Moto GP

Marquez, il retroscena di Agostini: “Un giorno gliel’ho detto”

Il retroscena di Agostini su Marquez: "Un giorno gliel'ho detto — a cadere come fai tu, ai miei tempi saresti morto cinque volte." Le parole del recordman del Motomondiale e il suo giudizio sulla MotoGP moderna.

Marc Marquez
Marc Marquez (Ansa Foto)

Il retroscena svelato da Agostini su Marquez è uno di quelli che restano impressi: il recordman di titoli nel Motomondiale ha rivelato cosa disse un giorno al campione spagnolo, tracciando un paragone netto tra epoche diverse del motorsport. Un aneddoto che illumina tanto il carattere di Marc quanto l’evoluzione della sicurezza in pista.

Sono anni difficili per Marc Marquez, costretto a un nuovo stop per dei problemi all’omero destro fratturato nel 2020. Tre interventi furono eseguiti quell’anno e adesso ne è servito un quarto.

Marc Marquez

Marc Marquez (Ansa Foto)

Non sono certi i tempi di recupero per il pilota spagnolo, che comunque non può permettersi forzature e rischi. Già in passato non era stata una buona scelta quella di affrettare le tempistiche. È consapevole di dover rispettare le direttive dei dottori, senza cercare scorciatoie.

Con la corsa al titolo MotoGP compromessa da quell’infortunio, il rider del team Repsol Honda si è ritrovato a dover riprogrammare completamente la propria carriera. L’operazione dovrebbe consentirgli di tornare a guidare al 100%, senza i limiti dei mesi precedenti. Chiaramente vuole dare il suo contributo allo sviluppo della nuova RC213V e per questo ci tiene a rientrare non troppo in là.

Il retroscena di Agostini su Marquez: “Un giorno gliel’ho detto”

Giacomo Agostini

Giacomo Agostini (Ansa Foto)

È Giacomo Agostini a svelare il retroscena più significativo, in un’intervista concessa al Corriere dello Sport. Il leggendario campione bergamasco — recordman di titoli nel Motomondiale con quindici corone iridate conquistate — ha rivelato cosa disse un giorno direttamente a Marquez, senza mezzi termini:

“Mi dispiace che ora sia fermo, purtroppo è caduto tante volte. Un giorno gli ho detto: a cadere come fai tu, ai miei tempi saresti morto cinque volte. Ma lui è così, dà sempre il 100% e spero che tornerà come prima. È il pilota che ti fa alzare dalla sedia.”

Un retroscena che la dice lunga su due aspetti fondamentali: il coraggio — al limite dell’incoscienza — con cui Marquez affronta ogni gara, e la distanza siderale tra la sicurezza delle piste moderne e quella delle epoche in cui Agostini dominava il Motomondiale. Ago non lo dice per sminuire Marc, anzi: è un riconoscimento implicito del fatto che lo stile di guida dello spagnolo sarebbe stato semplicemente incompatibile con le condizioni di sicurezza di quarant’anni fa.

Perché le parole di Agostini a Marquez pesano così tanto

Quando Agostini correva, le cadute avevano conseguenze ben diverse da quelle odierne. Circuiti privi di vie di fuga adeguate, tute e caschi con protezioni minime rispetto agli standard attuali, barriere inesistenti: in quel contesto, lo stile aggressivo e al limite di Marquez — con le sue sbandate spettacolari e i salvataggi impossibili — avrebbe avuto un costo altissimo. Il fatto che Ago abbia scelto di dirglielo direttamente, guardandolo negli occhi, trasforma quella frase in qualcosa di più di un semplice commento: è un giudizio tecnico da parte del più titolato pilota della storia del Motomondiale.

Marquez, dal canto suo, non ha mai nascosto di spingere sempre al massimo, accettando rischi che altri piloti rifiuterebbero. Quella filosofia gli ha regalato otto titoli mondiali, ma anche una serie di infortuni gravi che ne hanno condizionato la carriera recente.

Agostini e la MotoGP di oggi: “Toglierei potenza ed elettronica”

Nel corso della stessa intervista al Corriere dello Sport, Agostini ha spiegato anche cosa non gli piace della MotoGP contemporanea, con una franchezza che ha fatto discutere:

“Con questa tecnologia basta un piccolo problema e un pilota passa dal successo in una gara al nono posto in quella seguente. Tanti vincitori differenti piacciono, ma noi vogliamo vedere il protagonista che fa cose che ad altri non riescono. Chi vince tanto attira il pubblico e lo fa innamorare. Al motociclismo serve il grande personaggio. Toglierei un po’ di potenza e di elettronica.”

Il leggendario Ago ha espresso concetti che già altri addetti ai lavori hanno evidenziato negli ultimi anni. La MotoGP è diventata troppo tecnologica e i prototipi hanno tanta potenza, forse troppa. La conseguenza è una griglia sempre più livellata, dove il talento individuale conta meno di quanto dovrebbe — e dove un campione come Marquez, capace di fare la differenza con il puro gesto atletico, rischia di essere penalizzato da variabili che esulano dal suo controllo.

Il punto di Agostini è chiaro: il grande pubblico si innamora dei campioni, non delle statistiche. E per far emergere i campioni, la tecnica non può sopraffare completamente il talento.

FAQ: Agostini, Marquez e il retroscena che ha sorpreso tutti

Cosa ha detto esattamente Agostini a Marquez?

Giacomo Agostini ha rivelato di aver detto personalmente a Marc Marquez: “A cadere come fai tu, ai miei tempi saresti morto cinque volte.” Una frase diretta, che Ago ha pronunciato per sottolineare quanto lo stile di guida estremo dello spagnolo sarebbe stato incompatibile con le condizioni di sicurezza delle piste del passato.

Perché Agostini ha fatto questo paragone con i suoi tempi?

Agostini correva in un’epoca in cui le piste offrivano protezioni minime: niente vie di fuga adeguate, barriere rudimentali, equipaggiamenti di sicurezza lontani dagli standard odierni. Il suo paragone vuole evidenziare sia i progressi enormi compiuti dalla sicurezza nel motorsport, sia il coraggio — e i rischi — che caratterizzano l’approccio di Marquez alla guida.

Qual è la posizione di Agostini sulla MotoGP moderna?

Agostini ritiene che la MotoGP contemporanea sia eccessivamente dominata dalla tecnologia. Secondo lui, troppa potenza ed elettronica livellano le prestazioni, rendendo difficile l’emergere di un grande campione capace di dominare il campionato e appassionare il pubblico nel tempo.

Quanti titoli mondiali ha vinto Giacomo Agostini?

Giacomo Agostini ha conquistato 15 titoli mondiali nel Motomondiale, un record tuttora imbattuto che lo rende il pilota più titolato nella storia delle corse su due ruote.

Roberto Torcolacci
Roberto Torcolacci

Roberto Torcolacci, romano classe 1979, vive nel cuore della Capitale. Dopo gli studi in Giurisprudenza presso l’Università di Roma Tor Vergata, ha intrapreso fin da giovanissimo un percorso imprenditoriale che lo ha portato a confrontarsi con diversi settori, sviluppando una forte esperienza nel mondo della comunicazione, della pubblicità e del marketing. Da sempre appassionato di media e informazione, considera la comunicazione uno strumento fondamentale per creare connessioni e raggiungere un pubblico sempre più ampio. Negli anni ha coltivato numerosi interessi legati allo sport, ai motori e al motorsport professionistico, con esperienze anche nel mondo del cinema e della produzione. Dal 2020 ha riscoperto e approfondito la passione per la scrittura, trasformandola in una parte centrale della propria attività editoriale. Oggi si occupa principalmente di temi legati al territorio, alla mobilità, alla politica locale, agli eventi, allo sport e al mondo dei motori, con particolare attenzione a Roma e al Lazio. Sposato e padre di due figli adolescenti, ama raccontare la contemporaneità con uno sguardo diretto, curioso e concreto, cercando sempre di unire informazione, passione e attenzione ai dettagli. Anche se, come gli ricordano spesso i figli, con qualche inevitabile sfumatura da “boomer”.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

Change privacy settings
×