Piacenza, muore in ospedale: decine di multe sulla sua Auto

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:25

Assurda vicenda che arriva da Piacenza: molte multe per un’auto parcheggiata nei pressi dell’ospedale, ma il proprietario è morto

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Multa (Getty Images)

Ha lottato per un mese Giuseppe Mosconi, nell’ospedale di Piacenza, alla fine però non ce l’ha fatta. Il 68enne pensionato di Fombio è deceduto il 16 ottobre nel nosocomio emiliano. La sua è una storia di ordinaria solitudine ed ha testimoniarlo ci sono le multe, decine, lasciate sulla sua auto, parcheggiata nel giorno del ricovero (14 settembre) in una delle vie adiacenti all’ospedale.

Una vicenda tragica che arriva dall’Emilia Romagna. Sul cruscotto della vettura di Mosconi è ancora presente il tagliando del parcheggio sulle strisce blu, scaduto alle ore 12.51 del 14 settembre. Il 68enne a riprendere la sua auto però non c’è mai andato: le sue condizioni sono peggiorate a tal punto da portarlo alla morte. Restano le multe, collezionate a decine, e due cartelli, messi lì da non si sa chi.

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Piacenza, muore in ospedale: multe e due biglietti nella sua auto

A scoprirli è stata una passante, cui è caduto l’occhio sull’auto, una vecchia Mercedes Classe A e soprattutto su quei due biglietti attaccati dall’interno. Sul primo si legge che “il signor Mosconi Giuseppe, il proprietario della vettura, è ricoverato in medicina d’urgenza”. Sul secondo, accompagnato anche da una foto del deceduto, è scritto: “Il sig. Mosconi Giuseppe è deceduto”.

Ma chi ha scritto quei biglietti? Probabilmente un amico o un infermiere, non un parente visto che il fratello in alcune dichiarazioni riportate dall’Huffingtonpost ha spiegato che non aveva rapporti con Giuseppe da tempo: “Dopo la sua morte l’auto è rimasta nel parcheggio – le sue parole – ed era aperta, ma non so chi ha messo quei biglietti. Non sono stato io”. Qualcuno però lo ha fatto, ma non è bastato a fermare le multe: “La polizia di Piacenza avrebbe potuto fare un controllo sui terminali – ha affermato Davide Passerini, sindaco di Fombio al Corriere della Sera – e accorgersi che stavano elevando multe a chi non c’era più. In questo periodo servono più che mai gesti di delicatezza”.

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