Hamilton, il problema è tornato: “Non possiamo farci nulla”

Non la miglior stagione per Lewis Hamilton inevitabilmente condizionato dai problemi della sua Mercedes, presentatisi anche a Singapore.

Dopo otto anni consecutivi di dominio, la Mercedes e Lewis Hamilton si ritrovano estromessi dalla lotta per il titolo con grande anticipo. La W13, infatti, si è rivelata una monoposto non all’altezza delle aspettative e fin da subito non è mai parsa in grado di poter lottare per la vittoria.

Lewis Hamilton
Lewis Hamilton (Foto: LaPresse)

Il nuovo regolamento ha di fatto stravolto le ambizioni del team di Brackley che non è riuscito a sviluppare una monoposto competitiva come Ferrari e Red Bull. Peraltro, la stessa vettura ha evidenziato grossi problemi di porpoising e bottoming, che ne hanno compromesso le prestazioni in pista.

Come se ciò non bastasse, queste stesse difficoltà si sono ripercosse sulla salute dei piloti e soprattutto di Hamilton, che a più riprese si è lamentato dolori alla schiena provocati proprio dai sobbalzi della macchina in rettilineo. Una questione, questa, che quindi si è ripresentata anche a Singapore, dove attualmente si trova la Formula 1 per la diciassettesima tappa del Mondiale.

F1 GP Singapore, Lewis Hamilton espone il problema

Lewis Hamilton Mercedes
La Mercedes di Hamilton (Foto: LaPresse)

Il weekend di gara si è aperto con la prima sessione di prove libere, dove Hamilton ha ottenuto il miglior tempo, chiudendo davanti a Verstappen e Leclerc. Nelle FP2, invece, non è andato oltre la quinta posizione.

Abbiamo iniziato bene, non è andata meglio nella seconda sessione, ma direi che è come in tutti gli altri weekend – l’analisi di Lewis riportata da FormulaPassion.it. La macchina rimbalza tantissimo, ma non mi sembra che questo weekend sia così difficile da gestire“. “Probabilmente siamo ancora a un secondo o giù di lì, ma dobbiamo continuare a lavorarci” ha poi aggiunto il sette volte iridato.

Perciò, c’è ancora lavoro da fare per migliorare, anche se sul problema saltellamento il team può farci poco. “Riguardo i sobbalzi, la situazione è quella che è, ma non possiamo farci nulla – ammette –. Con l’assetto che avevo non sono riuscito a fare un giro veloce come avrei voluto, ma cercheremo di risolvere“.

Un’altra questione a cui necessariamente devono fare i conti tutti i piloti è quello del caldo umido di Singapore, anche se, per Hamilton, il problema maggiore è rappresentato dagli stessi sobbalzi della vettura provocati non solo dal porpoising, ma altresì dal manto stradale della pista. “Mi sentivo sicuramente un po’ disidratato dopo la sessione – ha dichiarato –. Avevo molto caldo, ma il problema più grande non è stato l’aspetto fisico, bensì il fatto che si rimbalzava così tanto da avere sempre mal di testa. Questa è una pista molto accidentata“.