Vettel rapinato a Barcellona: il quattro volte campione del mondo di Formula 1 ha inseguito il ladro in monopattino elettrico, guidandosi con il GPS delle sue AirPods. Ecco il racconto completo della disavventura di Seb.
Una mattinata da dimenticare per Sebastian Vettel. Il pilota tedesco, ex campione del mondo con Red Bull e Ferrari, è stato rapinato a Barcellona subito dopo il Gran Premio di Spagna: ladri gli hanno sottratto lo zaino con i documenti, ma Seb non si è arreso e ha dato vita a un inseguimento degno di un film d’azione — a bordo di un monopattino elettrico preso in prestito da una passante. La notizia, riportata in esclusiva da El Periodico, ha fatto rapidamente il giro del mondo e continua ad essere uno degli episodi più curiosi legati al nome di Vettel.
Sebastian Vettel (Foto LaPresse)
La rapina a Barcellona: cosa è successo a Vettel
Secondo quanto ricostruito da El Periodico, la rapina a Vettel a Barcellona è avvenuta lunedì mattina, il giorno dopo il Gran Premio di Spagna — gara che il pilota dell’Aston Martin aveva concluso all’undicesimo posto. Il furto si è consumato davanti all’hotel in cui alloggiava Seb: nel momento in cui è sceso dall’auto, un malvivente ha approfittato della distrazione e si è impossessato del suo zaino, dandosi immediatamente alla fuga.
All’interno dello zaino c’erano i documenti personali di Vettel, tra cui la patente necessaria per guidare in Spagna. Un bottino prezioso, ma con un dettaglio che il ladro non aveva considerato: nello zaino si trovavano anche le cuffie AirPods di Apple, dotate di GPS integrato e tracciabili in tempo reale tramite smartphone.
L’inseguimento in monopattino: il racconto della disavventura di Seb
Sebastian Vettel (Foto LaPresse)
Accortosi del furto e del segnale GPS ancora attivo, Vettel ha deciso di agire. Anziché salire sull’Aston Martin — scelta che in una città come Barcellona avrebbe reso l’inseguimento quasi impossibile nel traffico — si è avvicinato a una donna che stava arrivando sul posto con un monopattino elettrico. Secondo un testimone oculare, il pilota le ha detto con tutta la semplicità del caso: «Sono Sebastian Vettel, mi lasci il suo monopattino?».
La donna, comprensibilmente sorpresa, ha acconsentito dopo che Seb le ha garantito la restituzione del mezzo. Con il telefono in mano e il tracciamento GPS attivo, Vettel si è messo in moto verso Ciutat Vella, il quartiere storico di Barcellona dove il segnale stava conducendo.
L’intervento dei Mossos d’Esquadra
Nel frattempo, Vettel aveva già allertato le autorità. I Mossos d’Esquadra — la polizia catalana — gli avevano intimato di interrompere l’inseguimento autonomo e di recarsi in questura per formalizzare la denuncia. Seb ha risposto di non essere in pericolo: non aveva contatto visivo con il ladro e lo stava seguendo esclusivamente a distanza, tramite il segnale delle AirPods.
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Pochi minuti dopo, una pattuglia ha incontrato Vettel e ha raccolto le informazioni di tracciamento direttamente da lui. Gli agenti si sono quindi diretti nel punto esatto in cui il segnale si era fermato: una merceria nel cuore di Ciutat Vella. Lì hanno trovato le cuffie AirPods nascoste dentro un vaso di fiori. Dello zaino, invece, nessuna traccia.
Il ladro si era liberato delle AirPods: perché
La ricostruzione più probabile è che il malvivente si sia reso conto — forse per esperienza o per fortuna — che le cuffie Apple potevano tradirlo grazie al GPS. Ha quindi deciso di sbarazzarsene il prima possibile, abbandonandole nella merceria e proseguendo la fuga con il resto del bottino.
Vettel si è così ritrovato senza documenti e senza patente, indispensabile per guidare legalmente in Spagna. Le indagini sono rimaste aperte: un contributo fondamentale potrebbe arrivare dalle telecamere di sorveglianza installate nei pressi dell’hotel dove è avvenuta la rapina, che potrebbero aver ripreso il volto del ladro.
Una disavventura che dice molto del carattere di Vettel
Al di là della cronaca, l’episodio racconta qualcosa di preciso sul carattere di Sebastian Vettel: un uomo abituato a reagire sotto pressione, capace di mantenere la lucidità anche fuori dall’abitacolo. Chiedere un monopattino a una sconosciuta, tracciare il ladro in tempo reale e coordinarsi con la polizia — tutto in pochi minuti — è una gestione della crisi che pochi saprebbero replicare. La disavventura di Seb a Barcellona è diventata virale proprio perché mescola l’immagine del campione con quella di un cittadino qualunque che non si arrende di fronte a un torto subito.
FAQ — Vettel rapinato a Barcellona: le domande più frequenti
Quando è avvenuta la rapina a Vettel a Barcellona?
Il furto si è verificato il lunedì mattina successivo al Gran Premio di Spagna, davanti all’hotel in cui alloggiava il pilota tedesco.
Cosa hanno rubato a Sebastian Vettel?
I ladri hanno sottratto lo zaino di Vettel, che conteneva i suoi documenti personali, la patente e le cuffie AirPods dotate di GPS.
Come ha inseguito il ladro Vettel?
Vettel ha chiesto in prestito un monopattino elettrico a una passante e ha seguito il segnale GPS delle sue AirPods fino al quartiere Ciutat Vella di Barcellona, coordinandosi con i Mossos d’Esquadra.
Sono state recuperate le cose rubate a Vettel?
Le cuffie AirPods sono state ritrovate dalla polizia nascoste in un vaso di fiori all’interno di una merceria. Lo zaino con i documenti non è stato recuperato.
Chi sono i Mossos d’Esquadra?
I Mossos d’Esquadra sono il corpo di polizia autonoma della Catalogna, competente per le indagini sul territorio di Barcellona.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








