Marc Marquez non ha dubbi: “Sarebbe stupido non farlo”. Il campione spagnolo si espone con chiarezza su uno dei temi più discussi in MotoGP, quello dei giochi di squadra Ducati a favore di Francesco Bagnaia nella lotta per il titolo mondiale.
Il rientro di Marc Marquez in MotoGP può essere considerato molto positivo. Dopo lo sfortunato ritiro ad Aragon, è arrivato quarto a Motegi e quinto a Buriram. Buoni risultati e anche sensazioni positive a livello fisico.
Marc Marquez (foto LaPresse)
Non aver corso nello scorso weekend lo ha aiutato a riposare il braccio in vista della doppietta Australia-Malesia che attende ora i piloti. In questo fine settimana c’è la tappa di Phillip Island, dove non si corre dal 2019 e dove è stato lui l’ultimo vincitore.
Sarà molto interessante a che livello riuscirà ad esprimersi in una pista dove potrebbe esserci molto equilibrio. Tanto dipenderà anche dalla sua Honda RC213V, una moto che solo con lui riesce a conquistare risultati interessanti.
Marquez a Phillip Island: “Voglio fare uno step avanti”
Marquez in un’intervista concessa a Sky Sport MotoGP si è detto contento di correre a Phillip Island: “È una pista che mi piace molto e dove è importante iniziare bene, perché altrimenti puoi soffrire abbastanza in tutto il weekend. È una pista veloce, vedremo come andrà“.
Marc Marquez (foto LaPresse)
Marc non sa dire se in Australia faticherà più che a Buriram, dove comunque si è corso subito dopo Motegi: “L’ultimo gran premio è andato molto bene. In Thailandia è andata meglio di quanto mi aspettassi, soprattutto venerdì e sabato. Vedremo come andrà qui. Aver potuto fare una settimana a casa è stato positivo, perché avevo finito al limite con il braccio a Buriram. Spero di poter fare uno step avanti qui“.
Marc Marquez non ha dubbi: “Sarebbe stupido non aiutare Bagnaia”
Il tema che ha acceso il dibattito nel paddock e sui social è però un altro: i giochi di squadra Ducati a favore di Francesco Bagnaia nella corsa al titolo MotoGP. Marquez, interpellato direttamente sull’argomento, non si è sottratto e ha risposto con una chiarezza disarmante.
“Bagnaia e Quartararo sono grandi piloti. Pecco sta facendo una grande seconda metà di stagione. In queste tre ultime gare è normale che, con tante Ducati davanti, possa essere aiutato. Sarebbe stupido non aiutarlo se servisse. Ma penso che per come sta guidando, non avrà bisogno di aiuto per vincere. Comunque sarebbe normale aiutarlo, perché è quello che deve fare una fabbrica come Ducati, Honda o Yamaha quando si gioca un mondiale“.
La posizione di Marc Marquez non lascia spazio a dubbi: non vede nulla di strano nel fatto che altri piloti Ducati possano cedere posizioni o gestire la gara in favore di Bagnaia. Una dinamica che il campione spagnolo considera assolutamente normale quando si lotta per un titolo e mancano pochi gran premi al termine del campionato. Anzi, non farlo sarebbe, a suo avviso, una scelta controproducente per l’intero progetto di fabbrica.
Una visione condivisa nel paddock
La dichiarazione di Marquez rispecchia una logica consolidata nel motorsport di alto livello: quando un costruttore schiera più moto competitive, è prassi comune che i piloti non in lotta per il titolo supportino il compagno meglio piazzato in classifica. Lo ha fatto la Honda in passato, lo ha fatto la Yamaha, e ora tocca alla Ducati gestire questa dinamica con la sua armata di piloti. Il fatto che a dirlo sia proprio Marquez — storicamente il rivale più temuto da chiunque lotti per il mondiale — conferisce alla dichiarazione un peso specifico ancora maggiore.
Domande frequenti su Marc Marquez e i giochi di squadra in MotoGP
Cosa ha detto esattamente Marc Marquez sui giochi di squadra Ducati?
Intervistato da Sky Sport MotoGP, Marquez ha dichiarato che sarebbe “stupido” non aiutare Bagnaia se ce ne fosse bisogno, sottolineando che si tratta di una pratica normale per qualsiasi costruttore — Ducati, Honda o Yamaha — quando uno dei propri piloti è in lotta per il titolo mondiale.
Marc Marquez non ha dubbi: cosa intende con “sarebbe stupido non farlo”?
Marquez si riferisce alla scelta di non supportare il pilota di punta della fabbrica nelle fasi decisive del campionato. Secondo lui, rinunciare a questa strategia sarebbe controproducente e in contrasto con la logica sportiva e commerciale di un costruttore impegnato nella lotta iridata.
Marquez ha mai beneficiato di giochi di squadra in Honda?
Nel corso della sua carriera in Honda, Marquez è stato spesso il pilota di riferimento del costruttore giapponese. La dinamica dei team order è una realtà consolidata in MotoGP, e il campione spagnolo la conosce bene sia da protagonista che da osservatore esterno.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








