Mattia Binotto lancia un avvertimento a tutti i Team della Formula 1: “Andremo oltre il budget cap”. Le sue parole, nette e inequivocabili, riaccendono il dibattito sul tetto di spesa e sulla governance del Circus.
La Ferrari è in piena lotta per il mondiale con la Red Bull. Non un weekend positivo quello di Montecarlo per la Rossa: il clamoroso errore ai box ha fatto perdere la leadership — e una vittoria ampiamente alla portata — a Charles Leclerc. Ma è fuori dalla pista che Binotto alza la voce, e lo fa con una chiarezza che lascia poco spazio all’interpretazione.
Il Team Principal della Ferrari Mattia Binotto (Ansa)
Se la Ferrari sbaglia, la Red Bull ne approfitta: Perez trionfa nel Principato davanti a Sainz e a un Verstappen che, partito dalla quarta posizione della griglia, si prende un terzo posto e allunga ulteriormente in classifica generale su un Leclerc beffato e furioso per quanto accaduto.
Se la Rossa in pista continua a battagliare con la Red Bull, le due scuderie in ambito “politico” sono decisamente alleate nella battaglia del budget cap. Il Team Principal della Ferrari è stato netto: «Si deve alzare, è molto alta l’inflazione al 6% e prestissimo i top team toccheranno il tetto di spesa».
«Alzarlo è l’unico modo, sarebbe sbagliato che sia il budget cap a decidere un mondiale. È possibile che supereranno il tetto di spesa in molti perché non vi sono modalità per restarne sotto. La tolleranza prevista dal regolamento è del 5%» — ha proseguito — «ed oltre si parla di infrazione minore ma sono sconosciute le penalità».
“Andremo oltre”: l’avvertimento di Binotto a tutti i Team
È questa la frase che ha fatto il giro del paddock: Binotto avverte tutti i Team che superare il tetto di spesa non è uno scenario remoto, ma una prospettiva concreta e, a suo avviso, inevitabile nelle condizioni attuali. Un avvertimento diretto, rivolto tanto alla FIA quanto alle scuderie più piccole che spingono per mantenere il budget cap invariato.
Il ragionamento del manager del Cavallino è lineare: con un’inflazione che erode il potere d’acquisto dei team, il tetto fissato non riflette più la realtà dei costi operativi. Continuare a ignorarlo, secondo Binotto, significa costringere i grandi team a scegliere tra competitività e conformità al regolamento. Una scelta che, di fatto, non è una scelta.
Mattia Binotto all’attacco: la sua posizione anche sul salary cap
Mattia Binotto (Ansa)
Il Team Principal della Ferrari ha poi rincarato la dose sul fronte della responsabilità collettiva. «È una questione di responsabilità nei confronti del regolamento, non una differente per i top team e quelli più piccoli: non si procede in avanti se ognuno si muove solo per interessi personali».
«Nel 2021» — ha ricordato — «pur consci del fatto che la nostra monoposto non fosse competitiva, abbiamo accettato e condiviso il congelamento fino al 2022 del regolamento tecnico». Un richiamo alla storia recente che suona come un argomento negoziale: la Ferrari ha già fatto sacrifici, ora si aspetta reciprocità dal sistema.
Binotto ha anche toccato l’argomento del tetto a piloti e stipendi, di fatto il salary cap. «Non ci sono soluzioni brevi perché tocca anche l’argomento legale, ma stiamo discutendo di questo anche se sarà necessario del tempo» ha concluso. Un cantiere aperto, dunque, che rischia di restare tale ancora a lungo.
La spaccatura nel paddock: grandi team contro piccoli
Anche Horner, proprio in occasione della conferenza stampa, aveva espresso una posizione molto netta — forse ancora più estrema rispetto al manager del Cavallino. La spaccatura all’interno del paddock tra i grandi e i piccoli Team appare oggi più profonda che mai: da un lato chi sostiene che il budget cap vada rivisto al rialzo per restare ancorato alla realtà economica, dall’altro chi teme che qualsiasi ritocco verso l’alto vanifichi l’obiettivo originario di livellare il campo di gioco.
La questione non è solo tecnica o finanziaria: è politica. E in Formula 1, come in ogni arena politica, le dichiarazioni pubbliche come quella di Binotto — «andremo oltre» — sono raramente casuali. Sono mosse negoziali, avvertimenti calcolati, messaggi indirizzati tanto alla FIA quanto agli altri costruttori seduti al tavolo delle trattative.
FAQ — Le domande più frequenti sull’avvertimento di Binotto e il budget cap in F1
Cosa ha detto esattamente Binotto sul budget cap?
Binotto ha dichiarato che il tetto di spesa va alzato perché, con un’inflazione al 6%, i top team supereranno inevitabilmente il limite attuale. Ha usato l’espressione «andremo oltre» per sottolineare che non si tratta di una scelta, ma di una conseguenza matematica dei costi operativi attuali.
Cosa succede se un team supera il budget cap in Formula 1?
Il regolamento prevede una tolleranza del 5% oltre il tetto fissato, classificata come «infrazione minore». Oltre quella soglia si parla di infrazione grave, ma le penalità specifiche non sono ancora state definite con chiarezza, come ha sottolineato lo stesso Binotto.
Ferrari e Red Bull sono alleate sul budget cap?
Sì, nonostante la rivalità in pista, Ferrari e Red Bull condividono la posizione favorevole a un innalzamento del budget cap. Anche Horner si è espresso in modo molto netto su questo punto, rendendo il fronte dei grandi team compatto di fronte alle scuderie più piccole.
Cos’è il salary cap in Formula 1 e quando entrerà in vigore?
Il salary cap è un tetto agli stipendi di piloti e personale tecnico di alto livello. È ancora in fase di discussione: Binotto ha riconosciuto che la complessità legale della misura richiederà tempi lunghi prima di una sua applicazione concreta.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.







