Red Bull, Horner all’attacco della FIA: c’entra la Mercedes, il motivo

Horner è parecchio arrabbiato con la FIA per un recente provvedimento preso: ritiene che sia un favore alla Mercedes, che si era lamentata.

Anche se sta prendendo il largo nella classifica piloti e in quella costruttori, la Red Bull è molto vigile sulle mosse della concorrenza. Non si adagia sugli allori, ci tiene a non vedere il suo status messo in discussione.

Christian Horner
Christian Horner (©Ansa Foto)

Di recente a dare fastidio alla scuderia di Milton Keynes sono state le lamentele della Mercedes per quanto riguarda il porpoising. Da tutto il 2022 stiamo vedendo macchine di Formula 1 che fanno dei sobbalzi in rettilineo e le Frecce d’Argento, ma non solo, hanno chiesto un intervento alla FIA.

La Federazione ha emanato una direttiva sullo spinoso tema e in casa Red Bull ritengono che non sia giusto intervenire a stagione in corso per cambiare le regole. La monoposto di Max Verstappen e Sergio Perez è quella che soffre meno i rimbalzi, dunque significa che il team ha lavorato meglio.

Tocca agli altri intervenire in maniera più efficace sulle proprie vetture per limitare il porpoising. Una soluzione è quella di alzarle, ma in tal modo si va a perdere velocità sul giro. Si tratta di un argomento delicato e le discussioni stanno andando avanti dopo il GP del Canada.

Red Bull F1, Horner contro FIA e Mercedes

Christian Horner
Christian Horner (©Ansa Foto)

Christian Horner non ha nascosto il proprio dissenso per l’intervento fatto dalla FIA, che a suo avviso ha favorito la Mercedes: “La direttiva è palesemente orientata a risolvere i problemi di un team – riporta The-Race.com – e ciò che è stato particolarmente deludente è stata la questione del secondo tirante, perché andrebbe discusso in un forum tecnico. Ciò ha favorito una squadra, che è stata l’unica a presentarsi a Montreal con questo tirante, in anticipo rispetto alla direttiva tecnica”.

Il team principal della Red Bull non utilizza mezze misure nelle sue dichiarazioni, va dritto all’attacco. E non crede che quanto deciso dalla Federazione sia dovuto a ragioni di sicurezza: “Se una macchina è pericolosa – afferma Horner – non dovrebbe essere schierata. È una decisione che spetta alla scuderia. E se la FIA ritiene pericolosa una vettura, esiste la possibilità di esibire la bandiera nera”.

Il dirigente sportivo britannico è rimasto particolarmente sorpreso dal fatto che la Mercedes già nelle prove libere di Montreal, il giorno dopo l’emanazione della direttiva della FIA, avesse già pronto il secondo tirante. Un tempismo che ha destato sospetti in Horner e non solo.