Bollo Auto, cosa succede se non si paga: c’è una situazione da sapere assolutamente

Bollo auto, che succede se non lo paghi: multa, cosa si rischia. Cosa accade se non si paga e cosa si rischia. A quanto ammontano le sanzioni

Il bollo auto è storicamente una delle tasse meno amate dai cittadini. Si tratta di una imposta regionale da versare obbligatoriamente se si possiede un veicolo. A dover pagare la tassa è l’intestatario del mezzo. Esistono alcune esenzioni, ma sono poche. In sostanza, più “importante” è il veicolo (in termini di cilindrata) e più alta sarà la tassa annuale. Visto che non si tratta di una spesa così bassa, è possibile che il bollo auto non venga pagato nei tempi previsti o non venga pagato affatto.

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Bollo Auto, cosa succede se non lo paghi (Ansa)

In questi casi la domanda che ogni automobilista si fa è: “Cosa succede se non pago il bollo?”. Va precisato, per prima cosa, che questa imposta va pagata sempre, anche se il veicolo non circola ed è parcheggiato in garage o in strada. Infatti l’imposta vale per il possesso e non per la circolazione del veicolo. Per quanto riguarda il pagamento, questo è annuale e va versato in un’unica soluzione. La scadenza coincide con la fine del mese di immatricolazione del veicolo. C’è una tolleranza, vale a dire che è possibile pagare senza sanzioni entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello del pagamento previsto.

Il bollo si versa alle Regioni, che quindi si occupano della riscossione del tributo, ma la normativa generale è dettata dallo Stato. C’è l’eccezione di Friuli Venezia Giulia e Sardegna: in questo caso si occupa della riscossione l’Agenzia delle Entrate. Se il bollo si paga in ritardo la prima conseguenza sono le sanzioni tributarie. Vale a dire che l’importo della tassa lievita con il passare dei giorni. Chi non paga la tassa può continuare a circolare, né sarà soggetto a controlli e multe sulla regolarità del pagamento.

Bollo Auto non pagato, è possibile circolare: cosa dice la legge

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(Ansa)

Non è prevista neanche la sottrazione di punti dalla patente. Il bollo, infatti, è una tassa e non è inquadrato nel codice della strada. Fa riferimento alla persona (l’intestatario) e non riguarda le condizioni per la circolazione del mezzo. Quando il bollo non risulta pagato si riceve un avviso di accertamento che arriva con posta raccomandata (ma può arrivare anche via email “pec”). Ci sono 60 giorni di tempo per pagare o per fare ricorso. Questo si può fare alla Commissione Tributaria Provinciale. Scaduti i 60 giorni partono le procedure per la riscossione coatta, con la famigerata “cartella esattoriale”.

Questa procedura, però, spesso è lenta e possono passare anche anni. Pure in questo caso è possibile pagare la cartella (che comprende sanzioni e interessi) entro 60 giorni, ed è ancora possibile fare ricorso, sempre presso la Commissione Tributaria Provinciale. Scaduti questi termini, chi non paga il bollo rischia il pignoramento dei beni (conto corrente, quinto dello stipendio o della pensione) per un importo pari a quello della cartella. Si rischia anche il fermo amministrativo del veicolo. In questo caso il preavviso deve essere di 30 giorni, per dare tempo al contribuente di pagare la somma (anche chiedendo una rateazione), in modo da evitare il fermo del veicolo.

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