Decimo appuntamento del mondiale di F1 con il GP di Silverstone: analizziamo nel dettaglio le possibili strategie dei Team, dai pit stop alla scelta delle mescole, per capire chi può davvero puntare alla vittoria sul circuito inglese.
Le Qualifiche del Gran Premio di Silverstone hanno regalato la prima pole della carriera per Carlos Sainz. Ancora una volta la Ferrari partirà dalla prima posizione in griglia, quindi, seppur trattasi della numero 55 e non di Leclerc, terzo dietro anche a Max Verstappen.
Pit stop Ferrari (Ansa)
La caccia alla pole si è consumata su pista bagnata, con i piloti che hanno utilizzato le mescole intermedie. Grande incertezza, invece, per quanto riguarda la gara. In caso di pista asciutta, si lavora nei box alla migliore strategia possibile per quanto riguarda la scelta degli pneumatici, tra soft, media e dura, le tre a disposizione in gara per ogni Team. Capire le possibili strategie dei Team al GP di Silverstone — pit stop inclusi — è fondamentale per prevedere come si svilupperà la corsa giro dopo giro.
F1 GP Silverstone: la strategia ottimale secondo Pirelli
Già, ma qual è la miglior strategia possibile? Gli analisti della Pirelli valutano in due soste la miglior scelta possibile sul circuito inglese. Un avvio con la mescola media, da cambiare tra il 14° ed il 22° giro per poi passare alla hard e chiudere nuovamente con la gialla da montare tra la 32ª e la 39ª tornata. Questa sequenza Media–Hard–Media rappresenta, secondo i dati Pirelli, la combinazione più rapida in termini di tempo sul giro complessivo, a patto che le temperature dell’asfalto rimangano nella finestra ideale di esercizio delle mescole.
Il vantaggio di questa soluzione risiede nella capacità di mantenere il degrado sotto controllo nelle fasi centrali della gara, quando il traffico in pista e le battaglie ruota a ruota tendono ad accelerare l’usura. I Team che dispongono di un pit lane crew rapido — con tempi di sosta inferiori ai 2,5 secondi — possono sfruttare al massimo questa finestra senza perdere posizioni nel traffico.
F1 GP Silverstone: le altre possibili strategie dei Team
Pit stop Mercedes (Ansa)
Strategia a una sosta: Media–Hard
Meno performante della precedente, ma altrettanto valida, è anche la strategia che propone una sola sosta; in questo caso partenza con la gomma media, da allungare e tenere in vita fino al 21° giro, con una finestra che può durare fino alla 27ª tornata, per poi montare la gomma dura, quella più resistente, e arrivare fino a fine gara. Una strategia, questa, che prevede anche la gestione degli pneumatici da parte del pilota per non consumarli rapidamente. Chi sceglie il pit stop unico punta tutto sulla posizione in pista: perdere meno tempo in corsia box può compensare la minore velocità teorica della mescola hard nelle ultime tornate.
Strategia a due soste: Media–Hard–Soft
Due soste, invece, per quella che è considerata la strategia meno veloce delle tre prese in esame; avvio con la gomma media, da cambiare tra il 16° ed il 23° giro. Il passaggio, poi, alla mescola più dura da sostituire, nel secondo pit, in una possibile finestra tra il 35° ed il 41° giro per poi chiudere con la gomma morbida, utilizzando, di fatto, tutte le mescole a disposizione per questo Gran Premio. Questa sequenza Media–Hard–Soft è quella che consente il finale di gara più aggressivo, con la soft che garantisce il massimo grip negli ultimi giri: una scelta tattica interessante per chi parte indietro e deve recuperare posizioni. Ovviamente, in caso di pioggia, non è necessario smarcare il tipo di mescola differente.
Fattori chiave che possono stravolgere le strategie a Silverstone
Al di là dei modelli teorici elaborati da Pirelli, a Silverstone entrano in gioco almeno tre variabili capaci di ribaltare qualsiasi piano strategico:
- Meteo: il clima britannico è notoriamente imprevedibile. Un improvviso acquazzone può rendere obbligatorio il passaggio alle intermedie o alle full wet, azzerando i calcoli sulle mescole slick e costringendo i muretto a improvvisare in tempo reale.
- Safety Car e Virtual Safety Car: un’uscita di pista o un incidente possono comprimere i distacchi e offrire l’opportunità di effettuare un pit stop gratuito, trasformando una strategia a due soste in una a tre o viceversa.
- Degrado delle gomme: Silverstone è un circuito ad alto carico aerodinamico con curve veloci come Copse e Maggotts che stressano in modo particolare il treno anteriore. Un degrado superiore alle attese può anticipare la finestra di sosta di diversi giri, costringendo i Team a reagire prima del previsto.
Monitorare la radio di squadra e i dati di degrado in tempo reale durante la gara è il modo migliore per capire quale Team sta rispettando il piano e quale, invece, è costretto a improvvisare.
FAQ: F1 GP Silverstone, strategie e pit stop
- Quante soste sono previste al GP di Silverstone?
- Secondo le analisi Pirelli, la strategia ottimale prevede due soste. Tuttavia, è percorribile anche una strategia a una sosta (Media–Hard) o a due soste con sequenza Media–Hard–Soft.
- Quale mescola è la più usata a Silverstone?
- La mescola media è quella di partenza nella maggior parte degli scenari strategici, grazie al buon equilibrio tra grip iniziale e durata. La hard viene utilizzata per coprire i stint più lunghi.
- Quando avviene il pit stop ideale a Silverstone?
- Nella strategia a due soste ottimale, il primo pit stop cade tra il 14° e il 22° giro, il secondo tra il 32° e il 39°. Nella strategia a una sosta, la finestra si apre tra il 21° e il 27° giro.
- La pioggia cambia le strategie al GP di Silverstone?
- Sì, in modo radicale. In caso di pista bagnata i Team passano alle mescole intermedie o full wet e non sono obbligati a utilizzare mescole slick differenti, rendendo di fatto nulli i piani strategici elaborati per l’asciutto.
- Quale Team può trarre più vantaggio dalla strategia a una sosta?
- I Team che partono nelle prime posizioni e vogliono evitare il traffico in pit lane tendono a preferire la sosta unica, puntando sulla gestione degli pneumatici da parte del pilota per mantenere il vantaggio in pista.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.







