Formula 1

Verstappen non accetta la decisione: il motivo è ben preciso

Verstappen non accetta la decisione della FIA sul porpoising: il campione di Formula 1 spiega il motivo preciso del suo dissenso e lancia una frecciata alla Mercedes.

Max Verstappen
Max Verstappen (Ansa Foto)

Verstappen non accetta la decisione della FIA sul porpoising: il campione di Formula 1 ha spiegato con parole nette il motivo del suo dissenso, prendendo di mira anche la Mercedes.

Il tema del porpoising — il fastidioso saltellamento delle monoposto a effetto suolo — ha acceso un dibattito rovente nel paddock della Formula 1. Al centro della polemica c’è Max Verstappen, quattro volte campione del mondo con la Red Bull, che ha apertamente rifiutato di accettare la direttiva tecnica emanata dalla FIA per limitare il fenomeno. Il motivo è ben preciso: per il pilota olandese, cambiare le regole a stagione in corso per accontentare chi non ha saputo progettare bene la propria vettura è semplicemente inaccettabile.

Max Verstappen

Max Verstappen (Ansa Foto)

Il contesto: cosa ha deciso la FIA sul porpoising

Il problema del porpoising ha raggiunto livelli critici in occasione del Gran Premio dell’Azerbaigian, dove il saltellamento violento delle monoposto ha causato evidenti difficoltà fisiche ai piloti. Il caso più emblematico è stato quello di Lewis Hamilton, che a fine gara ha faticato visibilmente a uscire dalla sua Mercedes a causa dei dolori alla schiena.

Di fronte alle pressioni di diversi team, la FIA ha risposto con una direttiva tecnica articolata su più livelli:

  • Ispezioni più stringenti del fondo e dei pattini delle monoposto;
  • Definizione di una metrica condivisa per stabilire il limite accettabile di oscillazioni verticali;
  • Un tavolo tecnico con i progettisti delle scuderie per trovare una formula matematica concordata.

L’obiettivo dichiarato della Federazione è tutelare la salute dei piloti. Ma non tutti hanno accolto la misura con favore.

Verstappen non accetta la decisione: il motivo è ben preciso

Verstappen ha espresso il suo dissenso in modo diretto e senza mezzi termini, spiegando con chiarezza il motivo per cui non accetta la decisione della FIA. Parlando con Racer, il campione olandese ha dichiarato: «È deludente cambiare a metà stagione. Non dovrebbe essere possibile che qualcuno si lamenti e che poi cambino all’improvviso le regole. Ci sono squadre che hanno fatto un grande lavoro per limitare il porpoising, quindi è possibile evitarlo».

Il ragionamento di Verstappen è lineare: la Red Bull e altri team hanno investito risorse ingegneristiche significative per risolvere il problema internamente, senza chiedere l’intervento del regolatore. Modificare le norme a campionato in corso — di fatto premiando chi non ha trovato una soluzione tecnica autonoma — rappresenta, secondo lui, un precedente pericoloso.

Max Verstappen

Max Verstappen © LaPresse

La frecciata alla Mercedes: «È un po’ vergognoso»

Verstappen non cita esplicitamente la Mercedes, ma il riferimento è inequivocabile: è il team di Brackley quello che ha sofferto di più il porpoising e che ha spinto con maggiore forza per un intervento della FIA. Il campione olandese ha aggiunto: «Se aumenti l’altezza dell’auto, non avrai problemi, ma perdi prestazione. Se non hai progettato bene la macchina, è colpa tua, non del regolamento. Per me è un po’ vergognoso».

Una posizione netta, che riflette la filosofia tecnica della Red Bull: affrontare le sfide regolamentari con soluzioni progettuali, non con pressioni politiche sulla Federazione. La Mercedes, dal canto suo, ha difeso la propria richiesta di intervento sottolineando le implicazioni per la sicurezza dei piloti — un argomento che la FIA ha evidentemente ritenuto prioritario.

Red Bull vs Mercedes: una rivalità che va oltre la pista

Lo scontro sul porpoising si inserisce in una rivalità più ampia tra i due team dominanti dell’era ibrida della Formula 1. La Red Bull, forte di una vettura tecnicamente superiore in questa fase della stagione, vede nella direttiva FIA un tentativo — indiretto — di ridurre il divario competitivo. La Mercedes, invece, punta a recuperare terreno su tutti i fronti, compreso quello regolamentare.

Per Verstappen, leader del Mondiale piloti e con la Red Bull in testa anche nella classifica costruttori, il messaggio è chiaro: le regole vanno rispettate così come sono state scritte, e chi non riesce ad adattarsi deve trovare soluzioni tecniche, non scorciatoie normative.

Cosa cambia concretamente con la direttiva FIA

Al di là delle polemiche, la direttiva tecnica della FIA ha implicazioni pratiche rilevanti per tutti i team. Le ispezioni più stringenti sul fondo delle vetture potrebbero costringere alcune scuderie ad alzare l’altezza da terra delle proprie monoposto, con una conseguente perdita di carico aerodinamico e, quindi, di prestazione pura. In sostanza, chi ha ottimizzato maggiormente l’effetto suolo — come la Red Bull — potrebbe subire un impatto proporzionalmente maggiore.

La definizione di una metrica condivisa per le oscillazioni verticali rappresenta invece un passo verso una maggiore standardizzazione, che potrebbe ridurre i margini di interpretazione tecnica che oggi differenziano i top team dai concorrenti.


FAQ: Verstappen e la decisione della FIA sul porpoising

Perché Verstappen non accetta la decisione della FIA?

Verstappen ritiene che cambiare le regole a metà stagione sia ingiusto nei confronti dei team — come la Red Bull — che hanno lavorato duramente per risolvere il problema del porpoising in modo autonomo. Per lui, chi non ha progettato bene la propria vettura non dovrebbe poter ottenere modifiche regolamentari a proprio vantaggio.

Cosa ha deciso la FIA sul porpoising?

La FIA ha emesso una direttiva tecnica che prevede controlli più severi sul fondo e sui pattini delle monoposto, la definizione di un limite accettabile di oscillazioni verticali e un confronto tecnico con i progettisti dei team per concordare una formula matematica condivisa.

Verstappen ha citato la Mercedes direttamente?

No, Verstappen non ha fatto il nome della Mercedes esplicitamente. Tuttavia, il riferimento al team che si è lamentato e ha spinto per il cambiamento delle regole è ampiamente interpretato come una frecciata diretta al team anglo-tedesco, il più colpito dal porpoising in questa fase della stagione.

La direttiva FIA penalizzerà la Red Bull?

Potenzialmente sì. I team che hanno ottimizzato maggiormente l’effetto suolo potrebbero essere costretti ad alzare l’altezza da terra delle proprie vetture per rispettare i nuovi limiti, con una conseguente perdita di prestazione. È uno dei motivi principali per cui Verstappen si oppone alla misura.

Roberto Torcolacci
Roberto Torcolacci

Roberto Torcolacci, romano classe 1979, vive nel cuore della Capitale. Dopo gli studi in Giurisprudenza presso l’Università di Roma Tor Vergata, ha intrapreso fin da giovanissimo un percorso imprenditoriale che lo ha portato a confrontarsi con diversi settori, sviluppando una forte esperienza nel mondo della comunicazione, della pubblicità e del marketing. Da sempre appassionato di media e informazione, considera la comunicazione uno strumento fondamentale per creare connessioni e raggiungere un pubblico sempre più ampio. Negli anni ha coltivato numerosi interessi legati allo sport, ai motori e al motorsport professionistico, con esperienze anche nel mondo del cinema e della produzione. Dal 2020 ha riscoperto e approfondito la passione per la scrittura, trasformandola in una parte centrale della propria attività editoriale. Oggi si occupa principalmente di temi legati al territorio, alla mobilità, alla politica locale, agli eventi, allo sport e al mondo dei motori, con particolare attenzione a Roma e al Lazio. Sposato e padre di due figli adolescenti, ama raccontare la contemporaneità con uno sguardo diretto, curioso e concreto, cercando sempre di unire informazione, passione e attenzione ai dettagli. Anche se, come gli ricordano spesso i figli, con qualche inevitabile sfumatura da “boomer”.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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