Verstappen offende Stroll via radio: polemiche sui social

“Max sapeva al 100% che Lance era lì, è colpa sua al 100%” ha commentato Omar Szafnauer, team principal della Racing Point.

Decisamente di diverso parere, quanto meno a caldo, Max Verstappen. “E’ un f*** cieco? Che c***o c’è di sbagliato in lui” si è sfogato via radio. “Mi ha danneggiato la macchina, che mongoloide”. Ha usato proprio questa espressione, “what a mongol”, e non è la prima volta che utilizza questa parola in senso spregiativo. Gli era già capitato nel 2017, ricorda Autosport. In quel caso era diretta a uno steward dopo che aveva perso un piazzamento sul podio per una penalizzazione.

Sui social si sono scatenate le polemiche contro l’olandese, che però ha dribblato tutti. Quando gli hanno chiesto come mai si fosse espresso in quel modo, sapendo che i team radio diventano pubblici e qualcuno avrebbe potuto offendersi, ha risposto lapidario: “Non è un mio problema”.

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