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Fiat, un cimitero di Auto abbandonate: il motivo è da non credere

In Danimarca, a Kolding, è stato scoperto un vero cimitero di auto Fiat abbandonate per quarant'anni: oltre 200 vetture d'epoca tra Fiat 500, 127, Ritmo e Bianchina, messe all'asta a prezzi da non credere. Ecco tutta la storia.

Raduno Fiat 500
Raduno Fiat 500 © LaPresse

In Danimarca è stato ritrovato un vero e proprio cimitero di Fiat: oltre duecento auto abbandonate per quarant’anni, inclusi modelli d’epoca finiti all’asta a prezzi da non credere.

Un cimitero di auto Fiat abbandonato per quarant’anni, riscoperto quasi per caso dal figlio del proprietario originale: è questa la storia straordinaria che arriva da Kolding, in Danimarca, e che continua ad appassionare appassionati di auto storiche e collezionisti di tutto il mondo. Ormai non si contano i ritrovamenti di veri e propri ‘cimiteri’ di auto — da supercar dimenticate ad utilitarie lasciate alle intemperie — ma quello danese resta uno dei casi più clamorosi per numero di vetture coinvolte e per la qualità dei modelli ritrovati.

Raduno Fiat 500

Raduno Fiat 500 © LaPresse

Il motivo dell’abbandono: una concessionaria Fiat che chiude i battenti

Il ritrovamento è avvenuto a Kolding, in Danimarca. Qui, a distanza di circa quarant’anni, sono tornate alla luce ben duecento auto, completamente inutilizzate per tutto questo tempo. La storia parte da una concessionaria Fiat che nel 1981 chiude i battenti: il proprietario, Sven Sorensen, sceglie di accettare un’offerta dell’azienda e di riconvertire la sua attività in una rivendita di autocarri. Il motivo preciso per cui tutte le auto presenti nello showroom vengano semplicemente dimenticate non è mai stato chiarito del tutto — ed è proprio questo il dettaglio che rende la vicenda così difficile da credere.

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La scelta di abbandonare la concessionaria Fiat in favore degli autocarri ha avuto conseguenze clamorose per le oltre duecento vetture presenti a quel tempo nello showroom di Sorensen. Per quarant’anni nessuno si è interessato al destino di quelle auto, che sono poi tornate protagoniste grazie a Kjeld, il figlio di Sven Sorensen: è stato lui a riportarle alla luce, dando il via a una vicenda che ha fatto il giro del web e catturato l’attenzione dei collezionisti internazionali.

Fiat, oltre duecento auto abbandonate: i modelli ritrovati

Di modelli interessanti ce ne sono diversi. All’interno di quella che fu la concessionaria Fiat di Kolding si trovano numerose auto della casa automobilistica torinese, ma anche mezzi di altri marchi appartenenti allo stesso gruppo. Si tratta di vetture prodotte tra gli anni ’70 e ’80, ovviamente ridotte in pessime condizioni dopo decenni di abbandono totale.

Pur presentando tutti i componenti originali, lo stato di degrado ha influito pesantemente sulle condizioni di questi veicoli, che sono stati successivamente messi all’asta. Tra gli oltre duecento mezzi ritrovati figurano modelli simbolici della storia automobilistica italiana: Fiat 500, Fiat Ritmo, Fiat 127, Fiat 128 e persino la Bianchina. Un patrimonio storico straordinario, seppur in condizioni precarie.

I prezzi dell’asta: occasioni da non perdere (ma con riserve)

Le auto sono state messe all’asta e in alcuni casi per gli acquirenti si è trattata di una vera e propria occasione. Ad esempio, una Fiat 600 incidentata è stata battuta per soli 250 euro, mentre per una Lancia Beta con appena sedicimila chilometri all’attivo sono stati necessari 6.500 euro. Prezzi che possono sembrare irrisori, ma è bene ricordare che per tutte le oltre duecento vetture è indispensabile un’opera di restauro importante per rimetterle in sesto — un investimento che può facilmente moltiplicare il costo finale.

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Per i collezionisti e gli appassionati di auto storiche Fiat, tuttavia, ritrovare esemplari originali con chilometraggio bassissimo — anche se ammalorati — rappresenta comunque un’opportunità rara sul mercato attuale, dove i prezzi delle youngtimer italiane continuano a salire.

Perché i cimiteri di auto continuano a fare notizia

Il caso danese non è isolato: in tutta Europa si scoprono periodicamente depositi dimenticati di auto storiche, spesso legati a concessionarie chiuse, eredità complicate o semplicemente a proprietari che non hanno mai trovato il tempo — o la voglia — di occuparsi delle loro vetture. Quello che rende il cimitero di Fiat di Kolding particolarmente straordinario è la concentrazione di modelli iconici italiani in un unico luogo, conservati (per quanto malamente) per decenni lontano da occhi indiscreti.

Per gli appassionati del marchio torinese, storie come questa ricordano quanto sia importante preservare il patrimonio automobilistico storico — e quanto spesso esso si nasconda nei posti più impensati.

FAQ: Fiat, il cimitero di auto abbandonate in Danimarca

Dove si trova il cimitero di auto Fiat abbandonate?
Il ritrovamento è avvenuto a Kolding, in Danimarca, nell’ex showroom di una concessionaria Fiat chiusa nel 1981.
Quante auto sono state ritrovate?
Sono state ritrovate oltre duecento vetture, prodotte prevalentemente tra gli anni ’70 e ’80.
Perché le auto sono state abbandonate?
Il proprietario della concessionaria, Sven Sorensen, decise di riconvertire l’attività in una rivendita di autocarri nel 1981. Le auto presenti nello showroom furono semplicemente dimenticate per circa quarant’anni, senza una spiegazione ufficiale chiara.
Quali modelli Fiat sono stati ritrovati?
Tra i modelli identificati figurano la Fiat 500, la Fiat Ritmo, la Fiat 127, la Fiat 128, la Bianchina e la Fiat 600, oltre a una Lancia Beta.
Le auto sono state messe all’asta?
Sì. I prezzi sono variati da 250 euro per una Fiat 600 incidentata fino a 6.500 euro per una Lancia Beta con soli 16.000 km. Tutte le vetture richiedono comunque un restauro significativo.
Chi ha riscoperto le auto abbandonate?
È stato Kjeld Sorensen, figlio del proprietario originale Sven Sorensen, a riportare alla luce le vetture dimenticate.
Roberto Torcolacci
Roberto Torcolacci

Roberto Torcolacci, romano classe 1979, vive nel cuore della Capitale. Dopo gli studi in Giurisprudenza presso l’Università di Roma Tor Vergata, ha intrapreso fin da giovanissimo un percorso imprenditoriale che lo ha portato a confrontarsi con diversi settori, sviluppando una forte esperienza nel mondo della comunicazione, della pubblicità e del marketing. Da sempre appassionato di media e informazione, considera la comunicazione uno strumento fondamentale per creare connessioni e raggiungere un pubblico sempre più ampio. Negli anni ha coltivato numerosi interessi legati allo sport, ai motori e al motorsport professionistico, con esperienze anche nel mondo del cinema e della produzione. Dal 2020 ha riscoperto e approfondito la passione per la scrittura, trasformandola in una parte centrale della propria attività editoriale. Oggi si occupa principalmente di temi legati al territorio, alla mobilità, alla politica locale, agli eventi, allo sport e al mondo dei motori, con particolare attenzione a Roma e al Lazio. Sposato e padre di due figli adolescenti, ama raccontare la contemporaneità con uno sguardo diretto, curioso e concreto, cercando sempre di unire informazione, passione e attenzione ai dettagli. Anche se, come gli ricordano spesso i figli, con qualche inevitabile sfumatura da “boomer”.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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