Codice della Strada

Multe Auto, l’inattesa novità dal 1 gennaio: il rischio è davvero concreto

Multe auto, dal 1 gennaio scatta l'inattesa novità: il meccanismo automatico legato all'inflazione fa aumentare le sanzioni stradali fino all'11%. Ecco cosa cambia, gli importi aggiornati e cosa possono fare gli automobilisti.

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Multe più care a partire dal 1 gennaio 2023: il motivo è beffardo (Ansa)

Multe auto, dal 1 gennaio scatta l’inattesa novità che rischia di pesare concretamente sul portafoglio di milioni di automobilisti italiani. Il meccanismo è automatico, ma il rischio è davvero concreto — e ignorarlo può costare caro.

L’inflazione e i rincari energetici continuano a stringere la morsa sui consumi e sulle tasche degli italiani. In questo contesto, anche pagare una multa può rappresentare un salasso per l’economia familiare. La novità che entra in vigore dal 1 gennaio riguarda proprio le sanzioni stradali: per effetto di un meccanismo automatico previsto dal Codice della Strada, gli importi delle contravvenzioni si aggiornano periodicamente in base all’inflazione rilevata dall’Istat. Il risultato? Multe auto più care, senza che il legislatore debba fare nulla di straordinario.

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Multe più care a partire dal 1 gennaio: il motivo è beffardo (Ansa)

Multe auto dal 1 gennaio: come funziona il meccanismo di aggiornamento automatico

La norma di riferimento è l’articolo 195 del Codice della Strada: stabilisce che la misura delle sanzioni pecuniarie viene aggiornata ogni due anni in misura uguale all’intera variazione accertata dall’Istat dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie (il cosiddetto Foi). In parole semplici: se nei due anni precedenti i prezzi dei beni essenziali sono aumentati a causa dell’inflazione, lo stesso aumento si trasferisce automaticamente sulle contravvenzioni stradali.

Si tratta di un processo del tutto automatico e inevitabile in assenza di un intervento legislativo specifico. Entro il 1 dicembre di ogni biennio, il ministro della Giustizia — di intesa con i ministri dell’Economia e delle Infrastrutture — determina i nuovi limiti delle sanzioni amministrative pecuniarie, che entrano poi in vigore dal 1 gennaio dell’anno successivo. Il rischio concreto per gli automobilisti è quindi strutturale, non episodico.

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L’inflazione pesa sulle multe: c’è un rischio assai concreto

Simone Baldelli, ex presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sui consumatori, ha chiesto apertamente di intervenire per bloccare questo meccanismo: «Il governo fermi gli aumenti — spiega in una nota —. Chiedo al governo e al parlamento una norma per bloccare al più presto il sostanzioso aumento degli importi delle multe stradali». L’esponente di Forza Italia sottolinea come il sistema di adeguamento automatico, pur nato con finalità di equità, rischi oggi di trasformarsi in un aggravio insostenibile per le famiglie già sotto pressione.

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(Ansa)

Quanto aumentano le multe auto dal 1 gennaio: gli esempi concreti

Le stime del Codacons indicano un aumento complessivo dell’11% sulle sanzioni stradali. Un rincaro tutt’altro che simbolico: basta qualche esempio per capire l’impatto reale sulla vita quotidiana degli automobilisti.

  • Divieto di sosta: da 42 euro si passerebbe a circa 46 euro.
  • Uso del telefono alla guida: da 165 euro si arriverebbe a 183 euro.
  • Eccesso di velocità e altre infrazioni gravi: gli aumenti percentuali si applicano su importi già elevati, con rincari anche superiori ai 20-30 euro per singola sanzione.

Un allarme analogo era stato lanciato anche dall’Asaps (Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stradale), che aveva stimato un rincaro del 10% «a causa dell’inflazione ed in particolare del Foi, indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e degli impiegati». I numeri di Codacons e Asaps convergono: l’aumento è reale, significativo e — in assenza di interventi normativi — inevitabile.

Cosa possono fare gli automobilisti: consigli pratici

Di fronte a questo scenario, la strategia più efficace rimane quella della prevenzione. Rispettare i limiti di velocità, non usare il telefono alla guida e verificare la regolarità dei documenti di circolazione sono le mosse più semplici per evitare sanzioni che, dal 1 gennaio, costeranno ancora di più. Vale anche la pena monitorare eventuali aggiornamenti normativi: se il governo decidesse di intervenire per congelare gli importi — come richiesto da più parti — la situazione potrebbe cambiare prima dell’entrata in vigore degli aumenti.

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In ogni caso, il consiglio è di non sottovalutare il rischio: le multe auto con la novità dal 1 gennaio rappresentano un aggravio concreto, e la soglia di attenzione degli automobilisti italiani deve alzarsi di conseguenza.

FAQ — Domande frequenti sulle multe auto e gli aumenti dal 1 gennaio

Perché le multe auto aumentano dal 1 gennaio?

Per effetto dell’articolo 195 del Codice della Strada, le sanzioni pecuniarie vengono aggiornate ogni due anni in base alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo (Foi) rilevata dall’Istat. Con l’inflazione elevata degli ultimi anni, questo meccanismo automatico produce aumenti significativi degli importi delle contravvenzioni.

Di quanto aumentano le multe stradali?

Le stime del Codacons indicano un aumento medio dell’11%. A titolo di esempio, una multa per divieto di sosta passerebbe da 42 a circa 46 euro, mentre la sanzione per uso del telefono alla guida salirebbe da 165 a 183 euro.

È possibile bloccare l’aumento delle multe?

Sì, ma solo con un intervento legislativo specifico. Alcuni esponenti politici, tra cui Simone Baldelli, hanno già chiesto al governo di adottare una norma ad hoc per congelare gli importi. In assenza di tale intervento, gli aumenti scattano automaticamente dal 1 gennaio.

Cosa posso fare per evitare di pagare multe più care?

La prevenzione è la risposta più efficace: rispettare il Codice della Strada, non usare il telefono alla guida, controllare la validità di assicurazione e revisione. Monitorare eventuali aggiornamenti normativi permette inoltre di restare informati su possibili modifiche agli importi prima dell’entrata in vigore.

Roberto Torcolacci
Roberto Torcolacci

Roberto Torcolacci, romano classe 1979, vive nel cuore della Capitale. Dopo gli studi in Giurisprudenza presso l’Università di Roma Tor Vergata, ha intrapreso fin da giovanissimo un percorso imprenditoriale che lo ha portato a confrontarsi con diversi settori, sviluppando una forte esperienza nel mondo della comunicazione, della pubblicità e del marketing. Da sempre appassionato di media e informazione, considera la comunicazione uno strumento fondamentale per creare connessioni e raggiungere un pubblico sempre più ampio. Negli anni ha coltivato numerosi interessi legati allo sport, ai motori e al motorsport professionistico, con esperienze anche nel mondo del cinema e della produzione. Dal 2020 ha riscoperto e approfondito la passione per la scrittura, trasformandola in una parte centrale della propria attività editoriale. Oggi si occupa principalmente di temi legati al territorio, alla mobilità, alla politica locale, agli eventi, allo sport e al mondo dei motori, con particolare attenzione a Roma e al Lazio. Sposato e padre di due figli adolescenti, ama raccontare la contemporaneità con uno sguardo diretto, curioso e concreto, cercando sempre di unire informazione, passione e attenzione ai dettagli. Anche se, come gli ricordano spesso i figli, con qualche inevitabile sfumatura da “boomer”.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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