Vespa Piaggio, un modello molto particolare: non era come tutti gli altri

Una Vespa unica e davvero particolare, quella proposta per la prima volta da Piaggio sul finire degli anni Quaranta.

Una storia che sembra destinata a non finire quella della mitica Vespa che, a oltre 75 anni di distanza dal suo primo debutto sul mercato, continua a registrare un grandissimo successo in termini di vendita.

Vespa Piaggio
Vespa Piaggio (Ansa Foto)

D’altronde, il suo design e le sue doti di scooter pratico e agile nel traffico cittadino sono le caratteristiche che da sempre caratterizzano la Vespa, nonché quelle più apprezzate dai clienti nonostante tutti i modelli e le edizioni speciali che si sono susseguite nella sua storia. Ma tra le varie proposte della Piaggio figura una Vespa che non è assolutamente come tutte le altre.

Vespa Piaggio, un modello molto particolare

Stiamo parlando della Vespa Sidecar, che ha debuttato sul mercato sull’onda del successo dei sidecar saliti alla ribalta sia durante che nel post Seconda guerra mondiale. In particolare, il primo modello fece il suo esordio davanti alla stampa nel dicembre 1948 ed era basato su una tradizionale Vespa 150 con motore da 145,55 cc. Ma ciò che lo contraddistingueva maggiormente era per l’appunto la presenza del “carrozzino“, progettato dallo stesso “padre” dell’iconico scooter Corradino d’Ascanio.

Il sidecar era caratterizzato da linee tondeggianti ed essenziali, ma in completa armonia con la stessa Vespa. Lo stesso Ingegnere diede al tutto un suo personale tocco di creatività, dotando il carrozzino di un sistema di fissaggio a braccio unico: un’assoluta novità nel settore mai impiegata da nessun’altra azienda.

Il suo particolare design era poi abbinato ad una sapiente tecnica, rappresentata al meglio da alcune soluzioni che d’Ascanio adottò sul modello. Tra queste figuravano due molle coniche sulle quali fu posizionato un cuscino che garantiva il comfort del passeggero, schienale ribaltabile con il vano posteriore del carrozzino che diventava un bagagliaio e un fanalino sul parafango per la visibilità notturna. Inoltre, per le Vespe destinate a diventare sidecar, il reparto sperimentale studiò anche un cambio specifico per la migliore resa possibile del motore anche con tre passeggeri.

Nei primi due anni di esistenza, la Vespa Sidecar fu prodotta in circa 600 esemplari, mentre nel 1950 debuttò anche una seconda edizione, abbinato alla Vespa 150 V2L.