Ecologiche

Ferrari, una grande novità a Maranello: stavolta la F1 non c’entra

Ferrari, una grande novità a Maranello che con la F1 non c'entra: nasce il Bosco Ferrari, 30 ettari di forestazione per assorbire 3 kt di CO₂ in 30 anni. Tutti i dettagli.

Bosco Ferrari
Bosco Ferrari (media press)

Ferrari, una grande novità a Maranello: stavolta la F1 non c’entra. Il Cavallino Rampante sorprende ancora, ma questa volta lontano dai circuiti e dai box di Formula 1: la novità riguarda il territorio, l’ambiente e il futuro del pianeta.

Una Ferrari sempre più “green”, sempre più ecologica, e stavolta i nuovi propulsori ibridi che la casa di Maranello sta installando sulle ultime vetture prodotte proprio non c’entrano. La grande novità arriva direttamente dal Comune di Maranello, sede storica della fabbrica del Cavallino, e riguarda un ambizioso progetto di forestazione urbana destinato a lasciare il segno per decenni.

Bosco Ferrari

Bosco Ferrari (media press)

Il Bosco Ferrari: 30 ettari di verde nel cuore del modenese

L’azienda italiana ha voluto realizzare un’opera di forestazione nel Comune di Maranello, lì dove ha sede la fabbrica del gruppo. In un progetto climatico e ambientale di più ampio respiro che coinvolgerà ben 30 ettari di terreno nel modenese, sono state innestate una serie di giovani piante a coprire un’area di sei ettari, grazie alla collaborazione di Rete Clima, impresa sociale no profit che curerà anche queste giovani piante nel tempo.

Manco a dirlo, è stato ribattezzato Bosco Ferrari e lo scopo finale è ricreare un ecosistema capace di assorbire anidride carbonica per un totale quantificabile in 3 kt in circa 30 anni. Un contributo concreto alla lotta al cambiamento climatico, che parte proprio dal territorio emiliano dove il marchio è nato. Questo nuovo bosco troverà dimora nel Parco dello Sport che l’amministrazione comunale sta realizzando: un vero e proprio parco attrezzato, dotato di strutture sportive e giochi per bambini, anche grazie al supporto diretto della Ferrari stessa.

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Ferrari, le parole dell’Ad Vigna

Logo Ferrari

Logo Ferrari (Ansa)

L’amministratore delegato della Ferrari Benedetto Vigna ha evidenziato la bontà e l’importanza del progetto con cui il Cavallino si è gettato a capofitto, sottolineando come l’iniziativa non sia un gesto simbolico ma parte di una strategia ambientale strutturata.

“È un segno nei confronti del territorio della nostra gratitudine — ha dichiarato Vigna — ed un passaggio che ci lega nella cura dell’ambiente alle nuove generazioni“. L’Ad ha spiegato come la creazione del Bosco Ferrari si inserisca in un’iniziativa ad ampio impatto ecologico sull’intera area produttiva del marchio. “Nei nostri stabilimenti, per ridurre emissioni e consumi energetici, abbiamo installato un impianto fuel cell da 1 MW ed impianti fotovoltaici in grado di autoprodurre ogni anno 1,6 GWh“.

La strategia green di Ferrari: molto più della Formula 1

La Ferrari, negli ultimi anni, ha mostrato grande attenzione e sensibilità al problema ecologico, muovendo passi concreti e misurabili in questa direzione. La novità a Maranello — quella che con la F1 non c’entra nulla — dimostra come il Cavallino stia costruendo una visione di sostenibilità a 360 gradi: dagli stabilimenti produttivi al territorio circostante, dalle emissioni dei motori alla compensazione carbonica attraverso la natura.

Il Bosco Ferrari è l’esempio più tangibile di questo impegno: un progetto che unisce responsabilità d’impresa, legame con la comunità locale e visione a lungo termine. Non un semplice gesto di marketing verde, ma un’infrastruttura ecologica destinata a crescere — letteralmente — per i prossimi trent’anni.

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FAQ — Bosco Ferrari: le domande più frequenti

Cos’è il Bosco Ferrari?

Il Bosco Ferrari è un progetto di forestazione urbana realizzato da Ferrari nel Comune di Maranello. Prevede la piantumazione di giovani alberi su un’area iniziale di sei ettari, all’interno di un piano complessivo che interesserà 30 ettari di territorio modenese.

Quanta CO₂ assorbirà il Bosco Ferrari?

Secondo le stime del progetto, il bosco sarà in grado di assorbire circa 3 kt di anidride carbonica nell’arco di 30 anni, contribuendo concretamente alla riduzione delle emissioni locali.

Chi gestisce il Bosco Ferrari?

La cura e la gestione delle piante è affidata a Rete Clima, un’impresa sociale no profit specializzata in progetti di forestazione e compensazione carbonica.

Dove si trova il Bosco Ferrari?

Il bosco sorge all’interno del Parco dello Sport di Maranello, un’area verde attrezzata con strutture sportive e giochi per bambini realizzata dal Comune con il supporto di Ferrari.

Questa novità riguarda anche la Formula 1?

No. Si tratta di un’iniziativa ambientale e territoriale completamente separata dalle attività sportive del Cavallino. La Formula 1 non c’entra: questa è una grande novità a Maranello che riguarda la sostenibilità aziendale e il rapporto di Ferrari con il suo territorio.

Roberto Torcolacci
Roberto Torcolacci

Roberto Torcolacci, romano classe 1979, vive nel cuore della Capitale. Dopo gli studi in Giurisprudenza presso l’Università di Roma Tor Vergata, ha intrapreso fin da giovanissimo un percorso imprenditoriale che lo ha portato a confrontarsi con diversi settori, sviluppando una forte esperienza nel mondo della comunicazione, della pubblicità e del marketing. Da sempre appassionato di media e informazione, considera la comunicazione uno strumento fondamentale per creare connessioni e raggiungere un pubblico sempre più ampio. Negli anni ha coltivato numerosi interessi legati allo sport, ai motori e al motorsport professionistico, con esperienze anche nel mondo del cinema e della produzione. Dal 2020 ha riscoperto e approfondito la passione per la scrittura, trasformandola in una parte centrale della propria attività editoriale. Oggi si occupa principalmente di temi legati al territorio, alla mobilità, alla politica locale, agli eventi, allo sport e al mondo dei motori, con particolare attenzione a Roma e al Lazio. Sposato e padre di due figli adolescenti, ama raccontare la contemporaneità con uno sguardo diretto, curioso e concreto, cercando sempre di unire informazione, passione e attenzione ai dettagli. Anche se, come gli ricordano spesso i figli, con qualche inevitabile sfumatura da “boomer”.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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