Ecologiche

Furti di cavi alle colonnine EV: Formula Space lancia CableGuard anti-taglio

Oltre 450 colonnine EV saccheggiate in un anno con danni di 1,4 milioni. Formula Space lancia CableGuard V4, sistema anti-taglio con tracciabilità forense per proteggere

Furti di cavi alle colonnine EV: Formula Space lancia CableGuard anti-taglio

In Italia, nell’arco di un solo anno, oltre 450 colonnine di ricarica per veicoli elettrici sono state prese di mira dai ladri, generando danni complessivi stimati in 1,4 milioni di euro. Un fenomeno che non riguarda episodi isolati ma una tendenza strutturata, che colpisce l’infrastruttura di ricarica pubblica in un momento in cui il Paese cerca di consolidare la transizione verso la mobilità elettrica. I furti di cavi alle colonnine EV stanno diventando un problema sistemico, e la risposta industriale comincia ad arrivare: Formula Space ha sviluppato CableGuard V4, un sistema di protezione anti-taglio pensato specificamente per i cavi delle stazioni di ricarica.

Un crimine che rallenta la diffusione delle colonnine EV

Parlare di furti di cavi alle colonnine EV significa toccare un nodo che va ben oltre il danno economico immediato. Ogni colonnina vandalizzata o messa fuori uso rappresenta un punto di ricarica in meno per gli automobilisti elettrici, un disincentivo concreto all’adozione del veicolo a batteria e un costo aggiuntivo per gli operatori che gestiscono la rete. Con 450 episodi in dodici mesi e un danno aggregato che supera il milione e mezzo di euro, l’entità del problema è difficile da ignorare.

I ladri puntano ai cavi di ricarica perché contengono rame, un materiale il cui valore sul mercato del recupero rimane elevato. La tecnica è rapida: con strumenti da taglio comuni è possibile recidere un cavo in pochi secondi, rendendo il furto difficile da prevenire con i soli sistemi di sorveglianza tradizionali. Il risultato è una rete di ricarica che, in alcune aree, appare cronicamente danneggiata, con stazioni inutilizzabili per giorni o settimane in attesa di riparazione.

CableGuard V4: guaina anti-taglio e tracciabilità forense

La risposta di Formula Space si chiama CableGuard, un sistema di protezione attualmente in fase di brevettazione che affronta il problema su due fronti distinti: la resistenza fisica al taglio e la tracciabilità forense. La combinazione dei due approcci è ciò che distingue questa soluzione dai semplici rinforzi meccanici già presenti sul mercato.

→ Leggi anche: Plenitude lancia tre abbonamenti per la ricarica: Smart Road, Fast Road e Open Road

Il cuore del sistema è una guaina altamente tecnologica resistente al taglio, che non richiede rinforzi in acciaio. Questo aspetto è rilevante sul piano pratico: l’assenza di componenti metallici interni mantiene il cavo flessibile e maneggevole, caratteristica essenziale per i cavi di ricarica che devono essere inseriti e rimossi ripetutamente dagli utenti. La resistenza al taglio è ottenuta attraverso materiali avanzati che rendono l’operazione di recisione significativamente più difficile e lenta, aumentando il rischio percepito dal ladro e riducendo la probabilità che il furto venga portato a termine.

L’elemento forense aggiunge un secondo livello di deterrenza. La tracciabilità integrata nel sistema consente di identificare il cavo anche dopo che sia stato rimosso dalla colonnina, facilitando le indagini delle forze dell’ordine e rendendo più difficile la rivendita del materiale sottratto. Si tratta di un approccio già adottato con successo in altri settori per contrastare il furto di metalli, ora applicato all’infrastruttura EV.

L’approvazione di Kempower: un segnale per l’industria

Un passaggio significativo nella storia di CableGuard è l’approvazione formale ricevuta da Kempower, produttore finlandese di sistemi di ricarica rapida. Kempower ha riconosciuto il sistema di Formula Space come prima soluzione forense anti-furto del suo genere per i cavi di ricarica EV, integrandola nella propria offerta. Il fatto che un costruttore di colonnine di livello internazionale abbia validato e adottato la tecnologia è un indicatore importante: significa che il problema è ritenuto abbastanza serio da giustificare un investimento in protezione dedicata, e che la soluzione proposta ha superato un processo di valutazione tecnica.

Per gli operatori italiani che gestiscono reti di ricarica pubblica, questo tipo di endorsement da parte di un OEM del settore riduce il rischio percepito nell’adozione di una tecnologia nuova. Non si tratta di un prodotto sperimentale, ma di un sistema che ha già trovato un primo sbocco industriale certificato.

→ Leggi anche: Consumi reali di 12 auto elettriche al 5% di batteria: test di efficienza 2026

Infrastruttura di ricarica e sicurezza: un tema che non può più aspettare

Il problema dei furti di cavi alle colonnine EV si inserisce in un contesto più ampio di vulnerabilità delle infrastrutture energetiche pubbliche. In tutta Europa, il furto di rame da impianti elettrici, ferroviari e di telecomunicazione causa ogni anno danni miliardari. Le colonnine di ricarica, spesso installate in aree poco sorvegliate come parcheggi periferici, centri commerciali o autostrade, rappresentano un bersaglio relativamente nuovo ma sempre più appetibile.

La crescita del parco circolante elettrico in Italia — e la conseguente espansione della rete di ricarica pubblica — rende urgente affrontare questo rischio prima che diventi strutturale. Ogni colonnina danneggiata ha un costo diretto di riparazione, ma anche un costo indiretto in termini di fiducia degli utenti nella disponibilità e affidabilità della rete. Chi guida un’auto elettrica e trova una stazione fuori servizio per furto subisce un disagio concreto che può influenzare la percezione dell’intera mobilità elettrica.

In questo senso, soluzioni come CableGuard non sono semplicemente prodotti di nicchia per operatori specializzati: riguardano la tenuta complessiva di un’infrastruttura su cui si basa la transizione energetica dei trasporti. Per approfondire il contesto internazionale del problema, il comunicato ufficiale di Kempower fornisce ulteriori dettagli sull’adozione della tecnologia.

L’iniziativa di Formula Space dimostra che il settore privato può anticipare le risposte normative, sviluppando strumenti tecnici capaci di ridurre un rischio che, con oltre 450 colonnine colpite e 1,4 milioni di euro di danni in un anno, ha già dimensioni tali da richiedere risposte concrete e immediate da parte di tutta la filiera.

Roberto Torcolacci
Roberto Torcolacci

Roberto Torcolacci, romano classe 1979, vive nel cuore della Capitale. Dopo gli studi in Giurisprudenza presso l’Università di Roma Tor Vergata, ha intrapreso fin da giovanissimo un percorso imprenditoriale che lo ha portato a confrontarsi con diversi settori, sviluppando una forte esperienza nel mondo della comunicazione, della pubblicità e del marketing. Da sempre appassionato di media e informazione, considera la comunicazione uno strumento fondamentale per creare connessioni e raggiungere un pubblico sempre più ampio. Negli anni ha coltivato numerosi interessi legati allo sport, ai motori e al motorsport professionistico, con esperienze anche nel mondo del cinema e della produzione. Dal 2020 ha riscoperto e approfondito la passione per la scrittura, trasformandola in una parte centrale della propria attività editoriale. Oggi si occupa principalmente di temi legati al territorio, alla mobilità, alla politica locale, agli eventi, allo sport e al mondo dei motori, con particolare attenzione a Roma e al Lazio. Sposato e padre di due figli adolescenti, ama raccontare la contemporaneità con uno sguardo diretto, curioso e concreto, cercando sempre di unire informazione, passione e attenzione ai dettagli. Anche se, come gli ricordano spesso i figli, con qualche inevitabile sfumatura da “boomer”.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

Change privacy settings
×