Joan Mir, dalle difficoltà al titolo in MotoGP: il racconto del manager

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:30

Joan Mir è il nuovo campione del mondo di MotoGp, che pone fine ad anni di leadership di Marc Marquez. Il manager del pilota Suzuki non dimentica le difficoltà vissute a inizio carriera.

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Joan Mir festeggia il titolo in MotoGp (Foto: Getty Images)

La MotoGp ha ora un nuovo padrone dopo anni di leadership di Marc Marquez, assente dalla prima gara per infortunio: Joan Mir. La vittoria dello spagnolo era comunque inaspettata per molti visto che per gran parte della stagione il neo campione del mondo non aveva nemmeno vinto una gara, ma si era comunque dimostrato il più costante in una stagione caratterizzata da notevole equilibrio.

Il trionfo ha comunque anche il sapore della rivincita per il pilota della Suzuki, considerato fino a qualche mese fa il vice di Alex Rins. Nonostante tutto, chi credeva in lui sin dall’inizio non è mai mancato, a partire da Chico Lorenzo, uno che in fatto di giovani talenti da individuare non ha grandi rivali. Tra i più soddisfatti per il trionfo c’è anche il suo manager, che ricorda bene lo scetticismo che si respirava attorno al suo assistito.

Non solo Mir, Mallorca terra di campioni
Joan Mir, neo campione del mondo in MotoGp (Foto: Getty Images)

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Joan Mir: dallo scetticismo al titolo di campione del mondo

Vedere trionfare un proprio assistito non può che essere motivo di soddisfazione anche per un manager, soprattutto se ha avuto a possibilità di seguire il percorso di crescita avuto nl corso della carriera. Una situazione che sta vivendo ora Paco Sanchez, manager di Joan Mir, neo campione del mondo in MotoGp. Nel corso degli anni, però, in molti sembravano non credere nel pilota spagnolo, che ha smentito tutti con i fatti.

Nel 2012 un amico mi aveva contattato per parlarmi di Joan – ha detto Sanchez in un’intervista a La Gazzetta dello Sport -. Tutti mi dicevano come fosse bravo, ma c’era un problema: non aveva i soldi per il CEV. Lui così mi ha chiesto aiuto per per la Rookies Cup. A quel punto io ho contattato Alberto Puig, che non ha avuto alcuna esitazione nel puntare su di lui. Il nuovo salto di qualità è arrivato nel 2015, anno in cui firmato con la Leopard un contratto per il CEV e poi la Moto3. Gli intoppi non erano però finiti, c’era infatti un problema di soldi, fino a spingermi a mandare una diffida alla Leopard per chiedere la rescissione del contratto. Io però non volevo arrendermi e facevo il possibile per trovare contatti e trovare una nuova squadra disposta a ingaggiarlo. Nessuno sembrava però essere interessato a lui”.

Il debutto nel Motomondiale arriva nel 2016, al fianco di Fabio Quartararo ed Andrea Locatelli, con una vittoria e due podi sin dal primo anno. Le soddisfazioni non tarderanno però ad arrivare: nel 2017 è campione del mondo di Moto3 e passa nella classe di mezzo. La svolta arriva grazie a Davide Brivio, che dimostra di credere nel suo talento e lo porta in Suzuki. Lui sembra essere davvero entusiasta ed evidentemente non si sbagliava: “Sono convinto che loro potranno aiutarmi a diventare campione del mondo, mi diceva. Con Honda sarebbe un obbligo, con la Suzuki diventerei una leggenda“.

E il manager sottolinea anche una differenza con quello che è stato per anni il leader della classe regina: “Marquez ha vinto il primo titolo MotoGP al 6° anno, e dopo altri 3 nel CEV. Questo però è accaduto perché lui correva con la squadra migliore, cosa che non si può certamente dire ora di Joan. Anzi, lui ora pensa anche di poter battere Marc non appena tornerà in pista” – ha concluso.

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