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Auto Usate, attenzione a un possibile raggiro molto comune: come evitarlo

Auto usate: attenzione al raggiro più comune, la truffa del contachilometri. Come riconoscerla, come verificare il chilometraggio reale e cosa fare se sei stato fregato. Guida completa.

Auto usate, truffa del contachilometri: come evitarle
Auto usate, truffa del contachilometri: come evitarle (Ansa)

Auto usate con i chilometri tolti, il pericolo più temuto: come avvengono i raggiri per chi si appresta a comprare una vettura di seconda mano e come difendersi concretamente

Se stai valutando l’acquisto di un’auto usata, devi sapere che esiste un raggiro molto comune che ogni anno colpisce migliaia di acquirenti ignari: la falsificazione del contachilometri. Si tratta di una truffa tipica e purtroppo difficile da debellare, che consiste nell’abbassare artificialmente il numero dei chilometri dell’automobile per farla sembrare più “nuova” o “meno usata” di quello che è. Secondo le stime delle associazioni di categoria, in Europa oltre il 30% dei veicoli usati venduti ogni anno presenta un chilometraggio alterato: un dato che rende questo fenomeno una delle frodi più diffuse nel settore automobilistico. Ai tempi dei cruscotti analogici fare questo raggiro era molto semplice: addirittura, fino agli anni ’80 la prassi era considerata quasi come un consolidato malcostume.

Auto usate, truffa del contachilometri: come evitarle

Auto usate, truffa del contachilometri: come evitarle (Ansa)

Con l’era del digitale e delle centraline l’operazione è diventata più complessa, ma purtroppo si è trovato rapidamente il modo di agire con quella che è una truffa a tutti gli effetti. Quello che colpisce è che gli autori di questi raggiri, purtroppo, sono spesso direttamente i venditori di auto. Non solo i privati, ma anche i rivenditori professionali di veicoli usati. Secondo i dati raccolti in seguito alle denunce, la prassi è dura a morire. Quando c’erano i contachilometri analogici bastava un semplice trapano da collegare al contatore; oggi l’intervento va fatto “entrando” nella centralina e modificando i dati tramite software dedicati, reperibili anche online a pochi euro. Un problema ancora molto presente, come denunciano le associazioni di venditori di auto usate e le forze dell’ordine.

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Perché la truffa del contachilometri sulle auto usate è così pericolosa

Col contachilometri falsificato si altera il valore del veicolo, e questo rappresenta una truffa economica di primo piano. Ma soprattutto si crea un forte rischio per la sicurezza: manomettendo il chilometraggio salta la regolare tabella di manutenzione, con tutti gli interventi programmati che vengono di fatto ignorati. Freni, cinghia di distribuzione, olio motore: componenti critici che potrebbero essere fuori norma senza che l’acquiratore lo sappia. Inutile dire che questa frode è un reato a tutti gli effetti, punita dal codice penale con la reclusione fino a tre anni per truffa aggravata. Quando si acquista un’auto usata si ha tutto il diritto di chiedere garanzie sul chilometraggio. Ma come fare concretamente? È sempre meglio evitare di affidarsi all'”impenetrabilità” delle centraline e dei computer delle auto più moderne, perché, purtroppo, un sistema per alterare dati digitali si trova sempre. Anche il controllo delle centraline, da solo, si rivela spesso insufficiente.

Auto usate e raggiro del chilometraggio: i segnali d’allarme da non ignorare

Prima ancora di passare ai metodi di verifica documentale, è utile sapere riconoscere i campanelli d’allarme visivi che possono rivelare un’auto usata con i chilometri scalati:

  • Abitacolo eccessivamente usurato: sterzo consumato, leva del cambio lucida per l’uso, sedili con cuciture cedute o tessuto abraso non sono compatibili con un veicolo che dichiara pochi chilometri.
  • Pedali consumati in modo anomalo: la gomma del pedale del freno e della frizione si consuma proporzionalmente all’uso; se è quasi liscia, i chilometri dichiarati sono sospetti.
  • Vernici scolorite o pannelli interni opachi: l’esposizione prolungata al sole e all’uso quotidiano lascia tracce che non mentono.
  • Chilometraggio inverosimile rispetto all’anno di immatricolazione: una vettura immatricolata diversi anni fa con soli 20.000-25.000 km totali è statisticamente anomala, soprattutto se si tratta di un modello di media o alta cilindrata tipicamente utilizzato per lunghi percorsi.
  • Prezzo significativamente inferiore alla media di mercato: basta consultare i principali portali di annunci per avere un riferimento; uno sconto eccessivo rispetto a veicoli simili dovrebbe sempre insospettire.

Auto usate, truffa contachilometri: i rischi e cosa fare

Auto vendite

Concessionaria Auto © Ansa

Spesso le modifiche al chilometraggio non lasciano traccia digitale evidente. La cosa migliore da fare è affidarsi a venditori seri, come quelli che certificano il chilometraggio assumendosi le responsabilità per quanto dichiarato. E soprattutto, è utile verificare il chilometraggio guardando oltre il contachilometri. Ad esempio, controllando i fogli revisione, dove ad ogni data sono segnati i chilometri effettivi al momento del collaudo. Stesso discorso per la manutenzione ordinaria: anche in questo caso, ad ogni intervento vengono segnati e registrati i chilometri nel libretto tagliandi. Una cronologia precisa e coerente di questa tabella è una perfetta garanzia sul chilometraggio della vettura. Ovviamente esistono anche metodi più empirici: conoscere la storia dell’auto che si vuole acquistare, ancor meglio se si conosce il proprietario precedente.

Se ciò non è possibile, non fidarsi di chilometraggi troppo bassi e osservare sempre l’interno della vettura. Un abitacolo usurato (sterzo, leva del cambio, sediolini e pulsanti) o con vernici scolorite non possono appartenere a una vettura che ha camminato poco. Stesso discorso si può fare relativamente all’età dell’automobile: una vettura immatricolata da molti anni con soli 25.000 chilometri sarebbe sicuramente sospetta, soprattutto se si tratta di un modello di una certa cilindrata, solitamente destinato a fare parecchi chilometri. Ecco perché è buona norma visionare tutto con calma e, soprattutto, chiedere tutte le documentazioni possibili. Purtroppo non basta affidarsi alla parola dei venditori.

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Come verificare il chilometraggio reale di un’auto usata: gli strumenti disponibili

Oltre all’analisi visiva e documentale, oggi esistono strumenti concreti per smascherare il raggiro del contachilometri sulle auto usate:

Banche dati e servizi di verifica della storia del veicolo

Servizi come Carfax, AutoDNA o il portale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti consentono di risalire alla storia completa di un veicolo tramite il numero di telaio (VIN). In pochi minuti è possibile verificare revisioni, passaggi di proprietà, eventuali incidenti registrati e — in molti casi — i chilometri rilevati in occasione di ciascun controllo ufficiale. Si tratta di uno strumento sempre più accessibile e consigliato da tutte le associazioni dei consumatori.

Perizia tecnica da un meccanico indipendente

Prima di firmare qualsiasi contratto, vale sempre la pena investire 80-150 euro per una perizia tecnica effettuata da un meccanico di fiducia, indipendente dal venditore. Un professionista esperto è in grado di rilevare anomalie nell’usura dei componenti meccanici che non corrispondono al chilometraggio dichiarato, e può leggere i dati memorizzati nelle varie centraline del veicolo (ABS, airbag, motore) per confrontarli con quanto indicato sul cruscotto.

Richiedere la certificazione del chilometraggio al venditore

I rivenditori professionali seri — e in particolare i programmi di auto usate garantite delle case costruttrici — offrono una certificazione scritta del chilometraggio, con relativa garanzia contrattuale. Pretendere questo documento è un diritto dell’acquirente e, in caso di frode successivamente accertata, costituisce una prova fondamentale per agire legalmente.

Cosa fare se si scopre di essere stati vittime di questa truffa

Se dopo l’acquisto si scopre che il chilometraggio dell’auto usata era stato manomesso, è possibile agire su più fronti. In primo luogo, è consigliabile raccogliere tutte le prove disponibili (libretto tagliandi, fogli revisione, report di verifica del VIN) e rivolgersi a un legale o a un’associazione di consumatori come il Codacons o l’Unione Nazionale Consumatori. Sul piano penale, la truffa aggravata è perseguibile d’ufficio; sul piano civile, è possibile chiedere la risoluzione del contratto e il risarcimento del danno. Presentare una denuncia alle forze dell’ordine è sempre il primo passo consigliato: contribuisce a contrastare un fenomeno che, nonostante la maggiore consapevolezza dei consumatori, rimane uno dei raggiri più comuni nel mercato delle auto usate.

FAQ: Auto usate e truffa del contachilometri

Come faccio a sapere se il contachilometri di un’auto usata è stato manomesso?
Controlla la coerenza tra chilometraggio dichiarato, usura visiva dell’abitacolo e documentazione (libretto tagliandi, fogli revisione). Usa un servizio di verifica della storia del veicolo tramite numero di telaio e, se possibile, fai eseguire una perizia tecnica indipendente.
È illegale abbassare i chilometri di un’auto usata?
Sì, si tratta di truffa aggravata ai sensi del codice penale italiano, punibile con la reclusione fino a tre anni e con sanzioni pecuniarie. Il venditore è responsabile sia penalmente che civilmente.
Quanto costa verificare la storia di un’auto usata?
I servizi di verifica tramite VIN costano generalmente tra 10 e 30 euro. Una perizia tecnica completa da un meccanico indipendente ha un costo indicativo tra 80 e 150 euro: un investimento minimo rispetto al rischio di acquistare un veicolo truffaldino.
I concessionari ufficiali possono fare questa truffa?
Sebbene i concessionari autorizzati siano soggetti a controlli più stringenti, le denunce dimostrano che il fenomeno non è esclusivo dei privati. Affidarsi a programmi di usato certificato delle case costruttrici, con garanzia scritta sul chilometraggio, offre una tutela maggiore.
Cosa succede se compro un’auto usata con i chilometri falsificati?
Puoi chiedere la risoluzione del contratto di vendita e il risarcimento del danno subito. È fondamentale conservare tutta la documentazione e presentare denuncia alle forze dell’ordine il prima possibile.
Roberto Torcolacci
Roberto Torcolacci

Roberto Torcolacci, romano classe 1979, vive nel cuore della Capitale. Dopo gli studi in Giurisprudenza presso l’Università di Roma Tor Vergata, ha intrapreso fin da giovanissimo un percorso imprenditoriale che lo ha portato a confrontarsi con diversi settori, sviluppando una forte esperienza nel mondo della comunicazione, della pubblicità e del marketing. Da sempre appassionato di media e informazione, considera la comunicazione uno strumento fondamentale per creare connessioni e raggiungere un pubblico sempre più ampio. Negli anni ha coltivato numerosi interessi legati allo sport, ai motori e al motorsport professionistico, con esperienze anche nel mondo del cinema e della produzione. Dal 2020 ha riscoperto e approfondito la passione per la scrittura, trasformandola in una parte centrale della propria attività editoriale. Oggi si occupa principalmente di temi legati al territorio, alla mobilità, alla politica locale, agli eventi, allo sport e al mondo dei motori, con particolare attenzione a Roma e al Lazio. Sposato e padre di due figli adolescenti, ama raccontare la contemporaneità con uno sguardo diretto, curioso e concreto, cercando sempre di unire informazione, passione e attenzione ai dettagli. Anche se, come gli ricordano spesso i figli, con qualche inevitabile sfumatura da “boomer”.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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