Formula 1

George Russell risponde a Horner: succede anche ai piloti della Red Bull

George Russell risponde a Horner e chiarisce: il porpoising succede anche ai piloti della Red Bull e della Ferrari, non è un problema solo della Mercedes. Tutti i dettagli.

George Russell
George Russell (Ansa)

George Russell risponde a Horner con fermezza: il pilota della Mercedes ha chiarito che il porpoising non è un problema esclusivo della freccia d’argento, ma colpisce anche i piloti della Red Bull e della Ferrari.

Le monoposto ad effetto suolo, introdotte con il nuovo regolamento tecnico, hanno portato in dote l’ormai celebre effetto porpoising: quei violenti saltellamenti delle vetture sul rettilineo e ad alta velocità che mettono a dura prova la schiena dei piloti e la tenuta delle monoposto stesse.

George Russell

George Russell (Ansa)

Un problema presente su tutte le monoposto, denunciato a più riprese dai piloti che hanno evidenziato le grandi difficoltà nel guidarle. L’effetto è accentuato soprattutto sulle Mercedes, con Lewis Hamilton alle prese con enormi difficoltà alla guida della W13, tanto da mettere in dubbio la sua partecipazione al Gran Premio del Canada dopo lo sforzo patito dalla schiena a Baku, in Azerbaigian.

George Russell risponde a Horner: «Il porpoising colpisce anche i piloti della Red Bull»

Non va certo meglio a George Russell che, ai microfoni di Sky Sports, ha voluto rispondere per le rime a Christian Horner, team principal della Red Bull. Il manager della scuderia anglo-austriaca aveva sollevato dubbi pubblici sui lamenti di Hamilton riguardo al porpoising, lasciando intendere che la Mercedes stesse amplificando il problema per ottenere un vantaggio regolamentare.

La replica di Russell è stata netta e documentata: «Non ci lamentiamo del porpoising allo scopo di conquistare un vantaggio. Dell’effetto delfino si lamentano anche i piloti di Ferrari e Red Bull», ha dichiarato il pilota della Mercedes, sottolineando come in questa situazione sia davvero difficile guidare per chiunque.

Un passaggio chiave della risposta di George Russell a Horner riguarda proprio i piloti della Red Bull: secondo il britannico, anche i driver di Milton Keynes soffrono il problema, il che smonta la tesi di chi vorrebbe ridurre la questione a un caso isolato della Mercedes. Il porpoising, in altre parole, succede anche ai piloti della Red Bull, anche se in misura diversa rispetto alla W13.

L’auspicio di Russell: serve un cambiamento urgente

George Russell

George Russell (Ansa)

Il pilota ha poi rincarato la dose, descrivendo l’evoluzione del fenomeno nel corso della stagione: «Ci troviamo tutti sulla stessa barca. Il porpoising è anche cambiato: da lento e ondeggiante fino a Barcellona, ora sembra che le monoposto sbattano in modo più violento. Per nessuno è facile guidare così».

Senza giri di parole, Russell ha auspicato un cambiamento regolamentare rapido: «Non ci sono dubbi, dovrà cambiare qualcosa per forza. Sono sicuro che un escamotage sarà trovato dagli ingegneri di F1, ma al momento si deve convivere con questo problema».

Russell: prestazioni solide nonostante la W13 problematica

Nonostante la W13 sia la monoposto che più manifesta il problema del porpoising, George Russell sta disputando un campionato di alto livello alla sua prima stagione in Mercedes: unico pilota a essere sempre arrivato tra i primi cinque in ogni Gran Premio disputato, è costantemente davanti al compagno di box Hamilton ed è quarto nella classifica iridata con 99 punti, 51 in meno di Verstappen. All’attivo conta anche tre podi, di cui l’ultimo conquistato proprio a Baku, in Azerbaigian, alle spalle delle Red Bull e davanti a Hamilton.

FAQ: George Russell, Horner e il porpoising in Formula 1

Cosa ha detto George Russell in risposta a Horner?

Russell ha dichiarato che i lamenti sul porpoising non sono una strategia per ottenere vantaggi regolamentari, precisando che l’effetto delfino colpisce anche i piloti di Ferrari e Red Bull, non solo quelli della Mercedes.

Il porpoising colpisce anche i piloti della Red Bull?

Sì, secondo Russell il problema riguarda tutte le scuderie, sebbene in misura diversa. Anche i piloti della Red Bull soffrono il porpoising, anche se la loro monoposto risulta meno affetta rispetto alla W13 di Mercedes.

Perché Horner aveva criticato le lamentele di Hamilton?

Il team principal della Red Bull aveva lasciato intendere che la Mercedes stesse enfatizzando il problema del porpoising per spingere la FIA a introdurre modifiche tecniche vantaggiose per la scuderia di Brackley.

Cosa chiede Russell alla Formula 1 sul porpoising?

Il pilota britannico auspica un intervento urgente da parte degli ingegneri e degli organi regolamentari della F1 per trovare una soluzione strutturale al problema, che considera pericoloso per la salute dei piloti.

Roberto Torcolacci
Roberto Torcolacci

Roberto Torcolacci, romano classe 1979, vive nel cuore della Capitale. Dopo gli studi in Giurisprudenza presso l’Università di Roma Tor Vergata, ha intrapreso fin da giovanissimo un percorso imprenditoriale che lo ha portato a confrontarsi con diversi settori, sviluppando una forte esperienza nel mondo della comunicazione, della pubblicità e del marketing. Da sempre appassionato di media e informazione, considera la comunicazione uno strumento fondamentale per creare connessioni e raggiungere un pubblico sempre più ampio. Negli anni ha coltivato numerosi interessi legati allo sport, ai motori e al motorsport professionistico, con esperienze anche nel mondo del cinema e della produzione. Dal 2020 ha riscoperto e approfondito la passione per la scrittura, trasformandola in una parte centrale della propria attività editoriale. Oggi si occupa principalmente di temi legati al territorio, alla mobilità, alla politica locale, agli eventi, allo sport e al mondo dei motori, con particolare attenzione a Roma e al Lazio. Sposato e padre di due figli adolescenti, ama raccontare la contemporaneità con uno sguardo diretto, curioso e concreto, cercando sempre di unire informazione, passione e attenzione ai dettagli. Anche se, come gli ricordano spesso i figli, con qualche inevitabile sfumatura da “boomer”.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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