Formula 1

Binotto, un ex pilota Ferrari lo difende: “Non è tutta colpa sua”

Felipe Massa, ex pilota Ferrari, difende Mattia Binotto dalle critiche: "Non è tutta colpa sua". L'analisi degli errori strategici e dei problemi di affidabilità della Scuderia di Maranello.

Mattia Binotto
Mattia Binotto (Ansa Foto)

Un ex pilota della Ferrari ha preso le difese di Binotto, più volte criticato quando i risultati della squadra sono stati al di sotto delle aspettative. Felipe Massa, che con Binotto ha condiviso anni cruciali a Maranello, è netto: “Non è tutta colpa sua”.

Il dibattito attorno a Mattia Binotto e alle responsabilità nella gestione della Ferrari in Formula 1 continua ad animare appassionati, media e addetti ai lavori. Quando i risultati della Scuderia di Maranello non sono all’altezza delle aspettative, il nome del team principal finisce inevitabilmente nel mirino. Ma chi lo conosce davvero — chi ha lavorato fianco a fianco con lui in pista — racconta una storia diversa.

Mattia Binotto

Mattia Binotto (Ansa Foto)

Binotto nel mirino: errori strategici e problemi di affidabilità Ferrari

La Ferrari ha dimostrato di poter costruire una monoposto competitiva, capace di lottare per la vittoria. Eppure, a frenare il cammino del team sono stati una serie di problemi che hanno alimentato le critiche verso la dirigenza, e in particolare verso Mattia Binotto.

Sul fronte dell’affidabilità, i guasti hanno colpito duramente Charles Leclerc: a Baku e a Montmelò il pilota monegasco era in testa alla gara quando la F1-75 lo ha tradito, costringendolo al ritiro e alla perdita di punti pesantissimi. Anche Carlos Sainz ha subito KO tecnici in momenti chiave della stagione. Va detto che pure Max Verstappen ha collezionato ritiri per noie meccaniche, quindi i due principali contendenti si trovano in una certa parità sotto questo aspetto.

Più difficile da digerire, per tifosi e addetti ai lavori, sono stati gli errori nelle strategie di gara. L’episodio simbolo resta il Gran Premio d’Ungheria: montare le gomme dure a Leclerc in una situazione di gara in cui la stessa Pirelli aveva sconsigliato quella mescola ha compromesso il risultato del pilota e scatenato un’ondata di critiche verso il muretto Ferrari. Binotto, pur non essendo direttamente responsabile delle singole scelte degli strateghi durante la corsa, paga comunque il conto in quanto massimo responsabile del team.

Felipe Massa difende Binotto: “Non è tutta colpa sua”

È in questo contesto che arriva la presa di posizione di Felipe Massa, ex pilota Ferrari e voce autorevole quando si parla di Maranello. In un’intervista rilasciata a Sky Sports, il brasiliano ha difeso apertamente Binotto, pur senza risparmiargli qualche critica costruttiva.

Felipe Massa

Felipe Massa (Ansa Foto)

Le parole di Massa sono chiare: «È un ottimo ingegnere e una brava persona. Capisce molto bene gli aspetti tecnici. Se i risultati non sono buoni non ha tutte le colpe, ma è in parte responsabile». Un giudizio equilibrato, che riconosce le qualità dell’ingegnere italiano ma non lo assolve completamente.

Massa, che in Ferrari ha avuto modo di conoscere Binotto da vicino e di apprezzarne le competenze tecniche, ritiene che sia sbagliato e riduttivo indicarlo come unico responsabile dei risultati negativi. La gestione di una scuderia di Formula 1 è un lavoro collettivo: dagli strateghi agli ingegneri di pista, dalle decisioni in fabbrica a quelle prese in tempo reale sul muretto. Scaricare tutto su una sola persona significa non comprendere la complessità del sistema.

“Serve più calma nelle decisioni”: il consiglio di Massa alla Ferrari

Detto questo, l’ex pilota brasiliano non ha mancato di indicare dove la Ferrari debba migliorare. Il suo messaggio al team è diretto: «Serve più calma nel prendere le decisioni, capendo bene cosa stia succedendo. Gli errori strategici di inizio stagione vengono ancora commessi, va cambiata rotta velocemente, altrimenti potrebbe pagarne le conseguenze».

Un invito alla lucidità e alla coerenza decisionale, che suona come un monito valido non solo per il momento in cui è stato pronunciato, ma come riflessione strutturale sul modo in cui la Scuderia gestisce le situazioni di pressione in gara. Il processo decisionale sul muretto Ferrari, secondo Massa, deve diventare più solido e meno reattivo agli imprevisti.

La questione delle responsabilità all’interno della Ferrari — e il ruolo specifico di Binotto — resta un tema centrale nel dibattito sulla Scuderia di Maranello. Le parole di chi, come Massa, ha vissuto dall’interno quelle dinamiche offrono una prospettiva preziosa: la colpa, quando le cose vanno male, raramente è di una sola persona.

FAQ: Binotto e le critiche alla Ferrari

Perché Binotto è stato così criticato alla Ferrari?

Mattia Binotto, in qualità di team principal, è il massimo responsabile della Scuderia e viene quindi associato a ogni risultato negativo, dagli errori strategici in gara ai problemi di affidabilità della vettura. Anche quando le decisioni sbagliate vengono prese da altri membri dello staff, la responsabilità ricade formalmente su di lui.

Chi è Felipe Massa e perché la sua opinione su Binotto conta?

Felipe Massa è un ex pilota di Formula 1 che ha corso per la Ferrari per diversi anni, lavorando a stretto contatto con Binotto durante la sua carriera a Maranello. La sua testimonianza diretta lo rende una fonte particolarmente credibile quando si tratta di valutare le qualità e i limiti dell’ingegnere italiano.

Cosa ha detto esattamente Massa in difesa di Binotto?

Intervistato da Sky Sports, Massa ha definito Binotto «un ottimo ingegnere e una brava persona» con una profonda comprensione degli aspetti tecnici, sottolineando che, pur avendo una parte di responsabilità nei risultati negativi, non è corretto attribuirgli tutte le colpe. Ha anche chiesto al team maggiore calma e coerenza nelle decisioni strategiche.

Quali sono stati i principali errori strategici della Ferrari?

Tra gli episodi più discussi c’è la scelta di montare gomme dure a Leclerc nel Gran Premio d’Ungheria, una decisione che la stessa Pirelli aveva sconsigliato e che ha compromesso il risultato del pilota monegasco. In generale, il team ha pagato diversi errori di valutazione nelle soste ai box nel corso della stagione.

Roberto Torcolacci
Roberto Torcolacci

Roberto Torcolacci, romano classe 1979, vive nel cuore della Capitale. Dopo gli studi in Giurisprudenza presso l’Università di Roma Tor Vergata, ha intrapreso fin da giovanissimo un percorso imprenditoriale che lo ha portato a confrontarsi con diversi settori, sviluppando una forte esperienza nel mondo della comunicazione, della pubblicità e del marketing. Da sempre appassionato di media e informazione, considera la comunicazione uno strumento fondamentale per creare connessioni e raggiungere un pubblico sempre più ampio. Negli anni ha coltivato numerosi interessi legati allo sport, ai motori e al motorsport professionistico, con esperienze anche nel mondo del cinema e della produzione. Dal 2020 ha riscoperto e approfondito la passione per la scrittura, trasformandola in una parte centrale della propria attività editoriale. Oggi si occupa principalmente di temi legati al territorio, alla mobilità, alla politica locale, agli eventi, allo sport e al mondo dei motori, con particolare attenzione a Roma e al Lazio. Sposato e padre di due figli adolescenti, ama raccontare la contemporaneità con uno sguardo diretto, curioso e concreto, cercando sempre di unire informazione, passione e attenzione ai dettagli. Anche se, come gli ricordano spesso i figli, con qualche inevitabile sfumatura da “boomer”.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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