Ricordate la Ferrari Dino? Un restomod l’ha resa più “cattiva” che mai: sotto al cofano si nasconde un bolide da far girare la testa, con un motore da supercar anni Novanta trapiantato in una carrozzeria iconica degli anni Settanta. Il risultato è semplicemente pazzesco.
Ogni appassionato di automobili che si rispetti conosce naturalmente la Ferrari e il fascino che solo le vetture del Cavallino possono regalare. C’è chi sogna di guidarla almeno una volta in pista oppure su strada, e poi c’è chi naturalmente può permettersela e la tiene in garage. Ma c’è anche chi, con un budget da capogiro, decide di spingersi oltre: prendere un classico intoccabile e trasformarlo in qualcosa di ancora più estremo.
Ferrari Dino restomod (screen Youtube)
Ferrari Dino: storia e caratteristiche dell’originale
Di certo c’è l’unicità delle Ferrari, vetture che non passano mai di moda, anche nelle versioni più storiche del marchio. Tra queste spicca naturalmente la Ferrari Dino, costruita dalla fabbrica di Maranello tra il 1969 e il 1973 come evoluzione della 206 GT. Una supercar con motore centrale-posteriore, equipaggiata con un V6 da 2,4 litri capace di sprigionare una potenza di 195 cavalli per una velocità massima di 235 km/h. Lo scatto da 0 a 100 km/h richiedeva appena 7,2 secondi. Trazione posteriore e cambio manuale a cinque marce completavano la scheda tecnica.
Un vero e proprio bolide, seppur considerato quasi come una Ferrari “baby”, visti i 6 cilindri che spingevano la vettura — la metà esatta dei classici V12 utilizzati sulle altre Ferrari dell’epoca. Proprio questa sua natura più accessibile e compatta la rende oggi uno dei modelli storici più amati e ricercati dai collezionisti di tutto il mondo.
Ferrari Dino restomod: il progetto voluto da David Lee
Una delle versioni della Ferrari Dino è stata però completamente trasformata in un restomod che potrebbe sembrare un sacrilegio — in effetti, modificare una Ferrari storica lo è, almeno per i puristi — voluto dal miliardario David Lee, collezionista di fama mondiale con un parco auto stimato in 35 milioni di dollari.
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Per trasformare la sua Ferrari Dino in un bolide ancora più cattivo, Lee ha investito 1,3 milioni di dollari; e il risultato si vede eccome. Il V6 originale è stato rimosso e al suo posto è stato montato l’8 cilindri della Ferrari F40, un propulsore nato per un montaggio longitudinale e qui installato in configurazione trasversale sulla Dino — un’operazione ingegneristica tutt’altro che banale.
Il motore: dall’F40 alla Dino, un trapianto da 1,3 milioni di dollari
L’operazione ha «costretto» il team di preparatori a modificare completamente il motore, eliminando la sovralimentazione garantita dai due turbocompressori originali della F40. È stato necessario installare anche un cambio nuovo, derivato dalla Ferrari 328, per gestire la coppia del nuovo propulsore in modo affidabile.
Il risultato è un’unità aspirata che, privata dei turbo, cambia radicalmente carattere rispetto all’F40: più lineare nell’erogazione, ma con un sound assolutamente devastante che esalta ogni cornetto di aspirazione. Un compromesso tecnico studiato per adattarsi agli spazi della Dino mantenendo al contempo un’affidabilità da utilizzo quotidiano — o quasi.
Carrozzeria e dettagli: la Dino che non ti aspetti
Le modifiche non si fermano al cofano motore. La carrozzeria ha subito interventi significativi: i passaruota sono stati «ingrossati» per contenere le ruote da 17 pollici, sono stati montati i freni Brembo e sul cofano motore campeggia ora una paratia trasparente dalla quale è possibile ammirare ben otto cornetti di aspirazione, due in più rispetto alla versione originale. Un dettaglio estetico che racconta immediatamente la storia di questo restomod straordinario.
Una vera e propria rivoluzione, insomma, che avrà certamente fatto storcere il naso ai puristi della Ferrari. Di certo c’è che il sound del nuovo bolide lascia davvero senza fiato. La velocità di punta ufficiale non è stata comunicata, ma ascoltando il video qui sotto è difficile non immaginare prestazioni da autentica supercar moderna.
Perché il restomod della Ferrari Dino fa ancora discutere
Il progetto di David Lee è diventato uno dei restomod più discussi nel mondo del collezionismo automobilistico. Da un lato c’è chi lo considera un atto di vandalismo nei confronti di un pezzo di storia del Cavallino; dall’altro, chi vede in questa trasformazione l’espressione più alta della cultura del restomod: prendere un’icona, rispettarne le proporzioni e l’anima estetica, e amplificarne le prestazioni con tecnologia moderna.
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Il fenomeno del restomod è in forte crescita anche in Europa, con officine specializzate che propongono interventi simili su Alfa Romeo, Lancia e naturalmente Ferrari. Il valore di questi esemplari unici tende a crescere nel tempo, soprattutto quando dietro al progetto c’è una firma riconoscibile e una storia raccontabile — esattamente come in questo caso.
FAQ: Ferrari Dino restomod, le domande più frequenti
Cos’è la Ferrari Dino?
La Ferrari Dino è una sportiva prodotta a Maranello tra il 1969 e il 1973, equipaggiata con un motore V6 da 2,4 litri e 195 CV. È considerata una delle Ferrari più iconiche della storia, apprezzata per le sue linee disegnate da Pininfarina e per il suo carattere di guida coinvolgente.
Cos’è un restomod?
Il termine «restomod» nasce dalla fusione di «restoration» e «modification»: indica un’auto d’epoca restaurata e al contempo modificata con componenti moderni, sia meccanici che estetici, per migliorarne le prestazioni e l’affidabilità senza stravolgerne l’aspetto originale.
Quale motore è stato montato sulla Ferrari Dino restomod di David Lee?
Il V6 originale è stato sostituito con l’8 cilindri della Ferrari F40, privato dei due turbocompressori e montato in configurazione trasversale. Il cambio è stato ricavato dalla Ferrari 328.
Quanto è costato il restomod della Ferrari Dino?
David Lee ha investito circa 1,3 milioni di dollari per la trasformazione della sua Ferrari Dino, rendendola uno dei restomod più costosi mai realizzati su un’auto italiana d’epoca.
Chi è David Lee?
David Lee è un imprenditore e collezionista di auto d’epoca, noto per possedere una delle collezioni Ferrari più pregiate al mondo, con un valore stimato intorno ai 35 milioni di dollari.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.







