Formula 1

Max Verstappen li rivuole: “Era tutta un’altra cosa”

Max Verstappen li rivuole: "Era tutta un'altra cosa". Il campione olandese chiede il ritorno ai motori V10 o V12 e spiega perché i propulsori aspirati erano superiori dal punto di vista emotivo. Tutti i dettagli.

Max Verstappen
Max Verstappen (Ansa Foto)

Max Verstappen li rivuole: “Era tutta un’altra cosa”. Le parole del campione olandese sui motori aspirati fanno discutere il paddock e riaccendono un dibattito che la Formula 1 non riesce a chiudere.

Max Verstappen è uno dei piloti più vincenti della storia recente della Formula 1, un campione capace di dominare stagioni intere con la stessa lucidità con cui analizza il passato della categoria. Ed è proprio guardando indietro che il fuoriclasse olandese ha lanciato una dichiarazione destinata a fare rumore: vuole i motori aspirati, quelli con 10 o 12 cilindri, e non usa mezze parole per spiegarlo. “Era tutta un’altra cosa“, ha detto senza esitazione. Un giudizio netto, che fotografa una nostalgia condivisa da milioni di appassionati e che mette sotto pressione le scelte tecniche della FIA.

Max Verstappen

Max Verstappen (Ansa Foto)

Verstappen e la nostalgia dei motori aspirati: “Avevo la pelle d’oca”

Ai microfoni di Formula Passion, Verstappen ha aperto un capitolo che va ben oltre la semplice preferenza estetica. “Dal mio punto di vista mi piacerebbe tornare ai propulsori con 10 o 12 cilindri” ha ammesso il campione, riportando alla mente le emozioni vissute da giovane nel paddock. “Era un’altra cosa il suono di quelle monoposto. Non ho problemi con le vetture attuali ma avevo la pelle d’oca nel 2010 entrando nel paddock di F1 sentendo il suono delle monoposto in pista durante le prove“.

Un ricordo vivido, quasi fisico. Verstappen descrive un’esperienza sensoriale che i motori ibridi turbo attuali, per quanto tecnicamente superiori, semplicemente non riescono a replicare. “Era più bassa la velocità di quelle vetture rispetto a quella raggiunta oggi ed è incredibile la velocità in curva, ma è un’altra cosa la percezione che lasciava il propulsore di quelle vetture lì” ha aggiunto, toccando un punto che molti tecnici e appassionati conoscono bene.

La chiosa è forse la più rivelatrice di tutte: “Si riesce a parlare nel paddock oggi, pur se le monoposto sono in pista, e da un punto di vista emozionale è diverso“. Una critica implicita ma diretta alla direzione tecnica imboccata dalla FIA con l’introduzione dei power unit ibridi, una scelta che ha privilegiato l’efficienza energetica sull’esperienza emotiva dello spettacolo motoristico.

Perché la richiesta di Verstappen riaccende il dibattito sulla F1 di oggi

Le parole di Max Verstappen non sono una semplice boutade nostalgica: arrivano in un momento in cui la Formula 1 sta ridefinendo il proprio regolamento tecnico per i prossimi anni e il tema dei propulsori è al centro di discussioni accese tra costruttori, FIA e Liberty Media. Quando uno dei piloti più vincenti e influenti della griglia dice apertamente che vorrebbe tornare ai motori con 10 o 12 cilindri, il messaggio ha un peso specifico difficile da ignorare.

Il punto sollevato da Verstappen — il suono, la percezione emotiva, l’impatto fisico di un V10 o V12 a piena potenza — è lo stesso che da anni divide il pubblico della F1. Basta entrare in una concessionaria di auto sportive per capire quanto il sound di un motore influenzi la percezione del prodotto: in pista, questo effetto è moltiplicato per mille. I dati sugli ascolti e le presenze ai Gran Premi mostrano che il coinvolgimento del pubblico è cambiato dopo il passaggio ai motori ibridi turbo, e non sempre in positivo.

Max Verstappen

Max Verstappen (Ansa)

Il dominio in pista: Verstappen e la Red Bull inarrestabili

Mentre guarda al passato con nostalgia, Verstappen continua a scrivere la storia nel presente. Il campione olandese ha conquistato la vittoria a Monza — l’undicesima stagionale — partendo dalla settima posizione in griglia, confermando una capacità di rimonta che ha pochi eguali nella storia della Formula 1. Come già accaduto a Zandvoort e a Spa, Max ha messo in mostra le sue qualità e soprattutto lo strapotere della Red Bull nei confronti delle avversarie, pur vincendo alle spalle della safety car a Monza, con la gara di fatto neutralizzata a quattro giri dal termine.

Reduce da cinque vittorie consecutive, il campione olandese può eguagliare e superare il record di 13 successi in un singolo mondiale, detenuto da Michael Schumacher e Sebastian Vettel. In classifica piloti, guida con 335 punti e 126 lunghezze di vantaggio su Charles Leclerc, con il monegasco fermo a tre vittorie stagionali.

Nella classifica Costruttori, la Red Bull ha 545 punti e 12 vittorie all’attivo, con 139 punti di vantaggio sulla Ferrari seconda. Il titolo mondiale — sia piloti che costruttori — sembra ormai una formalità: la doppia gioia per il team di Milton Keynes potrebbe arrivare già nelle prossime gare.

FAQ — Max Verstappen e i motori aspirati: le domande più frequenti

Cosa ha detto esattamente Verstappen sui motori aspirati?

Intervistato da Formula Passion, Verstappen ha dichiarato di voler tornare ai propulsori con 10 o 12 cilindri, sottolineando che il suono di quelle monoposto era “tutta un’altra cosa” rispetto ai motori ibridi turbo attuali. Ha ricordato di aver avuto la pelle d’oca nel 2010 sentendo le F1 in pista durante le prove.

Perché Verstappen critica i motori attuali della Formula 1?

Il campione olandese non critica le prestazioni dei power unit ibridi — riconosce che le velocità in curva raggiunte oggi sono “incredibili” — ma sottolinea la perdita di impatto emotivo e sensoriale. Il fatto che si riesca a conversare normalmente nel paddock mentre le monoposto sono in pista è, per lui, un segnale eloquente.

È realistico un ritorno ai motori V10 o V12 in Formula 1?

Allo stato attuale, la FIA e i costruttori coinvolti nel progetto power unit per i prossimi anni stanno lavorando su architetture che mantengono la componente ibrida, con un focus crescente sulla sostenibilità dei carburanti. Un ritorno ai motori aspirati puri appare tecnicamente e politicamente molto difficile nel breve periodo, ma il dibattito — alimentato anche da voci autorevoli come quella di Verstappen — rimane aperto.

Quando potrebbe conquistare il titolo mondiale Verstappen?

Con 126 punti di vantaggio su Leclerc, il titolo potrebbe arrivare già nelle prossime gare stagionali, con Suzuka indicata come scenario più probabile per la matematica definitiva.

Roberto Torcolacci
Roberto Torcolacci

Roberto Torcolacci, romano classe 1979, vive nel cuore della Capitale. Dopo gli studi in Giurisprudenza presso l’Università di Roma Tor Vergata, ha intrapreso fin da giovanissimo un percorso imprenditoriale che lo ha portato a confrontarsi con diversi settori, sviluppando una forte esperienza nel mondo della comunicazione, della pubblicità e del marketing. Da sempre appassionato di media e informazione, considera la comunicazione uno strumento fondamentale per creare connessioni e raggiungere un pubblico sempre più ampio. Negli anni ha coltivato numerosi interessi legati allo sport, ai motori e al motorsport professionistico, con esperienze anche nel mondo del cinema e della produzione. Dal 2020 ha riscoperto e approfondito la passione per la scrittura, trasformandola in una parte centrale della propria attività editoriale. Oggi si occupa principalmente di temi legati al territorio, alla mobilità, alla politica locale, agli eventi, allo sport e al mondo dei motori, con particolare attenzione a Roma e al Lazio. Sposato e padre di due figli adolescenti, ama raccontare la contemporaneità con uno sguardo diretto, curioso e concreto, cercando sempre di unire informazione, passione e attenzione ai dettagli. Anche se, come gli ricordano spesso i figli, con qualche inevitabile sfumatura da “boomer”.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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