F1 GP Olanda, le possibili strategie dei Team: pit stop e non solo. Ecco tutto quello che c’è da sapere sulle scelte tattiche a Zandvoort, dalle mescole alle finestre di sosta.
Max Verstappen in pole e le Ferrari ad inseguire nel GP di Olanda, quello di casa per il pilota della Red Bull che sente sempre più vicino il suo mondiale. A Zandvoort, però, saranno fondamentali le strategie di gara, soprattutto quelle relative al cambio gomme: scelte che possono rivelarsi determinanti quanto — e spesso più — delle manovre in pista. Basta guardare i dati storici del circuito olandese per capire come un pit stop anticipato o ritardato di soli tre giri possa ribaltare l’ordine d’arrivo.
Un pit stop (Ansa)
F1 GP Olanda: perché la strategia pit stop è decisiva a Zandvoort
Il circuito di Zandvoort è noto per il suo asfalto abrasivo e per le curve ad alta percorrenza che mettono sotto stress le coperture in modo costante. Il risultato è un degrado degli pneumatici superiore alla media del calendario, che rende la strategia pit stop nel GP di Olanda un elemento chiave quanto la velocità pura. Gli analisti Pirelli stimano che una gestione ottimale delle mescole possa valere fino a 15-20 secondi sul totale della gara — un margine enorme in Formula 1.
La strategia favorita dagli esperti prevede due soste, ritenute necessarie proprio a causa del degrado accelerato degli pneumatici su questa pista. Vediamo nel dettaglio tutte le opzioni sul tavolo dei team.
Strategia 1: Soft-Media-Media (la più rapida)
Partenza con la mescola soft per un avvio bruciante e per sfruttare il grip massimo nei giri iniziali, quando il traffico è più intenso e ogni decimo conta. Il primo pit stop è atteso in una finestra che va dal 18° al 23° giro, con montaggio della mescola media (pneumatico giallo). Lo stint centrale si chiude con una seconda sosta tra il 43° e il 49° giro, dove si monta un secondo treno di medie per portare a casa la gara. È la strategia più aggressiva e, secondo le proiezioni, quella con il potenziale di tempo sul giro più elevato.
GP di Olanda, le altre opzioni sulla strategia
Un pit stop (Ansa)
Strategia 2: Soft-Media-Soft (due soste, finale aggressivo)
La seconda strategia valida per il Gran Premio di Olanda è sempre basata sulle due soste ma con un utilizzo differente delle varie mescole. Partenza sempre con la gomma più morbida del lotto — la rossa — da sostituire tra il 22° e il 28° giro, facendola quindi durare un po’ di più rispetto alla prima opzione per massimizzare il vantaggio in pista prima del pit stop.
Ai box montaggio della gomma media con cui effettuare tutto lo stint centrale del Gran Premio, fino al 46°-52° giro, quando si rientra per la seconda sosta. A quel punto, giri finali con un’altra gomma rossa: una scelta che punta a un finale di gara esplosivo, ideale per chi deve recuperare posizioni o difendersi da un attacco ravvicinato.
Strategia 3: Soft-Dura (una sola sosta, la più conservativa)
La strategia di gara più lenta prevede una sola sosta: al via con la morbida, poi tra il 20° e il 25° giro il passaggio alla mescola dura, da far durare fino al termine del Gran Premio. Il rischio è concreto: il degrado della dura nelle fasi finali potrebbe costare diversi decimi a giro, rendendo questa opzione percorribile solo in caso di Safety Car o di condizioni di pista particolari. Difficilmente sarà la scelta dei team di vertice, ma potrebbe essere una carta da giocare per chi parte nelle retrovie e punta a una strategia alternativa.
Le mescole a disposizione dei piloti top: chi parte avvantaggiato
Non tutti i piloti hanno lo stesso arsenale di gomme, e questo influenza direttamente le possibili strategie nel GP di Olanda. Verstappen ha a disposizione un set di morbide nuove e due treni di medie, un vantaggio non trascurabile rispetto ai rivali diretti. Leclerc e Sainz, invece, non dispongono di gomme soft nuove — proprio come Hamilton — ma solo di set usati, mentre hanno due treni di medie non ancora utilizzati. Questo significa che le Ferrari e la Mercedes potrebbero essere costrette a partire con soft già rodate, pagando un piccolo dazio nelle fasi iniziali della gara o optando per una gestione più conservativa del primo stint.
In sintesi, la disponibilità di gomme fresche potrebbe rivelarsi un fattore discriminante tanto quanto la velocità pura: un elemento che i muretto dei team terranno ben presente al momento di definire la strategia definitiva prima del via.
FAQ: F1 GP Olanda, strategie pit stop — le domande più frequenti
Quanti pit stop sono previsti nel GP di Olanda a Zandvoort?
La strategia favorita dagli analisti prevede due pit stop, resi necessari dall’elevato degrado degli pneumatici tipico del circuito di Zandvoort. Una sola sosta è tecnicamente possibile ma considerata rischiosa per i team di vertice.
Quale mescola si usa per partire nel GP di Olanda?
La quasi totalità dei piloti in griglia dovrebbe partire con la mescola soft (gomma rossa), la più morbida disponibile, per massimizzare il grip nelle fasi iniziali della gara quando il traffico è più intenso.
Quando avviene il primo pit stop nel GP di Olanda?
Nella strategia principale, il primo pit stop è atteso tra il 18° e il 23° giro. Nella variante più conservativa, la finestra si sposta tra il 22° e il 28° giro per allungare lo stint sulla soft.
La Safety Car può cambiare le strategie nel GP di Olanda?
Assolutamente sì. Un’uscita della Safety Car può stravolgere i piani di tutti i team, rendendo conveniente anticipare o posticipare un pit stop. In questo scenario, anche la strategia a una sola sosta potrebbe diventare competitiva per chi si trova nella posizione giusta al momento giusto.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.







