Formula 1

“Hamilton non se ne preoccupa”: l’ammissione spiazza tutti

«Hamilton non se ne preoccupa»: l'ammissione del direttore tecnico Shovlin ha spiazzato tutti. Il retroscena sulla collaborazione tra Lewis e Russell in Mercedes e cosa rivela sull'approccio mentale del campione.

Lewis Hamilton
Lewis Hamilton (Ansa)

L’ingegnere della Mercedes svela un retroscena su Lewis Hamilton: le parole che hanno spiazzato tutti riguardanti il sette volte campione del mondo e il suo approccio mentale alle difficoltà della stagione.

«Hamilton non se ne preoccupa»: è questa l’ammissione che ha spiazzato tutti, arrivata direttamente dal direttore tecnico della Mercedes, Andrew Shovlin. Una dichiarazione che ha fatto il giro del paddock e che racconta molto dell’atteggiamento con cui il sette volte campione del mondo sta affrontando una delle stagioni più complesse della sua carriera in Formula 1.

Una stagione fin qui deludente per la Mercedes, con la W13 che non ha confermato le attese e quanto mostrato dai dati in fabbrica. La monoposto non è stata lontanamente competitiva con Ferrari e Red Bull e non ha mai dato segnali di speranza in questa prima parte di mondiale.

Lewis Hamilton

Lewis Hamilton (Ansa)

Difficoltà evidenti, soprattutto con Lewis Hamilton che più volte si è lamentato della monoposto, spesso bloccato a centro gruppo, senza riuscire a sorpassare i diretti rivali su monoposto meno performanti. A Montecarlo il sette volte campione del mondo ha chiuso all’ottavo posto senza mai avere la possibilità di sopravanzare Alonso.

Eppure in Spagna aveva dato timidi segnali di miglioramento, merito anche degli aggiornamenti portati dalla scuderia a Barcellona. Ed invece il problema del porpoising si è manifestato nuovamente nel Principato ed alto è il timore che questo fenomeno possa mostrarsi prepotente anche a Baku, che ha caratteristiche simili a Monaco.

Ecco perché Hamilton, recentemente, ha auspicato che per la gara di Silverstone, quella casalinga per il numero 44, la Mercedes possa essere competitiva e giocarsela alla pari con le due grandi rivali di questa stagione, Ferrari e Red Bull.

«Hamilton non se ne preoccupa»: l’ammissione di Shovlin che spiazza tutti

È proprio nel contesto di questa crisi tecnica che arriva la rivelazione più sorprendente. Interpellato sulla gestione interna del team e sul rapporto tra i due piloti, il direttore tecnico Andrew Shovlin ha usato parole che pochi si aspettavano: Hamilton, nonostante la classifica e le frustrazioni in pista, non se ne preoccupa. Non nel senso di disinteresse, ma di una lucidità mentale che gli permette di mettere da parte l’ego e concentrarsi sul lavoro collettivo.

«Nel Team tutti sono impegnati nel mettere la W13 in una buona situazione» ha esordito Shovlin, sottolineando come non vi sia rivalità tra Hamilton e Russell, anzi.

«I due piloti, per il bene del team lavorano insieme, sono concentrati su come poter migliorare la vettura e non sono focalizzati sui loro piazzamenti, non se ne preoccupano. Sia Lewis che George provano diverse soluzioni e sanno che possono compromettere il sabato oppure la domenica utilizzandone una non buona» ha spiegato Shovlin.

Lewis Hamilton

Lewis Hamilton (Ansa)

Lewis Hamilton e George Russell, lavoro in team: l’analisi di Shovlin

«A noi preme che i due piloti possano collaborare insieme quest’anno con lo scopo di aiutare gli ingegneri» ha concluso Shovlin. Un messaggio chiaro: in Mercedes, almeno in questa fase, il risultato individuale passa in secondo piano rispetto allo sviluppo della vettura.

D’altronde è nell’interesse di entrambi uscire dalla situazione attuale della Mercedes. Hamilton è sesto in classifica con 50 punti ed ha conquistato un solo podio fin qui, mentre decisamente migliore la situazione dell’ex Williams, quarto a quota 84 e con due podi, oltre ad essere stato più continuo nei risultati del compagno di box. La Mercedes, peraltro, è chiamata a recuperare anche nella classifica Costruttori, visto il ritardo di ben 101 punti dalla Red Bull prima.

Un approccio mentale che sorprende: Hamilton mette il team davanti a tutto

Ciò che colpisce nell’ammissione di Shovlin è la dimensione psicologica che rivela. Un pilota della statura di Hamilton, abituato a lottare per il titolo mondiale, che accetta di sacrificare risultati di qualifica e gara per raccogliere dati utili agli ingegneri, è un segnale di maturità — e forse anche di consapevolezza che solo risolvendo i problemi strutturali della W13 si potrà tornare a competere ai vertici. «Non se ne preoccupa» diventa così non un’ammissione di resa, ma di strategia a lungo termine.

Domande frequenti su Hamilton e la Mercedes

Cosa ha detto esattamente Shovlin su Hamilton?

Il direttore tecnico della Mercedes Andrew Shovlin ha dichiarato che Hamilton e Russell non sono focalizzati sui loro piazzamenti individuali, ma lavorano insieme per aiutare gli ingegneri a migliorare la W13. La frase chiave è che i piloti «non se ne preoccupano», riferendosi ai risultati in classifica in questa fase di sviluppo.

Perché l’ammissione di Shovlin ha spiazzato tutti?

Perché sentire che un sette volte campione del mondo come Hamilton mette da parte le ambizioni personali per il bene del team è inaspettato. In un contesto di forte competizione interna tra piloti, la collaborazione dichiarata tra Hamilton e Russell rappresenta un approccio insolito e sorprendente.

Qual è la situazione attuale di Hamilton in classifica?

Al momento della dichiarazione di Shovlin, Hamilton si trovava sesto in classifica con 50 punti e un solo podio conquistato, contro i 84 punti e due podi del compagno di box George Russell.

Il porpoising è ancora un problema per la Mercedes?

Sì. Nonostante i timidi miglioramenti visti a Barcellona grazie agli aggiornamenti tecnici, il fenomeno del porpoising si è ripresentato a Monaco e rimane una delle principali preoccupazioni del team in vista dei circuiti con caratteristiche simili.

Roberto Torcolacci
Roberto Torcolacci

Roberto Torcolacci, romano classe 1979, vive nel cuore della Capitale. Dopo gli studi in Giurisprudenza presso l’Università di Roma Tor Vergata, ha intrapreso fin da giovanissimo un percorso imprenditoriale che lo ha portato a confrontarsi con diversi settori, sviluppando una forte esperienza nel mondo della comunicazione, della pubblicità e del marketing. Da sempre appassionato di media e informazione, considera la comunicazione uno strumento fondamentale per creare connessioni e raggiungere un pubblico sempre più ampio. Negli anni ha coltivato numerosi interessi legati allo sport, ai motori e al motorsport professionistico, con esperienze anche nel mondo del cinema e della produzione. Dal 2020 ha riscoperto e approfondito la passione per la scrittura, trasformandola in una parte centrale della propria attività editoriale. Oggi si occupa principalmente di temi legati al territorio, alla mobilità, alla politica locale, agli eventi, allo sport e al mondo dei motori, con particolare attenzione a Roma e al Lazio. Sposato e padre di due figli adolescenti, ama raccontare la contemporaneità con uno sguardo diretto, curioso e concreto, cercando sempre di unire informazione, passione e attenzione ai dettagli. Anche se, come gli ricordano spesso i figli, con qualche inevitabile sfumatura da “boomer”.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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