In Auto ubriachi o drogati: il Governo pensa a nuove sanzioni, i dettagli. Pugno di ferro contro chi si mette al volante sotto l’effetto di alcol o sostanze stupefacenti: revoca a vita della patente, multe commisurate al reddito e revisione del sistema a punti sono le ipotesi sul tavolo.
Il governo torna a occuparsi di sicurezza stradale con una determinazione senza precedenti. L’incidenza dei morti sulle strade italiane continua a crescere e i dati Istat confermano una tendenza allarmante: aumentano le sanzioni per eccesso di velocità, ma soprattutto per chi si mette alla guida sotto l’effetto di alcol o droga — a volte in entrambe le condizioni simultaneamente. Comportamenti pericolosi che moltiplicano il rischio sulle strade italiane, anche nei centri urbani.
In Auto ubriachi o drogati: il Governo pensa a nuove sanzioni, i dettagli (Ansa)
Il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, ha illustrato le linee d’intervento in occasione della presentazione del Rapporto sulla Sicurezza Stradale di Dekra. Le misure allo studio spaziano dalla dimensione economica a quella penale, con un orizzonte temporale che può arrivare fino alla revoca permanente della patente:
“Dobbiamo intervenire, non tanto nella dimensione economica e penale, ma anche in termini penali. Ad esempio diverse associazioni di vittime della strada chiedono la revoca per la vita della patente nei casi più gravi”. Poi Salvini ha aggiunto: “Chi si mette alla guida ubriaco marcio o drogato deve sapere che diventa un potenziale assassino. Per questo la sospensione della patente per due o tre anni, ma anche la revoca a vita, andrebbe fatta”.
Guida in stato di ebbrezza o sotto droghe: le nuove sanzioni allo studio del Governo
Il pacchetto di misure che il governo sta valutando per chi guida in auto ubriaco o drogato è articolato su più livelli. Ecco i provvedimenti concreti emersi dal dibattito istituzionale:
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Revoca a vita della patente nei casi più gravi
È la misura più discussa e sostenuta dalle associazioni delle vittime della strada. L’ipotesi prevede che chi provoca un incidente mortale o gravissimo guidando sotto l’effetto di alcol o stupefacenti perda il diritto di guidare in modo permanente, senza possibilità di riottenere la licenza. Attualmente la normativa prevede la sospensione, ma non la revoca definitiva in tutti i casi.
Sospensione della patente da 2 a 3 anni
Per i casi di minore gravità — ma comunque pericolosi — si ipotizza un allungamento significativo dei periodi di sospensione della patente, portandoli da due a tre anni. Una misura che mira a scoraggiare la recidiva, fenomeno particolarmente diffuso tra chi guida abitualmente sotto l’influenza di sostanze.
Multe commisurate al reddito
Un contributo innovativo è arrivato dal vice ministro Galeazzo Bignami: “Le multe andrebbero incrementate in base al reddito”. Si tratta di un principio già adottato in alcuni Paesi nordeuropei, dove le sanzioni pecuniarie vengono calcolate proporzionalmente alla capacità economica del trasgressore. L’obiettivo è garantire un effetto deterrente reale anche per i redditi più elevati, per i quali una multa fissa risulta spesso irrisoria.
(Ansa)
Revisione del sistema a punti della patente: cosa cambia
Il governo non si ferma alle sanzioni per guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di droghe. Sul tavolo c’è anche una revisione complessiva del sistema a punti della patente, che Salvini ha definito squilibrato rispetto alla realtà: “Il numero di punti detratti non corrisponde a quello delle multe emesse. Il 98% degli automobilisti ha più di 20 punti”. Un dato che, secondo il ministro, dimostra come l’attuale meccanismo non stia svolgendo la sua funzione deterrente.
Il vice ministro Bignami ha inoltre sollevato un tema parallelo: in alcuni contesti urbani i limiti di velocità sarebbero troppo bassi e mal segnalati, così come le corsie preferenziali risultano spesso poco chiare. Questi fattori contribuiscono ad aumentare il numero di sanzioni emesse senza necessariamente migliorare la sicurezza effettiva degli automobilisti. Anche la posizione degli autovelox — spesso collocati in punti strategici per massimizzare le entrate piuttosto che ridurre la pericolosità — è finita nel mirino della critica istituzionale.
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Il contesto: perché il governo interviene ora
La spinta verso nuove e più severe sanzioni per chi guida ubriaco o drogato nasce da un quadro statistico preoccupante. I dati Istat relativi alla sinistrosità stradale mostrano un’inversione di tendenza rispetto agli anni di calo registrati in precedenza: gli incidenti gravi tornano a salire, e in una quota significativa dei casi l’alcol o le sostanze stupefacenti risultano fattori determinanti. Le associazioni delle vittime della strada, da tempo in prima linea su questo fronte, hanno accolto con favore l’apertura del governo, chiedendo che le misure annunciate si traducano rapidamente in norme operative.
Per gli automobilisti italiani, il messaggio è chiaro: mettersi al volante in auto ubriachi o drogati espone non solo a rischi gravissimi per sé e per gli altri, ma — se le proposte del governo diventeranno legge — a conseguenze penali e amministrative senza precedenti nel nostro ordinamento.
FAQ: guida in stato di ebbrezza o sotto droghe, le domande più frequenti
Cosa rischia chi guida ubriaco in Italia?
Attualmente chi supera il tasso alcolemico di 0,5 g/l rischia sanzioni pecuniarie, decurtazione di punti patente e sospensione della licenza. Oltre 1,5 g/l scattano le conseguenze penali. Con le nuove misure allo studio, si ipotizza la revoca a vita della patente nei casi più gravi.
Cosa prevede la legge per chi guida sotto l’effetto di droghe?
La guida sotto l’influenza di sostanze stupefacenti è già reato ai sensi del Codice della Strada, con sospensione della patente da uno a tre anni e sanzioni penali. Il governo valuta un inasprimento ulteriore, con periodi di sospensione più lunghi e la revoca definitiva in caso di recidiva o incidenti mortali.
Le multe potrebbero davvero essere calcolate sul reddito?
È una delle ipotesi sul tavolo, avanzata dal vice ministro Bignami. Il modello esiste già in Finlandia e Svezia. In Italia richiederebbe una riforma del Codice della Strada e un sistema di accesso ai dati reddituali del trasgressore al momento del controllo.
Quando entreranno in vigore le nuove sanzioni?
Al momento si tratta di proposte e dichiarazioni di intenti. L’iter legislativo richiede l’approvazione parlamentare. Gli automobilisti sono invitati a monitorare gli aggiornamenti normativi nelle prossime settimane.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.







