Codice della Strada

L’aria calda in auto non si può più usare: ecco quando scatta la multa se ti beccano

L'aria calda in auto non si può più usare in sosta: scopri quando scatta la multa fino a 444 euro, cosa dice l'art. 157 del Codice della Strada e come evitare la sanzione.

Climatizzatore auto multa
Climatizzatore auto, rischi una multa salatissima (www.automotorinews.it)

L’aria calda in auto non si può più usare: ecco quando scatta la multa se ti beccano, con sanzioni che arrivano fino a 444 euro. Una norma che in molti ignorano, ma che le forze dell’ordine applicano con crescente rigore, soprattutto nei mesi invernali.

Con l’inverno pienamente in corso e le temperature che si abbassano sensibilmente, la tentazione di accendere il riscaldamento dell’auto è quasi irresistibile. A casa, in ufficio e soprattutto in macchina, scaldarsi è una priorità. Eppure, proprio sull’uso dell’aria calda in auto si nasconde un’insidia normativa che può costare carissima: una multa salatissima prevista dal Codice della Strada italiano.

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Climatizzatore auto, rischi una multa salatissima (www.automotorinews.it)

Attenzione, quindi: per quanto riguarda l’aria calda in auto, se non fate attenzione alle normative vigenti potreste ricevere una “doccia gelata” ben peggiore del freddo invernale. La multa scatta in circostanze precise, e ignorarle non è una scusa valida davanti agli agenti.

Quando l’aria calda in auto non si può usare: la norma del Codice della Strada

La regola è stabilita dall’articolo 157 del Codice della Strada, che disciplina le soste e i comportamenti vietati durante la fermata del veicolo. Secondo questa norma, tenere acceso il motore — e di conseguenza il climatizzatore o il riscaldamento — mentre l’auto è in sosta temporanea costituisce un’infrazione sanzionabile. La motivazione è ambientale: il veicolo fermo con il motore acceso produce emissioni inquinanti senza alcuna giustificazione funzionale alla circolazione.

In pratica, l’aria condizionata o il riscaldamento si possono usare liberamente solo quando l’auto è in movimento. Non appena il veicolo si ferma — per aspettare qualcuno, per una pausa, per qualsiasi motivo non legato al traffico — il motore andrebbe spento, e con esso il sistema di climatizzazione.

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Climatizzatore auto multa

Climatizzatore auto, ecco in quali situazioni non va usata (www.automotorinews.it)

A quanto ammonta la multa per l’aria calda accesa in sosta

Le sanzioni previste non sono simboliche: la multa varia dai 223 ai 444 euro. Un importo che può pesare notevolmente sul portafoglio, soprattutto se si considera che l’infrazione è facilmente rilevabile da qualsiasi agente di polizia municipale o stradale in pattuglia. Basta che un vigile noti il fumo di scarico o il motore acceso mentre l’auto è ferma con il riscaldamento o l’aria condizionata in funzione per ricevere il verbale.

La legge italiana non prevede deroghe legate alle condizioni meteorologiche: che faccia un freddo polare o un caldo insopportabile, la norma si applica allo stesso modo. L’unica eccezione riconosciuta riguarda le situazioni di traffico intenso o code, in cui il veicolo è tecnicamente in circolazione anche se momentaneamente fermo. In quel contesto, tenere il motore acceso — e quindi il climatizzatore funzionante — è lecito.

Aria calda in auto: i casi in cui la multa non scatta

È importante distinguere le situazioni per evitare sanzioni ingiuste o, al contrario, per non incorrere in errori per superficialità. Ecco i casi in cui l’uso dell’aria calda in auto non comporta multa:

  • Auto in movimento: nessun limite all’uso del climatizzatore o del riscaldamento durante la guida.
  • Traffico congestionato o code: il veicolo è considerato in circolazione, quindi il motore acceso è lecito.
  • Veicoli elettrici o ibridi plug-in: in modalità elettrica pura non vi è emissione di gas di scarico; la normativa si applica principalmente ai motori a combustione interna, anche se è sempre consigliabile verificare le disposizioni locali.

Al contrario, la multa scatta con certezza nei seguenti scenari:

  • Auto ferma in sosta con motore acceso e riscaldamento o aria condizionata in funzione, in attesa di qualcuno.
  • Veicolo parcheggiato con motore acceso per “preriscaldare” l’abitacolo prima di partire.
  • Sosta breve in doppia fila o in parcheggio con climatizzatore attivo.

Perché questa norma esiste: l’impatto ambientale del motore in folle

La ratio della norma è chiara: un motore acceso in sosta consuma carburante e produce emissioni di CO₂ e particolato senza alcun beneficio per la mobilità. Secondo i dati dell’Agenzia Europea dell’Ambiente, il ralenti prolungato (motore acceso a veicolo fermo) contribuisce in modo significativo all’inquinamento urbano, in particolare nelle aree a traffico intenso. Ridurre questa abitudine è uno degli obiettivi delle politiche di qualità dell’aria nelle città europee, e l’Italia si è adeguata con norme specifiche nel Codice della Strada.

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In molti comuni italiani, peraltro, esistono ordinanze locali ancora più restrittive che abbassano ulteriormente la soglia di tolleranza per il motore acceso in sosta, con sanzioni aggiuntive rispetto a quelle nazionali. Prima di fermarsi con il motore in moto, è quindi buona pratica verificare anche le disposizioni del comune in cui ci si trova.

Come evitare la multa: consigli pratici per l’inverno

Evitare la sanzione è semplice, a patto di adottare qualche piccola accortezza:

  • Spegnete il motore non appena l’auto è ferma in sosta, anche per pochi minuti.
  • Se avete bisogno di riscaldare l’abitacolo prima di partire, limitatissimi tempi di preriscaldamento sono tollerati in alcuni contesti, ma la norma generale rimane quella dello spegnimento.
  • Valutate l’acquisto di un’auto con sistema di riscaldamento autonomo (webasto o simili) che non richiede il motore acceso, oppure optate per un veicolo elettrico o ibrido.
  • In caso di sosta prolungata al freddo, copritevi adeguatamente piuttosto che lasciare il motore acceso.

FAQ: aria calda in auto e multa — le domande più frequenti

L’aria calda in auto non si può più usare in assoluto?

No, non è vietata in assoluto. L’uso dell’aria calda (o fredda) in auto è perfettamente lecito quando il veicolo è in movimento. La multa scatta solo quando si tiene il motore acceso — e quindi il climatizzatore in funzione — mentre l’auto è in sosta.

Quanto è la multa per l’aria condizionata accesa in sosta?

La sanzione prevista dall’articolo 157 del Codice della Strada va da un minimo di 223 euro a un massimo di 444 euro.

Vale anche per le auto elettriche?

La norma nasce per contrastare le emissioni dei motori a combustione interna. Per i veicoli elettrici puri, che non producono scarichi, l’applicazione è meno diretta; tuttavia, è sempre consigliabile verificare le ordinanze comunali locali, che possono avere disposizioni specifiche.

Se sono fermo nel traffico posso tenere il riscaldamento acceso?

Sì. In caso di traffico congestionato o code, il veicolo è considerato in circolazione e non in sosta: il motore acceso con climatizzatore in funzione è lecito.

Esistono eccezioni per condizioni di freddo estremo?

No. La legge italiana non prevede deroghe legate alle condizioni meteorologiche. Che si tratti di temperature sotto zero o di caldo estivo, la norma si applica allo stesso modo.

Roberto Torcolacci
Roberto Torcolacci

Roberto Torcolacci, romano classe 1979, vive nel cuore della Capitale. Dopo gli studi in Giurisprudenza presso l’Università di Roma Tor Vergata, ha intrapreso fin da giovanissimo un percorso imprenditoriale che lo ha portato a confrontarsi con diversi settori, sviluppando una forte esperienza nel mondo della comunicazione, della pubblicità e del marketing. Da sempre appassionato di media e informazione, considera la comunicazione uno strumento fondamentale per creare connessioni e raggiungere un pubblico sempre più ampio. Negli anni ha coltivato numerosi interessi legati allo sport, ai motori e al motorsport professionistico, con esperienze anche nel mondo del cinema e della produzione. Dal 2020 ha riscoperto e approfondito la passione per la scrittura, trasformandola in una parte centrale della propria attività editoriale. Oggi si occupa principalmente di temi legati al territorio, alla mobilità, alla politica locale, agli eventi, allo sport e al mondo dei motori, con particolare attenzione a Roma e al Lazio. Sposato e padre di due figli adolescenti, ama raccontare la contemporaneità con uno sguardo diretto, curioso e concreto, cercando sempre di unire informazione, passione e attenzione ai dettagli. Anche se, come gli ricordano spesso i figli, con qualche inevitabile sfumatura da “boomer”.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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